mercoledì, 26 settembre 2018

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Rondini, l’illustratore che ritrasse la diva

Rondini, l’illustratore che ritrasse la diva

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Tipologia:  Articolo

Testata:  la Repubblica / Palermo

Data/e:  domenica 15 aprile 2018

Autore:  Umberto Cantone

Articolo: 

Tra i ritratti di dive all’epoca del muto che impreziosivano la rinomata rivista di arte cinematografica “Apollon”, c’è la xilografia dedicata dal palermitano Giuseppe Rondini (1886- 1955) alla conturbante regina dello schermo Francesca Bertini. La rara composizione del 1916, abilmente giocata sulle gradazioni del marrone, è una delle prime prove da grafico del prolifico pittore che nel 1903 abbandonò la palermitana Accademia di Belle Arti per trasferirsi a Roma affidandosi al magistero di Duilio Cambellotti.

E tutto cambellottiano è, infatti, il segno voluttuoso e chiaroscurale (secondo i modi della fotografia pittorica) rilevabile nel ritratto della diva.

Un ritratto che contribuì all’affermazione di Rondini come illustratore (soprattutto di libri per l’adolescenza) e, negli anni Trenta, per le pubblicazioni dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente.

Il fatto che sia diventato cittadino onorario di Grottaferrata, dove c’è una via a lui intitolata, lo si deve alla sua scelta di farsi monaco rifugiandosi nel suggestivo convento di quel luogo, dopo la prematura morte della moglie, Ulderica Persichini, che per amor suo aveva abbandonato un’avviata carriera da soprano.

 

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