martedì, 16 luglio 2019

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Lettera al Presidente del Consiglio Giovanni Leone di Pier Paolo Pasolini (Sulla contestazione alla Mostra del Cinema di Venezia e sulla repressione del Movimento Studentesco), in “Il Caos”, rubrica in “Tempo”, anno XXX, n.39, 21 settembre 1968

Lettera al Presidente del Consiglio Giovanni Leone di Pier Paolo Pasolini (Sulla contestazione alla Mostra del Cinema di Venezia e sulla repressione del Movimento Studentesco), in “Il Caos”, rubrica in “Tempo”, anno XXX, n.39, 21 settembre 1968

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Autore:  Pier Paolo Pasolini

Tipologia:  Articolo della rubrica "Il caos"

Editore:  Aldo Palazzi

Origine:  Milano

Anno:  1968 (21 settembre)

Caratteristiche:  Periodico settimanale di costume, cultura e società in brossura spillata a colori contenente numerose illustrazioni fotografiche a colori e in bianco e nero

Edizione:  Anno XXX, n. 39

Pagine:  Articolo presente a p. 18. Numero di pagine della pubblicazione: 82

Dimensioni:  cm. 35 x 27

Note: 

Articolo di Pier Paolo Pasolini apparso, per la rubrica «Il caos» nel numero 39 (anno XXX) del 21 settembre 1968 del periodico milanese «Tempo» di Aldo Palazzi Editore (direttore Arturo Tofanelli, vicedirettore Nicola Cattedra). In questo numero, l’ intervento pasoliniano (con un richiamo in copertina) è un’accesa lettera polemica rivolta all’allora Presidente del Consiglio Giovanni Leone, divisa per paragrafi: “Lettera al Presidente del Consiglio”, “Una pretesa di democrazia reale”, “Governo colpevole di violenza”, “Un’idea vecchia e intollerabile”.

In GALLERY è presente una riproduzione dell’articolo di Pier Paolo Pasolini

«Il caos» è il titolo della rubrica che Pasolini curò sul settimanale «Tempo» a partire dal 1968 
Gli argomenti sui quali Pasolini interviene con le sue precisazioni, per lo più polemiche, vengono questa volta suggeriti dalla cronaca contemporanea, ma lo scopo della rubrica è sempre il colloquio con i lettori. Il più delle volte, queste sue note si agganciano alle dichiarazioni dei politici, a certe tesi enunciate dalla stampa e alle occasioni offerte dalla cultura e dal costume. Frequenti sono anche i riferimenti espliciti dello scrittore alle proprie opere, riguardo alle quali, tramite la rubrica, Pasolini risponde ai suoi critici e ai suoi detrattori, esibendo una sorta di libera e incondizionata difesa di se stesso  (il titolo da lui usato a proposito di un articolo su Teorema è Mi sfogo un po’ ). Ma la maggior parte degli argomenti affrontati nella rubrica, oltre ad essere utilizzati come difesa personale e spiegazione di certi suoi atteggiamenti ( in riferimento,ad esempio, alle contestazioni sessantottine del Premio Strega e della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia) e delle proprie prese di posizione, riguardano il dibattito politico e civile in corso in quegli anni. Dalla Primavera di Praga alle lotte studentesche, da Panagulis, condannato a morte dalla dittatura greca, alla strage di piazza Fontana, Pasolini legge criticamente gli avvenimenti del proprio tempo, formula accorati appelli, esprime estreme difese e accende intense provocazioni. Il suo impegno civile si manifesta anche quando affronta argomenti riguardanti il “costume” italiano (il Festival di Sanremo, il campionato di calcio, il Giro d’Italia…) e varie problematiche sociali ( la diffusione della droga e della pornografia, la questione della moralità pubblica e della censura, l’alienazione giovanile, i mass media, la condizione carceraria). 

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