giovedì, 19 settembre 2019

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Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri – Blu-ray (con la sceneggiatura integrale illustrata dai fotogrammi del film)

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri – Blu-ray (con la sceneggiatura integrale illustrata dai fotogrammi del film)

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Regia:  Elio Petri

Genere:  Drammatico

Origine:  Italia

Anno:  1970

Da vedere:  * * * * *

Sceneggiatura:  Ugo Pirro, Elio Petri

Cast:  Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, Sergio Tramonti, Salvo Randone, Arturo Dominici, Massimo Foschi, Vittorio Duse, Pino Patti, Aleka Paizi

Formato:  Blu-ray Disc. Video: 1080p High Definition 16:9 - 24 fps / Audio: Dts Dolby Digital 2.0

Edizione:  Prima italiana in Blu-ray del 2014

Casa di produzione:  Lucky Red / Cecchi Gori / Univideo

Lingua:  Italiano

Numero copie:  1

Durata:  115 minuti + Contenuti speciali

Sottotitoli:  Italiano per non udenti, Inglese

Direttore della fotografia:  Luigi Kuiveiller

Musiche:  Ennio Morricone

Colore/BN:  Colore

Note: 

Prima edizione in Blu-ray di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) di Elio Petri. Questa edizione del 2014 presenta una copia del film restaurata in 4 K. Restauro eseguito da Colorworks in collaborazione con la Cineteca di Bologna-L’immagine ritrovata, e promossa dalla Hollywood Foreign Press Association, The Film Foundation e Sony Pictures Entertainment.

Contenuti speciali:

Indagine su un cittadino di nome Volontédocumentario a cura di Atacama Film / Intervista a Ennio Morricone di Fabio Ferzetti / Intervista a Paola Petri e Marina Cicogna / Intervista di repertorio a Gian Maria Volonté alla Tv uruguaiana / Commento audio di Ugo Pirro, Florinda Bolkan e Marina Cicogna a cura di Claudio Masenza

In archivio è disponibile anche la versione in Dvd a due dischi del film (non con lo stesso restauro ma con gli stessi contenuti speciali) prodotta nel 2008 dalla Lucky Red in collaborazione con Medusa, Univideo e Atacama Film. Al cofanetto del Dvd è allegato un volume di 80 pagine (in brossura con illustrazione, cm.19 x 13,5, con all’interno 1 illustrazione in bianco e nero, edito nell’aprile 2008) dedicato alla figura di Gian Maria Volonté: Le tracce di un mito: 1968/1970 di Alejandro de la Fuente (sceneggiatore spagnolo) e Erick Wilderding (storico dell’arte).

 

Nella GALLERY è presente il foto-racconto del film scena per scena. Tutte le didascalie sono tratte dalla sceneggiatura originale del film di Elio Petri e Ugo Pirro ( vedi scheda relativa nella sezione CINELIBRI)

« (…) È uno studio in nero di una psicopatia ed è una grottesca riproduzione dei meccanismi del potere politico e poliziesco, non solo uno degli esemplari più importanti del cinema politico degli anni Settanta, ma anche uno dei thriller italiani più belli di sempre. Diretto nel 1970 da Elio Petri (anche autore della sceneggiatura, con Ugo Pirro), vinse il Gran Premio della giuria al 23° Festival di Cannes e l’Oscar come migliore film straniero 1971, e uscì in Italia tra bordate di polemiche e minacce di censura a causa di supposte analogie con gli eventi che, in quel periodo, insanguinavano le cronache politiche (soprattutto la strage di piazza Fontana e la successiva morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, caduto una notte da una finestra della questura di Milano). Erano gli Anni di piombo, della strategia della tensione, gli anni in cui si discuteva molto anche sull’effettiva efficacia politica del cinema, e Indagine divenne oggetto di un serrato dibattito culturale e fu sesto negli incassi delle città capozona, nonostante le oggettive, ardite difficoltà della sua narrazione, dalla costruzione kafkiana ai rimandi freudiani delle psicologie dei personaggi, ai toni grotteschi di matrice brechtiana. Tutto torna, però; le ellissi, le esasperazioni, i sogni vengono ricondotti con brillante fluidità all’interno di un ritmo martellante, di una logica narrativa alla quale lo spettatore non può sottrarsi, le cui esplicite complessità non allentano, ma rafforzano la tensione. Dominato dal tour de force di Gian Maria Volonté, nevrotico Quinlan nostrano (ma, per quanto laido, il personaggio di Orson Welles è più simpatico del “dottore”), tirato a lucido e oscillante tra la sfrontata prepotenza dell’immagine pubblica e l’uggiolante infantilismo di quella privata, Indagine offre uno scorcio delle paradossali trappole del potere che vale oggi (e ovunque) come allora. »

( Emanuele MartiniFilm Tv )

 

Sinossi: 

Roma. Il giorno stesso della sua promozione al comando dell’ufficio politico della questura, il capo della sezione Omicidi, uomo all’antica e reazionario, assassina la propria bellissima amante nel suo appartamento, in via del Tempio nº 1. Il film è realizzato con la tecnica dei flashback, nei quali viene rivelato che Augusta Terzi, la giovane ragazza uccisa, invitava il commissario ad abusare del proprio potere o a narrarle particolari scabrosi cui aveva assistito nelle vesti di poliziotto o, ancora, lo provocava parlandogli di una sua relazione con un giovane “rivoluzionario” che altri non è, poi, che lo studente Pace. Consapevole e contemporaneamente incapace di sostenere il potere che egli stesso incarna, il poliziotto dissemina la scena del delitto di prove e, durante le indagini, alternativamente ricatta, imbecca e depista i colleghi che si occupano del caso. Se in un primo momento ciò che guida il protagonista pare essere l’arroganza di chi confida nella propria insospettabilità, la veridicità di questa convinzione viene via via smentita dai fatti.

Il poliziotto assassino, in virtù della vittoria dell’ordine costituito, finisce per agognare la propria punizione, che tuttavia gli viene preclusa dal suo potere e dalla sua posizione: l’unico testimone dei fatti, l’anarchico individualista Pace, non vorrà denunciarlo per poterlo ricattare («Un criminale a dirigere la repressione: è perfetto!» esclama durante l’interrogatorio).

Il protagonista ormai deciso sulla sua autopunizione, consegna una lettera di confessione ai suoi colleghi, e – invocando quale unica attenuante il fatto di essere stato continuamente preso in giro dalla propria vittima – si costringe agli arresti domiciliari: a casa, nell’attesa del suo arresto ufficiale, si addormenta e sogna di essere costretto dai suoi superiori e colleghi, che analizzano e rifiutano la validità degli indizi e delle prove, a firmare la “confessione della propria innocenza”. Al risveglio, con l’arrivo dei pezzi grossi della polizia, lo attende il vero finale che non viene però svelato ed è lasciato in sospeso dal regista. Il film si chiude con l’immagine delle tapparelle che si abbassano nella stanza in cui il protagonista ha appena ricevuto gli inquirenti, mentre sullo schermo appare la citazione di Franz Kafka che chiude il film: «Qualunque impressione faccia su di noi, egli è un servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano.»

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