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Quando Togliatti difese Brancati dalle polemiche

Quando Togliatti difese Brancati dalle polemiche

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Tipologia:  Articolo

Testata:  La Repubblica, ed. Palermo

Data/e:  29 novembre 2015

Autore:  Umberto Cantone

Articolo: 

Di Vitaliano Brancati e del suo “eterno ritorno” alla censura, a quel “brutto sogno” che ne perseguitò l’intera carriera di scrittore prematuramente troncata, credevamo di sapere tutto. Si fece lungo l’elenco delle sue opere messe all’indice dal dispotismo prima fascista e poi clericale: dal tormentato romanzo giovanile “Singolare avventura di viaggio”, ritirato dal MinCulPop nel 1934, fino alla commedia “La governante”, proibita nel ’52 per via degli accenni all’omosessualità della sua protagonista. E oggi una riedizione in Dvd (curata dalla Fondazione Cineteca Italiana e prodotta dalla CG Entertainment) della copia restaurata di “Anni difficili”, capolavoro prodotto dalla pioneristica impresa messinese Briguglio Films, diretto da Luigi Zampa e che Brancati sceneggiò dalla propria novella “Il vecchio con gli stivali”, ci regala una rara perla: l’edizione tedesca del film, distribuita nel 1955 e quindi ben 7 anni dopo l’uscita italiana del 1948, che esibisce una non trascurabile serie di tagli censori. Anche in Italia fece scandalo, suscitando interrogazioni parlamentari, la versione cinematografica della tragicomica parabola del travet di Modica (uno strepitoso Umberto Spadaro) costretto a indossare la camicia nera da quegli stessi superiori che non esitano a cambiare casacca garantendosi privilegi e ruoli all’arrivo dei liberatori americani. Come spiega Tatti Sanguineti in un documentario del Dvd, dovettero scendere in campo Togliatti e il giovane rampante Andreotti per sopire le roventi polemiche, a sinistra come a destra, nei confronti di questa denuncia del sempiterno trasformismo nostrano. A vedere la versione tedesca di “Anni difficili”, intitolata “Mitgerissen” (“trascinato” o “intrappolato”) si scopre quanto il film, nel dopoguerra di quel Paese voleva risorgere dalle proprie ceneri, scoprisse la piaga della mancata elaborazione sia delle colpe sia delle sconfitte: agli spettatori della Germania Ovest furono negati i fotogrammi in cui due militari nazisti uccidono alle spalle il figlio del protagonista, insieme a quelli dove i cittadini di Modica ascoltano la voce di Radio Londra che sbeffeggia l’inglorioso ritiro delle truppe hitleriane non risparmiando sarcasmi sul consenso di massa che sostenne i due sciagurati regimi. Nella depurata versione tedesca manca pure la scena esilarante della “Norma” censurata dai gerarchi per lesa romanità, un altro impagabile graffio brancatiano contro il “nero fascista” a cui ben presto subentrò il “nero prete” dell’Italietta imperitura.

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