martedì, 16 luglio 2019

Umberto Cantone L'occhio di HAL – Archivio della collezione e degli scritti di Umberto Cantone

Home » Libri » Prose e articoli di Filippo De Pisis – Prima edizione
Prose e articoli di Filippo De Pisis – Prima edizione

Prose e articoli di Filippo De Pisis – Prima edizione

Print Friendly

Autore/i:  Filippo De Pisis

Tipologia:  Raccolta di scritti

Editore:  Casa Editrice Il Balcone, Collana "Testi e Documenti d'Arte Moderna", n.6

Origine:  Milano

Anno:  1947 (ottobre)

Edizione:  Prima

Pagine:  184

Dimensioni:  cm. 24 x 17

Caratteristiche:  Legatura in cartone rinforzato e tela non editoriale con copertina originale riquadrata impressa sul frontespizio, titoli in nero su fondo beige con logo editoriale. Con all'interno 12 riproduzioni in bianco e nero di opere di Filippo De Pisis

Note: 

Prima edizione della raccolta Prose e articoli del pittore e poeta Filippo De Pisis (Luigi Filippo De Pisis Tibertelli, Ferrara 11 maggio 1896 – Milano 2 aprile 1956 ). Annunciato col titolo Testimonianze di un pittore e curato dal critico Massimo Carrà, il volume ospita un’antologia di testi di De Pisis (tra i quali il racconto metafisico Mercoledì 14 novembre del 1918, La città dalle Cento Meraviglie del 1923, alcuni testi apparsi in Prose del 1920 e altri inediti scritti giovanili) ed è illustrato da 12 riproduzioni in bianco e nero di opere del pittore (vedi in GALLERY).

La copia in archivio, in ottimo stato di conservazione, ha una legatura coeva in cartone rinforzato e tela alla quale è stata applicata la copertina originale riquadrata con fregio con legatura di cartone.

INDICE

PARTE PRIMA: Mercoledì 14 novembre 1917  //  Da «Prose» ( La veglia – Trattoria – Incanto – Ritratto – Intermezzo – S.Romano – Una giornata – La mano – La miniatura – La casa del vecchio scultore – Fiacre. A Carlo Carrà – Studio di testa. A Giovanni Centorbi – La forza – I cavalli di San Marco. Ad Alpinolo Porcella – Paesaggio. Al pittore Zamboni – Il collezionista – L’annegato. A Felice Casorati – Linea di mare – Pomeriggio piovorno sulla campagna romagnola ) //  Da «La città dalle cento meraviglie» ( Interno – Poesia – Fame – Sterilità serale – Lo scarparo – Contrasti di psicologia urbana – Confessioni – Della moria. A Giorgio De Chirico - «I genii nascosti». Al signor Giovanni P. – Aria mefitica – Figure – Psicologia di una villa quasi moderna – Poesia – La monumentomania – La strada consolante. Alla fanciulla che io amo. – Strada medioevale – Case – Pensiero – Visioni – Svaghi – Sondaggi – Svaghi proibiti – Asilo infantile israelitico. A Giorgio De Chirico – Motivo I° – Motivo II° – Il concerto nella casa misteriosa – Pomeriggi piovosi – La «piccola Bassaride» – Il forestiero – Vecchia incisione. A Ottone Rosai – Giornata – I. Intermezzo amoroso – II.Intermezzo amoroso – L’arte! – Meditazioni «albali» – «Paese rappresentante il suolo della Cina»(da una vecchia incisione acquarellata). A Leda – Delle ragazze della città dalle 100 meraviglie – «L’antico felice». A Max Ascoli – Le scatole – Seconda scatola – La felicità – Perversità  )

PARTE SECONDA: Giornata parigina (1931) / Il sogno felice (1931) / Lanciamo una moda (1931) / Aria di casa (1938) / Gioan-Francesco Surchi detto il Dielay – Pittore ferrarese del XVI secolo (15 agosto 1915) / Cinque colonne estensi alla «cascina della Montagnola» (9 ottobre 1915) / Ercole Sarti detto il Muto da Ficarolo – Pittore ferrarese del XVII secolo (20 ottobre 1915) / Note su Gerolamo Mengozzi detto Colonna – Pittore ferrarese del XVIII secolo, ornatista del Tiepolo (27 novembre 1915) / Dosso Dossi, maestro ferrarese (26 agosto 1942) / Omaggio a Boldini (7 giugno 1931) / Toulouse-Lautrec (10 maggio 1931) / Carrà e De Chirico (1917) / La così detta «arte metafisica»(1938) / Marino Marini (1941)     

Sinossi: 

«  L’ editore Il Balcone ha voluto raccogliere alcuni miei scritti, di epoche diverse. Per una parte si tratta di articoli sparsi nei giornali, di cui, come molti miei colleghi, io non ho tenuto copia e che è difficile se non impossibile ripescare. Questi articoli o note o recensioni, che hanno seguito in ordine di tempo certi miei studi giovanili e deboli assai su pittori ferraresi del ’600, e toccano argomenti vari, potrebbero costituire, se rintracciati tutti, un panorama abbastanza interessante di certi aspetti dell’arte contemporanea e mostrare soprattutto la mia integrità di critico e, perché non dirlo, un certo fiuto. Posso vantarmi di essere stato uno dei primissimi a parlare con rispetto e con comprensione  di artisti come De Chirico e Carrà a cui mi lega da molti anni un’inalterata amicizia. In una specie di conferenza tenuta a Casino di Viareggio (io entrai alla ribalta in abito grigio e camelia rossa all’occhiello dopo che era uscito dalle quinte Spadaro) illustravo l’opera di pittori che avevano esposto al foyer del Teatro, allora ignoti o quasi e ora celebri e ricercatissimi, De Chirico e Carrà fra gli altri. Nel loggione con gli altri pittori era il povero Lorenzo Viani, che venne ad abbracciarmi, brillo più che mai, fra gli applausi del pubblico. Questa conferenza, ora introvabile, fu stampata in opuscolo col titolo di Pittura Moderna. Certo questi articoli d’arte non sono che un povero canovaccio di un libro che dovevo sempre scrivere fino al 1919 e che doveva intitolarsi Telegrafo senza fili, “opera di esegesi e critica” sull’arte moderna. I saggi di “prose liriche”, si chiamavano così, sono tolti dal volume Prose stampato dal Taddei di Ferrara nel 1919. Piacquero al povero Boine e il libro è a lui dedicato. Il Mercoledì 14, stampato a Bologna, e che rileggo con un senso di disgusto, è un saggio curioso di prosa metafisica contemporaneo alla nascita della pittura omonima per parte di De Chirico e di Carrà a Ferrara. Le torri del castello estense spuntano sul cielo verde del quadro Le muse inquietanti del primo e v’è un cenno ad una celebre natura morta del secondo. Altre prose son scelte dalla Città dalle 100 meraviglie, stampato dal Bragaglia a Roma. Tanti editori mi han chiesto di farne una ristampa di lusso illustrata. Tanti libri e libretti destinati solo a un pubblico di raffinati e di iniziati, ma che sono forse del genere di una letteratura che ebbe i suoi maestri oltr’Alpe, il meglio che si stampò in Italia intorno a quegli anni. La scontentezza da parte mia “necessaria a chi pubblica un libro qualsiasi” con la quale abbandonavo le mie Prose nel 1919 è, manco dirlo, ancor più forte oggi in cui tanti temi e tanti libri mi tenterebbero e mi tentano. Ad ogni modo ringrazio l’editore per la sua iniziativa non del tutto inutile forse alla conoscenza del nostro tempo. »

( Filippo De Pisis, nota introduttiva a Prose e articoli )

 

In GALLERY sono presenti le 12 riproduzioni in bianco e nero di opere di De Pisis pubblicate fuori testo nel volume

- GALLERY -