sabato, 25 Maggio 2024

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Il Padrino (The Godfather) di Mario Puzo – Prima edizione italiana e altre edizioni in archivio

Il Padrino (The Godfather) di Mario Puzo – Prima edizione italiana e altre edizioni in archivio

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Autore:  Mario Puzo

Tipologia:  Romanzo

Film di riferimento:  The Godfather (Stati Uniti, 1972) di Francis Ford Coppola. Sceneggiatura di Mario Puzo e Francis Ford Coppola, dal romanzo omonimo di Mario Puzo. Fotografia di Gordon Willis. Scenografia di Dean Tavoularis. Musica di Nino Rota. Con Marlon Brando, Al Pacino, James Caan, Richard Castellano, Robert Duvall, Sterling Hayden, John Marley, Richard Conte, Al Lettieri, Diane Keaton, Abe Vigoda, Talia Shire, Gianni Russo, John Cazale, Rudy Bond, Al Martino, Morgana King, Simonetta Stefanelli, Angelo Infanti, Saro Urzì, Corrado Gaipa, Franco Citti, Lenny Montana, John Martino, Salvatore Corsitto, Richard Bright, Alex Rocco, Tony Giorgio, Vito Scotti, Tere Livrano, Victor Rendina

Editore:  Dall'Oglio, Collana "Il Camaleonte"

Origine:  Milano

Anno:  1970 (febbraio)

Caratteristiche:  Legatura in cartonato telato di color marrone con fregio editoriale (disegno di un camaleonte che si riferisce al nome della collana), sopraccoperta di colore giallo con illustrazione (impronta di una mano) e titoli in rosso e in nero.

Edizione:  Prima italiana

Pagine:  452

Dimensioni:  cm. 21 x 14

Note: 

Prima edizione di The Godfather, romanzo best-seller americano di Mario Puzo (1920-1999). Col titolo Il Padrinoil libro è stato pubblicato in Italia dalla «Dall’Oglio Editore» nel febbraio del 1970. In originale, la prima edizione del 1969 è della Putnam di New York. Alla sua uscita, il romanzo svettò immediatamente in cima alla “Best Seller List” statunitense, e lo stesso in Inghilterra e in Germania, vendendo oltre un milione di copie in poche settimane.

Traduzione di Mercedes Giardini.

La sopraccoperta di questa edizione è illustrata da un disegno che riproduce l’impronta di una mano da casellario giudiziale (il riferimento è alla «Mano Nera», organizzazione mafiosa italoamericana). Sul retro è presente il brano di un commento del «Saturday Review»: “Questo romanzo è un vulcano! Un’esplosione di brutale vitalità, di fedeltà e tradimento calcolato, di grossi traffici e crudeli omicidi, di sesso americano e amore siciliano. La prosa di Puzo è l’innovazione più autentica della letteratura americana dopo Hemingway”.

Dal libro è stato ricavato il film The Godfather (1972) di Francis Ford Coppola, con protagonisti Marlon Brando e l’allora sconosciuto Al Pacino. Dopo il successo del primo film, vincitore di 3 oscar nel 1973, Coppola girò la parte seconda nel 1974 e la terza nel 1990.

 

Altre edizioni di Il Padrino in archivio:

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, «Dall’Oglio Editore», collana “Il Camaleonte”, 9 ottobre 1972. Formato: identico a quello della prima edizione. In occasione dell’uscita del film di Coppola, all’illustrazione in sopraccoperta è stata aggiunta una fascetta nera trasversale con la frase di lancio: «MARLON BRANDO in un grande film della PARAMOUNT». Sul retro è presente la riproduzione del manifesto del film con il profilo del volto di Brando/ don Vito Corleone e il logo del titolo (la mano del puparo che tiene i fili).La copia in archivio è corredata da una fascetta editoriale aggiuntiva con la frase: «Il romanzo esplosivo sulla MAFIA – Best-seller dell’anno: 4.000.000 di copie» (vedi in GALLERY)

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, «Dall’Oglio Editore», collana “Il Camaleonte”, 6 settembre 1982. Formato: brossura in cartoncino con illustrazione fotografica a colori scontornata in copertina (fotografia di scena del film The Godfather, primo piano di Brando/don Vito Corleone durante la scena iniziale con Bonasera/Salvatore Corsitto), titoli in rosso e scritta «Tv»in basso a destra, in occasione della prima messa in onda italiana del film. Pp.452. Cm. 20, 5 x 13,5.  (vedi in GALLERY)

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Club degli Editori (su licenza della Dall’Oglio Editore), Collana “Un libro al mese” (Narrativa, n. 15), agosto 1970. Formato: Rilegatura in tela di colore blu con fregio in oro al piatto e al dorso, sopraccoperta illustrata da un disegno a colori di Bruno Binosi (due dadi con alcuni lati che mostrano le immagini stilizzate di un gangster, una pupa e una pistola). Pp. 454, cm. 21 x 13,5. (vedi in GALLERY)   

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Arnoldo Mondadori (su licenza della Dall’Oglio Editore), Collana “Gli Oscar” (n.888, prima edizione), 22 settembre 1978. Formato: Brossura in cartoncino con illustrazione a colori (particolare del manifesto pubblicitario del film The Godfather di Coppola, profilo in rosso di Marlon Brando/don Vito Corleone), titoli in bianco su fondo nero. Pp.460, cm.18,5 x 11. (vedi in GALLERY)

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Arnoldo Mondadori (su licenza della Dall’Oglio Editore), Collana “Oscar Narrativa” (n.888, prima ristampa), febbraio 1983. Formato: Brossura in cartoncino con illustrazione riquadrata a colori (fotografia di scena del film  The Godfather di Coppola, Marlon Brando/don Vito Corleone in una delle sequenze iniziali), titoli in bianco su fondo rosso porpora.  Pp.460, cm.18,5 x 11.

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Arnoldo Mondadori (su licenza della Dall’Oglio Editore), Collana “Oscar-Bestsellers” (n.76, seconda ristampa), aprile 1995. Formato: Brossura in cartone plastificato con stampa a secco per titoli in rilievo di colore oro e illustrazione (profilo di Brando/don Vito Corleone con logo del film The Godfather di Coppola) di colore rosso sangue. Pp. 460, cm.20 x 13.

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Arnoldo Mondadori/Istituto Geografico De Agostini (su licenza di Dall’Oglio Editore), Collana “I Grandi Bestsellers”,n.1, agosto 1985. Formato: Brossura in cartone plastificato con illustrazione riquadrata a colori (fotografia di scena del film The Godfather di Coppola, primo piano di Marlon Brando/don Vito Corleone), titoli in nero su fondo oro in cornice verde su fondo nero. Pp. 454, cm. 19 x 12,5. (vedi in GALLERY)

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Superpocket/R.L.Libri (su licenza di Dall’Oglio Editore),Collana “Bestseller”, n.59, 1998. Formato: Brossura in cartone plastificato lucido con stampa a secco per titoli in rilievo color oro, altri in rosso su fondo azzurro e disegno virato di Paolo Barbieri (ritratto di Marlon Brando/don Vito Corleone a mezzo busto nel film The Godfather di Coppola). Pp. 460, cm.18 x 11. (vedi in GALLERY)

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Corbaccio, Collana “Scrittori di tutto il mondo” (prima edizione, traduzione di Mercedes Giardini), luglio 2000. Formato: Brossura in cartone flessibile e riquadrata di colore verde acqua con titoli in nero, sopraccoperta  illustrata da un particolare del dipinto di Jack Levine (1915-2010) The Feast of Pure Raison (1937). Pp. 462, cm.20,8 x 14. (vedi in GALLERY)

 

Mario Puzo, Il Padrino, Milano, Corbaccio, Collana “I Grandi Scrittori” (prima edizione, traduzione di Mercedes Giardini Ozzola), maggio 2012. Formato: Brossura con alette in cartoncino plastificato con illustrazione fotografica in bianco e nero (primo piano di Marlon Brando/don Vito Corleone in The Godfather di Coppola). Pp. 462. Cm. 21,6 x 14,5. (vedi in GALLERY)

 

Sinossi: 

New York, 1945. Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto. Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio una vendetta contro gli stupratori delle figlie (che la giustizia ordinaria ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.

Dopo il matrimonio, mentre il padrino si reca in ospedale ad assistere il morente di cancro Genco Abbandando (suo consigliere in seno alla cosca e vecchio amico d’infanzia), invia Tom Hagen, il figlio adottato di origini tedesco-irlandesi, ora avvocato e facente funzioni di consigliori (consigliere), a Los Angeles perché convinca un potente produttore cinematografico, Jack Woltz, ad affidare la parte principale di un film al giovane cantante Johnny Fontane, di cui il vecchio boss è padrino di battesimo. Don Corleone controlla molti uomini importanti del sindacato cinematografico, come per esempio il segretario Billy Goff. Come previsto, Woltz nega questo favore, avendo un personale odio per Fontaine, ma nella notte, Hagen, dopo essere stato ospitato nella fastosa villa del potente produttore, fa decapitare il suo cavallo preferito, Khartoum, come avvertimento di ciò che Don Corleone potrebbe ordinare in caso di un secondo e ultimo rifiuto. Infuriato e spaventato, Woltz accetta di affidare la parte al divo musicale. Johnny ha assoluto bisogno di questa parte nel film di Woltz, poiché la voce gli si sta abbassando (presumibilmente a causa del troppo alcool e di altri vizi eccessivi a cui si è abbandonato da dopo il divorzio), causando il suo progressivo insuccesso come cantante.

Pochi giorni dopo, quando ha ormai ultimato di sistemare le promesse fatte ai propri debitori, Vito Corleone convoca un consiglio a cui partecipano il figlio Santino “Sonny” Corleone, il primogenito e possibile erede al titolo di Don, e il figliastro Tom, ora di fatto consigliere a seguito della morte di Abbandando, per discutere la proposta di Virgil Sollozzo, uno spacciatore di narcotici spalleggiato dalla famiglia mafiosa di Philip Tattaglia. L’uomo, noto come potente uomo d’affari, richiede un finanziamento di due milioni di dollari in contanti, e alcuni magistrati che i Corleone hanno dalla propria parte in cambio di una percentuale pari al trenta percento sul traffico che ne seguirà. Sonny e Hagen sono convinti che il commercio di narcotici potrebbe rappresentare un passo in avanti per la famiglia Corleone, uno strumento per raddoppiare il già grande potere che il boss ha conquistato con il controllo sui sindacati, il gioco d’azzardo e il contrabbando di liquori e sigarette.

Al successivo incontro con Sollozzo (in presenza inoltre dei capiregime Peter Clemenza e Salvatore Tessio), Don Corleone rifiuta la richiesta, spiegando che se si immettesse nell’affare dei narcotici anche solo a livello di protezione e finanziamento, potrebbe perdere molti uomini politici e agenti di polizia che da tanti anni fanno da protezione alle sue attività illecite. Ma il figlio Sonny, si lascia scappare un avventato commento che rivela a Sollozzo la divergenza di opinioni all’interno della famiglia, fornendogli un pretesto per iniziare una guerra tra famiglie rivali.

Pochi giorni dopo, Vito Corleone invia il terribile Luca Brasi, il suo temuto ed animalesco esecutore, come spia nella famiglia Tattaglia, facendolo credere che sia scontento del trattamento subito negli ultimi giorni dai Corleone. Virgil Sollozzo intuisce che il reale proposito è scoprirne il punto debole, e fa uccidere Brasi prendendolo di sorpresa. Poco dopo, due sicari sorprendono Don Corleone all’uscita della Genco Puro Oil Company, e gli sparano cinque proiettili. Portato d’urgenza in ospedale, il boss è ridotto in fin di vita, e il figlio Sonny assume la guida della famiglia.

Noto come leader spietato e soggetto a frequenti scatti d’ira che ne minano la lucidità di giudizio, Sonny scopre un traditore nel regime di Peter Clemenza, il giovane Paulie Gatto, che ha ricevuto molte telefonate da Sollozzo per scoprire le abitudini di Don Corleone, al fine di poterlo sorprendere alla giusta occasione, e impartisce l’ordine di ucciderlo. Il giovane Michael Corleone, terzogenito di Don Vito, l’unico ad aver ripudiato un posto nell’organizzazione criminale paterna, si reca all’ospedale per trovare il padre morente, e scopre che gli uomini del luogotenente Tessio sono stati mandati via, e che Don Corleone è in pratica esposto a un nuovo attacco di Virgil Sollozzo. Sonny e Clemenza assumono dei detective privati, ma prima che arrivino, Michael è aggredito dal capitano di polizia Mark McCluskey, un uomo corrotto da Sollozzo, che con un pugno gli spacca la mascella.

Con don Vito al sicuro in ospedale, Tom Hagen e sonny si rendono conto che Sollozzo è un nemico molto potente, e che non può essere toccato finché è protetto dal capitano McCluskey. Michael, offeso dall’aggressione subita, ma soprattutto preoccupato per l’incolumità del padre, convince tutti i familiari e gli agenti al loro servizio offrendosi di uccidere i due nemici. Egli è infatti sempre rimasto fuori dalla cosca, nessuno potrebbe mai sospettare di lui come assassino. Ma ciò lo costringerebbe a divenire membro permanente della Mafia newyorkese, e metterebbe i Corleone in pericolo poiché nessuno a New York ha mai attentato a un agente di polizia. Sotto la guida esperta di Clemenza, Michael impara a sparare con una pistola speciale sulla quale non rimangono impresse le impronte digitali. Tramite un agente di polizia sul libro paga di Sonny, si scopre che l’incontro proposto da Sollozzo con Michael avrà luogo in un locale del Bronx, dove Tessio e Clemenza provvedono a nascondere la pistola prima del loro arrivo. Michael riesce nel suo intento di uccidere Sollozzo e McCluskey, e, come pianificato, fugge a bordo di una nave mercantile alla volta della Sicilia, dove si tratterrà per diversi anni e sarà protetto da don Tommasino, un temuto e rispettato capomafia amico di vecchia data dei Corleone.

Johnny Fontane ha avuto uno strepitoso successo per via del film di Woltz, prossimo a uscire nelle sale cinematografiche. Il denaro che ha incassato gli permette di avere una villa con maggiordomi, e amanti occasionali a volontà. Tuttavia, seguendo il consiglio del suo padrino, si riconcilia con Virginia, la sua ex moglie, soprattutto per le due bambine di cui è padre. Il trentacinquenne divo viene visitato da Tom Hagen, il quale lo informa che Vito Corleone è in grado di fargli vincere l’Academy Award, garantendogli molte possibilità professionali future, e che si aspetta che diventi un grosso produttore cinematografico, più potente dell’ottuso Jack Woltz, che vanta la sua vicinanza con la Casa Bianca per via della sua propaganda in fatto di guerra. Fontaine si mette subito al lavoro, e ingaggia subito il vecchio amico cantante Nino Valenti, divenuto un forte bevitore.

Si narrano le origini di don Vito, nato a Corleone, con il nome di Vito Andolini, alla fine dell’Ottocento. Suo padre viene coinvolto in un caso che viene portato di fronte al boss mafioso locale, che uccide in un assalto d’ira. Una settimana dopo viene trovato fatto a pezzi a colpi di lupara. Vito ha dodici anni, e viene ritenuto abbastanza grande da poter compiere una vendetta, e viene inseguito perché venga ucciso. La madre e i parenti lo mandano a New York, dalla famiglia Abbandando, presso la cui drogheria alimentare inizia a lavorare come garzone. All’arrivo ad Ellis Island, dove gli immigrati sostavano per la quarantena, cambia il cognome in Corleone, per conservare qualche legame con il villaggio natio. A diciotto anni si sposa con una giovane siciliana appena giunta a New York, e due anni dopo nasce il piccolo Santino. In occasione della nascita del secondogenito Fredo, Vito viene licenziato dal signor Abbandando a causa del boss Fanucci, esponente della Mano Nera, che impone il proprio nipote come garzone. Per pochi mesi lavora come operaio delle ferrovie, ma poi questo lavoro diventa sconveniente a causa della paga non sempre garantita. Un giorno viene avvicinato da Peter Clemenza, che gli chiede aiuto nascondendo una collezione di pistole. Pochi giorni dopo, per riconoscenza, Clemenza lo fa entrare nella propria banda, dedita a furti di tappeti e vestiti, di cui fa parte il giovane Salvatore Tessio, e riceve la mansione di guidatore degli autocarri. Quando la banda entra nelle mire di Fanucci, che impone il tributo, Vito trama la propria vendetta contro di lui. Convince i due soci a mandarlo di persona a pagare lo scarso tributo disponibile, insistendo sul fatto che intende farlo ragionare, ma invece trova il modo di ucciderlo a colpi di pistola. Nei giorni successivi, Vito viene visto come il salvatore del quartiere, e molti che prima pagavano il debito a Fanucci accettano la sua protezione. Sono soprattutto i conduttori del gioco d’azzardo. Corleone fonda la Genco Puro Oil Company, di cui entra a far parte il vecchio amico Genco, e i nuovi compagni Tessio e Clemenza, che reclutano nuovi uomini. All’inizio, Vito è uno spietato uomo d’affari che brucia senza complimenti i concorrenti nell’importazione dell’olio d’oliva italiano. Ma, durante il Proibizionismo e la Depressione, tramite le conoscenze di Clemenza, entrò nel campo del contrabbando di alcolici provenienti dal Canada. Grazie all’operato di Abbandando, viene avviato un sistema di corruzione che comprende la polizia e alcuni grandi avvocati. Nel 1933, terminato il Proibizionismo, si butta nel campo del gioco d’azzardo, per rispondere agli sconquassi che la revoca di tale situazione comporta. Entra in contrasto con Salvatore Maranzano, il potente gangster amico di Philip Tattaglia, altro boss newyorkese a capo della rete di prostituzione della città, e di Al Capone, il boss di Chicago, a cui chiede aiuto immediatamente. Sembra una lotta impari, ma Corleone, che vanta molti rapidi informatori, batte i sicari provenienti da Chicago sul tempo, grazie all’intervento di Luca Brasi, che li cattura e uccide a colpi di ascia. Subito dopo, Maranzano viene ucciso dagli uomini di Tessio. I Corleone controllano il gioco d’azzardo, e avviano una rete di tributi e protezioni che contribuisce una rapida crescita all’impero criminale, che si estende al promettente controllo dei sindacati. Vito Corleone, il temuto padrino, tenta di pacificare la malavita di New York, per rafforzare la propria posizione al suo interno, e avvia un’intensa attività diplomatica. Ma all’inizio delle trattative viene colpito nel torace da un sicario irlandese, e Sonny prende il comando della cosca tra il 1935 e il 1937, dimostrandosi un capo crudele e sanguinario, avvalendosi della consueta ferocia di Luca Brasi. Don Corleone, guarito dalle ferite, porta avanti la sua missione di pace fino al 1939, quando firma la pace e l’unità con le principali famiglie degli Stati Uniti, e con i vari gruppi ancora in guerra, consolidando la posizione di boss mafioso italoamericano più potente e rispettato.

A seguito dell’uccisione di McCluskey e Sollozzo, nel 1947, tra le cinque famiglie mafiose di New York scoppia una guerra feroce. Nessuna ha conservato le proprie protezioni legali e politiche, mentre i Corleone stanno guerreggiando per mantenere il controllo sul gioco d’azzardo, attaccato dai Tattaglia. Carlo Rizzi, il marito infedele di Connie Corleone, la picchia quando questa scopre il tradimento e viene a sua volta pestato a sangue dal cognato Sonny. Per vendicarsi, passa al nemico e inscena ad arte un secondo pestaggio della moglie per attirare l’irascibile Sonny in un’imboscata ove sarà ucciso a colpi di mitra.

Vito Corleone, rimessosi dall’attentato e ripreso il comando degli affari, richiede una riunione con i boss mafiosi italiani di tutti gli Stati Uniti, deciso a trovare una soluzione diplomatica per scongiurare la guerra. Durante il convegno, astutamente, giura che non intende vendicare la fine di Santino, temendo per la vita di Michael, e scopre che Philip Tattaglia è spalleggiato dal boss Emilio Barzini di New York. La cupola approva il commercio di droghe, e Don Corleone accetta di fornire protezione legale e politica, secondo la vecchia richiesta di Virgil Sollozzo. In realtà, questa riunione è importante per i Corleone, poiché Don Vito intende tastare il terreno sotto i piedi, e assicurarsi che il figlio Michael ritorni in America in sicurezza, dopo aver scaricato su un altro la colpa dell’omicidio del poliziotto McCluskey.

Michael, in Sicilia, in cui è protetto da Don Tommasino, esplora le campagne in lunghe passeggiate, nelle quali è assistito dai fidi guardaspalle Fabrizio e Calò. Soprattutto, apprende molte cose sulla Sicilia, e circa la storia e l’ordinamento di Cosa Nostra, arrivando a comprendere meglio gente come Clemenza e Luca Brasi, uomini che incarnano la violenza così come se l’è sempre immaginata. Un giorno incontra la giovane Apollonia Vitelli, figlia di un locandiere rispettabile, e la sposa. Tuttavia, come Don Tommasino aveva presagito insieme a Vito Corleone in America, il matrimonio permette a troppa gente sospetta di conoscere l’identità del giovane rifugiato, e l’anziano boss palermitano ne ordina l’immediato trasferimento. Tuttavia, l’automobile di Michael viene sabotata, ed esplode appena l’innocente Apollonia, che proprio in questi giorni sta imparando a guidare, gira la chiave per metterla in moto. Creduto morto, Michael viene trasferito in una casa di montagna di Don Tommasino, il quale lo informa che il padre Vito è riuscito a produrre prove false con cui un condannato a morte, prossimo all’esecuzione, viene creduto responsabile dell’omicidio di Sollozzo e McCluskey. Ora può partire per New York.

Sei mesi dopo essere tornato in patria, Michael assume la guida della famiglia Corleone, con la benedizione del padre, che si ritira ormai vecchio e stanco. Dopo un’incertezza iniziale, si ricongiunge con Kay Adams, la sua ex fidanzata, che sposa. Il novello padrino compie ripetuti viaggi a Las Vegas, dove il fratello Federico (Fredo) è stato mandato come gestore di un piccolo giro di hotel e casinò. Entra in conflitto con l’elegante gangster Moe Greene, che rifiuta di cedere la propria attività ai Corleone, precisando di avere l’appoggio di Don Barzini. In realtà, Michael ha in progetto l’eliminazione di Moe Greene, poiché ha mancato di rispetto alla famiglia Corleone prendendo a schiaffi Fredo in pubblico, formalmente per una questione di ordine del locale, ma in realtà per motivi di affari. Tornato a New York, Michael destituisce Tom Hagen dal titolo di consigliere, indirizzandolo alla mansione di avvocato legale a Las Vegas, dove la famiglia intende traslocare, e annuncia che entro sei mesi  Clemenza e Tessio possono mettersi a capo di proprie famiglie. Il giovane boss cova il piano segreto di eliminare i boss delle cinque famiglie di New York, vendicando così la morte di Sonny e Apollonia, recuperando la posizione di rispetto e potere che la famiglia Corleone ha perduto ai tempi di Sollozzo. Soprattutto, Michael è al corrente che Barzini proporrà un incontro, con il proposito di assassinarlo, tramite un intermediario, un traditore in seno alla famiglia. Il piano dovrebbe scattare entro un anno, ma il vecchio don Vito muore d’infarto una domenica mattina, nel proprio orto.

Tramite Al Neri, Rocco Lampone, e gli agenti di Clemenza, Michael porta a termine l’eliminazione dei boss rivali in affari prima del meeting mortale con Emilio Barzini. In questa successione di brutali omicidi, viene eliminato pure il caporegime Tessio, il traditore alleato dei Barzini. L’ultimo a morire per ordine di Michael è Carlo Rizzi, marito di Connie, che viene strangolato da Clemenza. Dalle proprie indagini, infatti, Michael ha scoperto che Carlo è stato la guida dell’assassinio di Sonny.

La famiglia Corleone è divenuta la più potente della Mafia italoamericana. Viene ultimato il trasferimento della famiglia nel Nevada, dove Michael diventa proprietario di una ditta di costruzioni, e dimostra interesse per i comitati politici locali. Clemenza diventa boss mafioso subentrato ai Corleone. Kay aspetta un altro figlio di Michael, il terzo, e si infuria con Michael, di cui ha intuito la parte di mandatario nell’esecuzione del marito di Connie Corleone. Furiosa col marito, abbandona assieme ai figli la casa di Long Island, dove lei e Michael vivevano assieme a tutta la famiglia Corleone, e torna dai propri genitori nel New Hampshire. Verrà fatta tornare sui propri passi da Tom Hagen, che le spiegherà come Michael non avesse altra scelta se non agire come aveva fatto. Lasciare in vita Carlo e Tessio avrebbe significato lasciare potenziali traditori vivi, cosa che avrebbe potuto mettere in pericolo la stessa Kay ed i loro figli. Saputo ciò, la donna tornerà dal marito, riconciliandosi con lui.

IL ROMANZO

« Pochi romanzi si sono imposti nell’immaginario comune con la stessa brutalità e la stessa forza de Il Padrino. L’opera divenne un bestseller in un momento molto controverso della storia americana: quando le istituzioni politiche e le pratiche sociali venivano messe in discussione come mai prima di allora (o da allora in poi), Il Padrino alzò la posta. Il romanzo pone infatti la questione delòle origini e della legittimità del potere ricorrendo all’idea secondo cui, per dirla con Balzac citato nell’epigrafe, “Dietro a ogni grande fortuna c’è un crimine”. Abbiamo a che fare con un romanzo che si assume il compito di mostrare come vanno davvero le cose, mentre, nel contempo, gioca con il lettore.Facendo sembrare i cattivi dei bravi ragazzi, Il Padrino ridefinì il genere gangster. La strategia dell’inversione retorica e del rovesciamento delle convenzioni di giusto e sbagliato conferisce un significato del tutto nuovo alle capacità manipolative e ingannatorie della lingua. Distorcendo la distinzione fra eroe e farabutto, l’affascinante storia di Puzo degli “affari di famiglia” dei Corleone e della cultura italo-americana dell’immigrazione serve anche ad affermare il generale carattere “fuorilegge” degli Stati Uniti. Sebbene Il Padrino sia filtrato nella cultura soprattutto attraverso la trilogia di Francis Ford Coppola, il romanzo resta il motore dietro all’industria della cultura malavitosa. È il romanzo che ci regala frasi leggendarie come “Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare” e “Un avvocato con la valigetta può rubare più di mille uomini armati di pistola”. Soprattutto, a dispetto e forse a causa della prosa chiara e accessibile, il romanzo depone a favore del potenziale mitopoietico della scrittura moderna. Il Padrino – romanzo irresistibile  e difficile da riporre – conserva inalterata la sua notevole influenza. »

(Jinan Joudeh, scheda di The Godfather in 1001 Libri da leggere prima di morire, a cura di Peter Boxall, Bologna, Edizione Atlante, 2007)

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