giovedì, 18 aprile 2019

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I signori preferiscono le bionde (Gentlemen Prefer Blondes) di Anita Loos – Prima edizione italiana 1928

I signori preferiscono le bionde (Gentlemen Prefer Blondes) di Anita Loos – Prima edizione italiana 1928

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Autore:  Anita Loos

Tipologia:  Romanzo

Film di riferimento:  Gli uomini preferiscono le bionde (Gentlemen Prefer Blondes, Stati Uniti 1953) di Howard Hawks. Sceneggiatura di Anita Loos, Joseph Fields. Tratto dal romanzo omonimo di Anita Loos. Fotografia di Harry J. Wild. Musica di Jule Styne, Hoagy Carmichael, Elliot Daniel, Lionel Newman. Scenografia di Claude E. Carpenter. Con Marilyn Monroe, Jane Russell, Charles Coburn, Elliot Reid, Tommy Noonan, George Winslow, Marcel Dalio, Taylor Holmes, Norma Varden

Editore:  R. Bemporad & Figlio

Origine:  Firenze

Anno:  1928

Caratteristiche:  Brossura di colore bianco con titoli in blu, sopraccoperta con alette illustrata (firmata da Roberto Sgrilli) di colore giallo con titoli in nero. Con all'interno 16 tavole fuori testo con disegni in nero di Ralph Barton

Edizione:  Prima italiana ( copia n. 3078 )

Pagine:  168

Dimensioni:  cm. 19,5 x 12,5

Note: 

Prima edizione italiana di Gentlemen Prefer Blondes, romanzo in forma di finto diario della scrittrice e sceneggiatrice Anita Loos (Mont Shasta, 26 aprile 1889 – New York, 22 settembre 1981). Il libro è stato pubblicato per la prima volta dalla Boni & Liverlight di New York nel 1925. L’edizione italiana del 1928, col titolo I signori preferiscono le bionde (Diario illustrato di una ragazza), è della R.Bemporad & Figlio Editori: la traduzione dall’inglese è di A.M.P. de L., e il volume ospita al suo interno le stesse illustrazioni dell’edizione originale, firmate da Ralph Barton, sistemate in 16 tavole fuori testo. Da questo libro furono tratte due versioni cinematografiche: la prima, andata perduta, è datata 1928 (con Ruth Taylor e Alice White) e la seconda, assai celebre, è del 1953, per la regia di Howard Hawks e con Marilyn Monroe e Jane Russell come interpreti protagoniste. Da ricordare il musical omonimo che debuttò a Broadway nel 1949 con in scena Carol Channing.

Sinossi: 

Seguendo il suggerimento di un amico, Lorelei Lee pubblica il proprio diario pieno di errori ortografici e grammaticali.

Mentre è impegnata a tentare la carriera d’attrice a Hollywood, Lorelei viene sedotta da Gus Eisman, un produttore rampante di  Chicago. Lui la sistema in un appartamento di New York, per venirla a trovare ogni volta che si reca in visita nella Grande Mela, spendendo per lei una piccola fortuna in regali: abiti firmati da stilisti, gioielli di Cartier, cene al Ritz, orchidee, inviti a feste. In una di queste occasioni mondane Lorelei incontra lo scrittore inglese Gerry Lamson che prova a scoraggiarla per  il suo rapporto col maturo Eisman. Gerry si dichiara pure disposto a divorziare dalla propria moglie per impalmare la bella Lorelei. Ma questa teme lo scandalo per il divorzio forzato e, non volendo rinunciare al viaggio in Europa promessole da Eisman, rifiuta l’offerta matrimoniale di Gerry con la scusa di trovarlo “noioso”.  

Lorelei rimprovera alla sua amica Dorothy di sprecare il suo tempo col fidanzato, il giovane intellettuale squattrinato Mencken (che scrive per una rivista letteraria), mentre potrebbe concedersi con più profitto a Goldmark, un ricco produttore di Hollywood (in realtà Anita Loos era una buona amica dello scrittore e saggista H.L. Mencken, direttore di una rivista letteraria). E così convince Dorothy  a condividere con lei il viaggio in Europa a bordo della RMS Majeistic, mentre Eisman promette di raggiungerle in seguito a Parigi.  

Nella stessa nave, però, viaggia il  Procuratore Distrettuale Bartlett, e Lorelei ne è angosciata. Quell’uomo le ricorda un evento che avrebbe voluto cancellare: quando suo padre la spedì al  Business College Little Rock, un certo avvocato Jennings era stato incaricato di seguirla nel suo apprendistato come dattilografa. Ben presto l’uomo si era rivelato un predatore sessuale, capace di esasperare Lorelei a tal punto che questa si era difesa sparandogli. Al processo, nonostante l’arringa invelenita di Bartlett, il giudice Hibbard era rimasto colpito dalla testimonianza accorata di Lorelei in grado di commuovere fino alle lacrime la giuria, e le aveva procurato un biglietto per Hollywood in modo che la ragazza potesse usare il suo talento per diventare un’attrice professionista.

È il Maggiore Falcon ad evocare la vicenda e a informare Lorelei che Bartlett, diventato nel frattempo senatore, è in viaggio per Vienna dove è stato convocato a una conferenza segreta. Falcon chiede a Lorelei di sedurre Bartlett e di farsi rivelare lo scopo della sua missione per poi riferirla a lui.

Nel frattempo, Lorelei deplora la relazione di Dorothy con un campione di tennis. Ovviamente, Bartlett cade nella trappola dell’ammaliante ragazza, tenta di sedurla e accetta di rivelarle i suoi segreti se lei si mostrerà disposta a seguirlo a Vienna. Lorelei accetta e l’uomo ammette che quella di Vienna è una riunione dove verrà ratificato un importante accordo per l’hardware militare. Con la complicità del Maggiore Falcon, a cui rivela il segreto, Lorelei si nasconde fino a quando Bartlett sbarca a Vienna da solo.

Le due fanciulle arrivano a Londra dove gran parte degli aristocratici locali mette in vendita i gioielli di famiglia agli americani più facoltosi. Nel corso di un’asta, Lorelei nota che una certa signora Weeks sta vendendo per diecimila sterline un diadema di diamanti. La ragazza è in cerca di un ricco “pollo” disposto a comprare il diadema per lei e lo trova immediatamente. Si tratta di Sir Francis Beekman, da lei poi affettuosamente soprannominato “Piggie”. Pur essendo ricco sfondato, Beekman è avarissimo, ma Lorelei, nel promettere di mantenere segreta la loro relazione visto che l’uomo è sposato, riesce a convincerlo a comprare il diadema di diamanti per lei. Nel frattempo, Dorothy si lega a Gerry, un ballerino spiantato a cui la ragazza insegna un po’ di slang americano.

La crociera prosegue fino a Parigi, dove Lorelei rimane colpita dalla Torre Eiffel e dalle vetrine di Cartier. Seduce un visconte francese e quando questi finisce per spendere i suoi ultimi risparmi con lei, Lorelei si mostra intenerita dalla galanteria dell’uomo per poi affermare che un bacio è un gesto piacevole ma effimero, mentre un diadema di diamanti è una dichiarazione d’amore che dura per sempre.

A Parigi arriva Lady Beekman, l’infuriata moglie di “Piggie” che affronta a muso duro la seduttrice del marito, Lorelei, dichiarando di non avere mai ricevuto in regalo dal consorte un diadema in trentacinque anni di matrimonio. A fronteggiare la sua rabbia c’è Dorothy che prova a difendere, come può, l’amica.

La mattina dopo lo “scontro”, un certo Robert Broussard irrompe nella stanza d’albergo delle ragazze parlando in francese e imponendo loro di telefonare al figlio Louis per usarlo come traduttore. Grazie a Leon, un cameriere francese che parla l’inglese, Lorelei scopre che Robert è l’avvocato di Lady Beekman e che, insieme a Louis, ha avuto l’incarico di recuperare il diadema di diamanti, rubandolo in occasione di un tour turistico nella capitale francese. In compagnia dei due uomini, Lorelei e Dorothy visitano Fontainebleau, Versailles e il Folies Bergère. E dopo aver messo Robert e Louis uno contro l’altro, Lorelei rifila loro una copia del diadema tenendosi l’originale.  

Finalmente arriva a Parigi l’amante ufficiale di Lorelei, il produttore Eisman, che si porta appresso le due ragazze lungo le tappe del suo viaggio d’affari. Intenzionato a recarsi a Vienna, dove vorrebbe acquistare una fabbrica di bottoni, l’uomo mette Lorelei e Dorothy a bordo dell’Orient Express dando loro appuntamento in Austria. Sul treno, Lorelei s’imbatte in Henry Spoffard, il rampollo di una delle più ricche famiglie di Philadelphia. Il giovane è un presbiteriano radicale: non beve alcol e detesta Hollywood perché capitale dell’immoralità diffusa. Lorelei ne è in qualche modo sedotta e, quando arriva a Monaco di Baviera, tra l’altro annoiata dai costumi e dalle abitudini alimentari tedeschi, comincia a porsi il problema su come dividere il proprio tempo, una volta arrivata a Vienna, tra Eisman e Spoffard.   

Per la prima volta in vita sua, Lorelei è profondamente turbata: per questo, a Vienna, Spoffard le consiglia di farsi curare dal dottor Froyd (ovvero Sigmund Freud, il cui nome viene volutamente storpiato dall’autrice del libro). Questi si mostra sorpreso dalla disinibita franchezza di Lorelei, e le confessa di non essere in grado di metterla in analisi poiché Lorelei non ha mai represso alcun desiderio.

Le due ragazze si recano con Henry Spoffard al ristorante Demel dove la madre di questi viene convinta dalla sua dama di compagnia, la signorina Chapman, che Lorelei sia la causa dell’allontanamento del figlio. Lorelei se ne accorge e decide di agire immediatamente: durante una passeggiata al chiaro di luna racconta al suo Henry la propria storia, ovviamente edulcorata, al punto che il giovane si commuove e affronta la madre dichiarando che la ragazza è paragonabile a Maria Maddalena. Lorelei rincara la dose: dice alla madre di Spoffard di essere una fervente seguace della Christian Scientist e che la sua cristallina condotta morale la conduce a perseguire tutto ciò che fa bene all’anima. La donna, a cui piace lo champagne, mostra di gradire questa fede e decide di convertirsi alla Christian Science abbandonando il Presbiterianesimo. E arriva persino a farsi tagliare i capelli da Lorelei per indossare un cappello, regalato da lei, che non si adatta bene al suo taglio di stile edoardiano. Insomma, l’incontro tra le due è un successo.

E così mentre Lorelei e Dorothy seguono a Budapest Eisman, che ha deciso di non fare affari in Europa, Spoffard scrive una lettera dove dichiara la sua volontà di sposare la ragazza. Lorelei capisce di non essere attratta da lui e, quando arriva a New York, decide di affrontare lo spasimante. Spoffard la conquista dicendo di non aver trovato un anello di diamanti degno di lei, e perciò le offre un anello dozzinale (ma d’inestimabile valore affettivo) comprato quando era studente. Lorelei è restia ad accettare la proposta: si mostra stufa di frequentare l’alta società ed è decisa ad andare a un ballo delle debuttanti per trovare marito.

Nel frattempo, Dorothy s’impelaga in una vicenda dove i membri di un club sportivo sono accusati di mescolarsi ad alcuni contrabbandieri: nel corso del processo la ragazza ha la meglio sul Giudice Schultzmeyer.

Ancora combattuta, Lorelei tenta di scoraggiare Spoffard imponendogli un esoso shopping per i più lussuosi negozi di New York.  Durante un viaggio in treno, poi, conosce l’affascinante  Gilbertson Montrose, uno sceneggiatore di Hollywood, e ne rimane sedotta. Per questo chiede a Dorothy un aiuto per liberarsi di Spoffard. E così l’amica svela al giovane la mania di Lorelei per i gioielli (una stravagante patologia) che la spinge perfino ad ambire ai gioielli della corona russa.

Nel frattempo, mentre è a pranzo con il fascinoso Montrose, Lorelei gli confessa di volersi liberare di Spoffard. Ma lo sceneggiatore mostra tutto il suo disappunto: voleva convincere il facoltoso rampollo Spoffard a finanziare un film con Lorelei protagonista.

Delusa, la ragazza si convince ad accettare la proposta di Spoffard e cerca di rintracciarlo telefonicamente: ma il giovane è in procinto di partire. Lorelei lo raggiunge trafelata e gli rivela di aver indotto Dorothy a raccontare della sua presunta mania per i gioielli solamente per metterlo alla prova. Gli dice che ogni gioiello che lei possiede è un falso, che lui è caduto in una trappola e che dovrebbe vergognarsi per i suoi ingiusti sospetti. Roso dal rimorso, Spoffard promette di sposare Lorelei e accetta di finanziare il film di Montrose.

Lorelei si dichiara soddisfatta di riuscire ad ottenere tutto quello che vuole. In fondo, il suo è un modo per fare felici tutti quelli che hanno la fortuna d’incontrarla. Punto e basta.

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