martedì, 1 dicembre 2020

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La religione del mio tempo di Pier Paolo Pasolini – Prima edizione

La religione del mio tempo di Pier Paolo Pasolini – Prima edizione

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Autore/i:  Pier Paolo Pasolini

Tipologia:  Raccolta di poesie

Editore:  Garzanti

Origine:  Milano

Anno:  1961 (20 maggio)

Edizione:  Prima

Pagine:  188

Dimensioni:  cm. 21,8 x 14,4

Caratteristiche:  Legatura in tela marrone, sovraccoperta a 2 colori di Fulvio Bianconi

Note: 

Prima edizione di La religione del mio tempo, raccolta di poesie appassionatamente polemiche di Pier Paolo Pasolini.

Esce da Garzanti il 20 maggio del 1961, con dedica a Elsa Morante. Il libro comprende poesie scritte a Roma tra il 1955 e il 1960, e si divide in tre parti. La prima comprende a sua volta tre sottosezioni: La ricchezza (1955-59)A un ragazzo (1956-57)La religione del mio tempo (1957-59), che dà il titolo al volume ed è seguita da una Appendice alla «Religione»Una luce (1959). La seconda è a sua volta tripartita, e raccoglie due lunghe serie di epigrammi, Umiliato e offesoEpigrammi (1958)Nuovi epigrammi (1958-59), seguite dalla poesia In morte del realismo (1960). La terza comprende le cinque Poesie incivili (aprile 1960)

«Coerente con il significato più vero delle Ceneri di Gramsci, questa nuova raccolta di Pasolini continua una poesia che è traduzione, trascrizione stilisticamente mimetica di uno scatto morale originatosi nel buio della coscienza, prima ancora che come reazione alle bugiarde ideologie dei poteri costituiti, come confuso e indifferenziato impulso biologico: un angoscioso atto d’amore per l’uomo, per la sua condizione grottesca, per le sue opere povere e umiliate.

Nel nuovo libro, a contatto con i temi di volta in volta proposti dalle mutate situazioni storiche, l’impegno etico dello scrittore, anziché cadere prigioniero delle cose e degli eventi e impaludarsi insomma in una sterile casistica, non ha mai cessato di svilupparsi secondo linee sue peculiari ed intrinseche, con la monotona, terribile regolarità, appunto, dei processi biologici; questo spiega come la moralità di Pasolini, sul piano della discussione culturale contemporanea, abbia potuto mantenere intatto attraverso logoranti polemiche il primitivo valore dialettico e rimanga quindi preziosa, insostituibile moneta di scambio.

Assai più importante, però, che questa moralità, risolvendo di getto, per tensione inesausta, i nodi del problema linguistico e stilistico della nostra “giovane poesia”, si configuri in tutta una serie di pagine forti e commosse, ora abbandonate alla passione feroce, ora riportate, a fatica, con pena, nell’esercizio di un raziocinio inquieto e senza pietà; pagine che della miseria dell’uomo fanno una religione altissima e disperata. »

(Nota al risvolto di questa edizione)

 

INDICE

 

I. LA RICCHEZZA (1955-59)

Il testo è in sei sezioni, ognuna suddivisa in tre parti; ogni parte è suddivisa in strofe di varia lunghezza. I versi continuano ad avere l’endecasillabo come misura di riferimento e, di fatto, possono salire fino a sedici sillabe e scendere fino a sei. In trasparenza, si legge nel tessuto ritmico delle strofe l’antica struttura in terzine incatenate, più evidente nelle sezioni composte per prime; nelle sezioni composte per ultime tale schema ritmico si perde, frantumandosi in quartine, o coppie a rima baciata, o rime casuali; fino ad arrivare a una quasi-assenza di rime nell’ultima parte della sesta sezione. 

1. GLI AFFRESCHI DI PIERO A AREZZO – VIAGGIO NEL BRUSIO VITALE – IL VENTRE CAMPESTRE DELL’ITALIA – NOSTALGIA DELLA VITA

2. TRE OSSESSIONI: TESTIMONIARE, AMARE, GUADAGNARE – RICORDI DI MISERIA – LA RICCHEZZA DEL SAPERE – IL PRIVILEGIO DEL PENSARE

3. RIAPPARIZIONE POETICA DI ROMA

4. SERATA ROMANA – VERSO LE TERME DI CARACALLA – SESSO, CONSOLAZIONE DELLA MISERIA – IL MIO DESIDERIO DI RICCHEZZA – TRIONFO DELLA NOTTE

5. CONTINUAZIONE DELLA SERATA A SAN MICHELE – IL DESIDERIO DI RICCHEZZA DEL SOTTOPROLETARIATO ROMANO – PROIEZIONE AL “NUOVO” DI “ROMA CITTA’APERTA”

6. UN’EDUCAZIONE SENTIMENTALE  - LA RESISTENZA E LA SUA LUCE – LACRIME

A UN RAGAZZO (1956-57)

LA RELIGIONE DEL MIO TEMPO (1957-59) – APPENDICE ALLA “RELIGIONE”: UNA LUCE (1959)

 

II. UMILIATO E OFFESO  Epigrammi (1958)

Serie di distici, graficamente segnati da un rientro. I versi vanno dall’ endecasillabo al doppio novenario, con tutte le immaginabili ipo- e ipermetrie. Le rime sono rare, tranne in alcuni epigrammi brevi o brevissimi, i cui distici sono a rima baciata.  

AI CRITICI CATTOLICI / A GEROLA / AD ALCUNI RADICALI / AL PRINCIPE / A ME / A J.D./ A UN FIGLIO NON NATO / A BARBERI SQUAROTTI / A CADORESI / AI REDATTORI DI “OFFICINA” / ALLA FRANCIA / A UN PAPA

NUOVI EPIGRAMMI (1958-59)

A KRUSCIOV / ALLA BANDIERA ROSSA / AI LETTERATI CONTEMPORANEI / A BERTOLUCCI / A COSTANZO / A TITTA ROSA / A LUZI / A CHIAROMONTE / ALLE CAMPANE DI ORVIETO / ANCORA A GEROLA / A G.L. RONDI / AL PRINCIPE BARBERINI / AI NOBILI DEL CIRCOLO DELLA CACCIA / A BOMPIANI / ALLA MIA NAZIONE / A UNO SPIRITO

IN MORTE DEL REALISMO (1960)

 

III. POESIE INCIVILI  (aprile 1960)

LA REAZIONE STILISTICA

AL SOLE

FRAMMENTO ALLA MORTE

LA RABBIA

IL GLICINE

 

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