lunedì, 24 gennaio 2022

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“Numero”, settimanale umoristico illustrato, anno IV, n. 120 – Speciale Cinema, 9 aprile 1916

“Numero”, settimanale umoristico illustrato, anno IV, n. 120 – Speciale Cinema, 9 aprile 1916

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Autore:  Rivista fondata da Golia (Eugenio Colmo), Nino Caimi. Gerente responsabile: Giuseppe Magrini

Tipologia:  Settimanale umoristico illustrato

Origine:  Torino

Anno:  9 aprile 1916

Caratteristiche:  Rivista spillata in-8˚

Edizione:  anno IV, n. 120

Pagine:  16

Dimensioni:  cm. 25 x 22

Note: 

Numero 120 del settimanale umoristico Numero, datato 9 aprile 1918 e interamente dedicato al cinema. Si tratta di un fascicolo spillato in-8˚di 16 pagine.

La rivista torinese (gerente responsabile Giuseppe Magrini), fu fondata dal pittore e illustratore torinese Golia (pseudonimo inventato da Guido Gozzano per l’amico Eugenio Colmo) e dal giornalista e pubblicitario milanese Nino Caimi.

Apparve nelle edicole il 4 gennaio 1914, direttamente con il numero 2 dell’anno secondo, che lasciava supporre l’uscita, mai avvenuta, di un numero 1 andato subito esaurito (una strategia di marketing già adottata 32 anni prima per la rivista Il Guerin Meschino e che, in questo caso, fu commentata dai versi della Ballata dell’Uno di Gozzano: L’uno è tutto esaurito,/non lo trova più nessuno,/a chi dà copia dell’Uno /un milione è profferito). Numero cessò le pubblicazioni il 30 aprile 1922 dopo 354 uscite.

In questo numero “cinematografico”, accanto a una serie di trafiletti e brani satirici (parodie di film allora in voga e un finto cineromanzo sentimentale “in 35 parti…ti diversi”) troviamo alcuni versi ironici del popolare scrittore e giornalista piemontese Pitigrilli (Dino Segre) dedicati alla figura della star cinematografica e del suo pubblico, una serie di caricature del disegnatore torinese Giulio Boetto (tra cui una dell’attrice Francesca Bertini), due vignette (di cui una antiaustriaca) del giornalista e disegnatore satirico Filiberto Scarpelli (estrosa personalità della Scapigliatura artistica), e una vignetta dell’attore, drammaturgo e disegnatore Sergio Tofano che si firmava Sto.

Si tratta di collaboratori abituali della rivista, che contò firme prestigiose come quelle del pittore e sceneggiatore romano Augusto Camerini, fratello del regista Mario, dell’illustratore pubblicitario Enrico Sacchetti, sodale di Marinetti, del disegnatore Mario Nori che si firmava Nirsoli, e poi di Yambo (Enrico de’Conti Novelli), Ernesto Ragazzoni, Sabatino Lopez, Luciano Zuccoli, Giovacchino Forzano.

In Storia dell’illustrazione italiana (Firenze, Usher/VoLo Publisher, 2010),la storica dell’arte Paola Pallottino dedica un ampio spazio alla rivista: «Numero rivela subito la sua vocazione di raffinato periodico d’élite, sia nell’eleganza della veste grafica, sia negli oltre 200 collaboratori che si alternano a Golia. (…) Strutturato in rubriche fisse, Numero organizza l’Esposizione di Umorismo che, insieme alla fusione con il napoletano Ma chi è, costituiranno gli eventi più significativi del 1914.  Sua caratteristica, accanto alla pubblicità disegnata redazionalmente da Golia, Bonzagni, Adrì, Sto, Biscaretti, sono i numeri monografici: Asburger Numero, Moda Numero, Cocain Numero. Granguignolescamente antiaustriaco e violentemente interventista, la sua politica non si scostò dall’antisocialismo imperante come documentano i numeri sugli scioperi, sulla “teppaglia”, e le vignette contro Turati, Bombacci e Barberis

 

 

 

 

 

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