mercoledì, 24 maggio 2017

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Un paese di Paul Strand (fotografie) e Cesare Zavattini (testo) – Prima edizione Einaudi 1955

Un paese di Paul Strand (fotografie) e Cesare Zavattini (testo) – Prima edizione Einaudi 1955

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Autore/i:  Paul Strand (fotografie) e Cesare Zavattini (testo)

Tipologia:  Libro fotografico

Editore:  Giulio Einaudi Editore, Collana "Italia mia", n.1

Origine:  Torino

Anno:  1955 (2 aprile)

Edizione:  Prima

Pagine:  110

Dimensioni:  cm. 30 x 24

Caratteristiche:  Legatura in cartone muto di colore grigio, sopraccoperta di colore verde illustrata da 2 fotografie in bianco e nero di Paul Strand ai piatti (fotografia riquadrata in copertina e a tutta pagina al retro), titoli in bianco. Con all'interno 88 fotografie di Paul Strand nel testo

Note: 

Prima edizione di Un paesereportage del grande fotografo americano Paul Strand commentato dal testo dello scrittore Cesare Zavattini, pubblicato da Einaudi nell’aprile del 1955.

Il volume, illustrato da 88 fotografie in bianco e nero, nasce dalla collaborazione intercorsa tra i due autori dal 1953 al 1955 (i due si conobbero a Perugia nel 1949 durante il convegno internazionale Il cinema e l’uomo moderno).

Un paese è il primo esperimento italiano di foto-libro e costituisce uno straordinario incontro di arti, media e culture diverse. Al momento del loro incontro,  Strand e Zavattini sono già due autori rinomati: il primo è considerato uno dei grandi fotografi americani con alle spalle una personale di opere esposte a New York e svariate pubblicazioni dedicate al New England, alla Scozia, al Messico, alla Francia e all’Italia, oltre ad essere il presidente della «Frontier Film», la più importante delle case di produzioni indipendenti della Hollywood ai tempi di Roosevelt;  Zavattini, scrittore affermato, è conosciuto soprattutto come lo sceneggiatore del neorealismo, in coppia con il regista Vittorio De Sica.

 

Con Un paese i due autori rendono omaggio a Luzzara, un piccolo paese della bassa reggiana dove Zavattini è nato il 20 settembre del 1902. Lo fanno attraverso la registrazione della testimonianza diretta di alcuni dei suoi abitanti, ripresi nel corso della loro umile quotidianità di contadini abituati a lavorare la terra, a sopportare la miseria della propria condizione e le asperità della natura.

Un paese è l’unico volume di una collana Einaudi, progettata da Zavattini fin dal 1952, che prevedeva, insieme a questo, un volume su De Sica e Napoli, uno su Visconti e Milano e uno su Rossellini e Roma, che non vennero mai pubblicati.

 

♦  NOTA SU UN PAESE

« Con questo volume s’apre la collana Italia mia diretta da Cesare Zavattini e s’inizia un tipo nuovo di libro, nato dall’incontro col cinema, una sintesi di film e libro, che si propone di presentare in pagine fotografiche e di testimonianza scritta l’esperienza di quel nuovo contatto con la realtà conquistato dall’arte cinematografica, particolarmente italiana, negli ultimi anni.

E s’apre con questo volume che ha per Zavattini e per tutti un po’ il valore di un simbolo: Un paese è un paese qualsiasi d’Italia, né troppo pittoresco, né troppo fuori dal comune, ma è anche un paese ben preciso nella memoria e nel cuore, è Luzzara, il paese dove Zavattini è nato.

Quando Paul Strand, il grande documentarista e fotografo americano, venne in Italia e chiese a Zavattini un consiglio, un punto di osservazione per ritrarre un’Italia non retorica, a Zavattini venne subito alle labbra il nome di questo paese così padano, così emiliano, così nutrito d’ una umanità antica e soda.

Da questa scoperta d’un americano tra la gente di Luzzara, e da questa “riscoperta” di Zavattini che interroga e intervista i suoi paesani è nato questo libro. Non una delle solite raccolte di grandi fotografi internazionali, in cui l’istantanea insegue invano il palpito d’immediatezza della vita, ma una serie di ritratti di concentrata forza, esattamente calibrati, pensati, con dentro il sapore e il ritmo di tutta una vita, una serie di fotografie di paesaggi e oggetti cariche del senso d’un vivere quotidiano. »

« Spero che il turista quando si metterà in viaggio per il nostro bel paese dia un’occhiata ai libri della collana Italia mia. Vi troverà pochi monumenti ma parecchi uomini, donne, bambini, e sarà un buon risultato se il turista di passaggio per un luogo illustrato dalla collana guarderà più attentamente la gente che lo abita e di qualcuno ricordando una frase, cercherà perfino di rintracciarlo per scambiare due parole con lui. Spero insomma che si cominci una biblioteca dove ogni villaggio, ogni città sia presente con la sua raccolta la più numerosa possibile di voci e di facce » (CESARE ZAVATTINI)

Dalle note presenti ai risvolti di sopraccoperta di questa edizione

 

Nella GALLERY di questa scheda è presente la riproduzione integrale del testo di Cesare Zavattini contenuto nel volume

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