venerdì, 21 Giugno 2024

Umberto Cantone L'occhio di HAL – Archivio della collezione e degli scritti di Umberto Cantone

Home » Libri » Gregorio Sciltian di Giovanni Comisso – Edizione Hoepli 1944 ( copia con autografo di Gregorio Sciltian )
Gregorio Sciltian di Giovanni Comisso – Edizione Hoepli 1944  ( copia con autografo di Gregorio Sciltian )

Gregorio Sciltian di Giovanni Comisso – Edizione Hoepli 1944 ( copia con autografo di Gregorio Sciltian )

Print Friendly, PDF & Email

Autore/i:  Giovanni Comisso

Tipologia:  Monografia d'arte

Editore:  Ulrico Hoepli

Origine:  Milano

Anno:  1944 (12 luglio)

Edizione:  Prima

Pagine:  76

Dimensioni:  cm. 38 x 28

Caratteristiche:  Legatura in cartone rinforzato con titoli in nero. All'interno 34 tavole applicate a colori e in nero, a piena pagina e nel testo di opere di Gregorio Sciltian

Note: 

Prima edizione della monografia di Gregorio Sciltian con lo scritto di Giovanni Comisso «Gregorio Sciltian alla sua maniera», finita di stampare il 12 luglio 1942 per Ulrico Hoepli Editore di Milano.

La copia in archivio reca la dedica autografa di Gregorio Sciltian datata “gennaio 1945“.

 

Nella GALLERY di questa scheda è riprodotto il testo integrale dello scritto di Giovanni Comisso

 

Gregorio Sciltian (Grigorij Ivanovic Šiltjan (Rostov, 20 agosto 1900 – Roma, 1°aprile 1985) è stato un pittore armeno che operò in Italia.

Nato in Armenia, nel 1919 fu all’Accademia di Vienna e nel 1923 si trasferì in Italia. Qui, nel 1942, conquistò fama e successo con l’avallo critico di Ugo Ojetti. La sua pittura tende a un recupero del realismo secentesco interpretato con un’ottica di tipo fotografico, analitica e lenticolare, che sfiora spesso gli effetti del trompe-l’oeil.

 

GIUDIZI DI CRITICA

♦ …Così come al Caravaggio o al Velasquez giovine, una veracità palmare, un portento di evidenza stanno dinanzi agli occhi dello Sciltian, come metro costante della natura e della vita. 

Roberto Longhi

 

♦ …L’ardore al lavoro, la volontà di realizzazione che animano questo pittore, che altra felicità non trova su questa terra, fuori che quella di portare a compimento e tirare a pulimento un quadro, fanno di lui uno degli artisti più originali e degni di stima che conti la nostra epoca. 

Giorgio De Chirico

 

♦ …Senza arrivare alla «Testa di Medusa» sanguinosa e incoronata di serpenti, o al «Martirio di San Matteo», urlante e minaccioso, noi vorremmo vedere Sciltian alle prese con una santa figurazione come la «Madonna di Loreto» con la Vergine, bella e potente, adorata dai due pellegrini lerci e callosi, o come la Madonna raffaellesca dei Palafrenieri o come il Narciso della Corsini. Sciltian può avere il coraggio di tanta ambizione. L’epoca è matura. E anch’egli è maturo. Guardi alla Borghese, i libri sulla tavola di San Gerolamo, sotto il teschio. Chi può oggi dipingerli così se non Gregorio Sciltian? 

Ugo Ojetti 

 

♦ …La qualità prima della pittura di Sciltian è appunto una decisione assurda, irrevocabile, che non tollera equivoci, che rifiuta il minimo compromesso nel conseguimento di un verismo che si potrebbe dire surrealista, di un realismo che, nel suo impareggiabile scrupolo imitativo, nella sua spettacolosa facoltà di finzione oggettiva, sconfina nella metafisica. 

Marziano Bernardi 

 

 

- GALLERY -