martedì, 12 dicembre 2017

Umberto Cantone L'occhio di HAL – Archivio della collezione e degli scritti di Umberto Cantone

Home » Riviste e Cover » I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica. Cineromanzo illustrato, in “Grandi Film Illustrati”, n.23, 22 giugno 1943
I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica. Cineromanzo illustrato, in “Grandi Film Illustrati”, n.23, 22 giugno 1943

I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica. Cineromanzo illustrato, in “Grandi Film Illustrati”, n.23, 22 giugno 1943

Print Friendly

Tipologia:  Cineromanzo illustrato

Film di riferimento:  I bambini ci guardano (Italia, 1943) di Vittorio De Sica. Sceneggiatura di Cesare Zavattini, Cesare Giulio Viola, Margherita Maglione, Adolfo Franci, Gherardo Gherardi, Vittorio De Sica. Tratto dal romanzo "Pricò" di Cesare Giulio Viola. Fotografia di Giuseppe Caracciolo, Otello Martelli. Musica di Renzo Rossellini. Con Luciano De Ambrosis, Emilio Cigoli, Isa Pola, Adriano Rimoldi, Giovanna Cigoli, Tecla Scarano, Ione Frigerio, Olinto Cristina, Maria Gardena, Dina Perbellini, Nicoletta Parodi, Claudia Marti, Ernesto Calindri, Mario Gallina, Zaira La Fratta, Armando Migliari, Guido Morisi, Achille Majeroni, Augusto Di Giovanni, Agnese Dubbini, il prestigiatore Gabrielli, Lina Marengo, Riccardo Fellini, Gino Viotti, Giovanna Ralli

Origine:  Milano

Anno:  1943 (giugno)

Caratteristiche:  Pubblicazione spillata con composizione fotografica a colori in copertina.

Pagine:  16

Dimensioni:  cm. 16,5 x 24

Note: 

Cineromanzo illustrato tratto dal film I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica. Si tratta di uno dei titoli (n.23, 22 giugno 1943)  del periodico milanese «Grandi Film Illustrati» diretto da Mario Corsi. In copertina è presente una composizione fotografica colorizzata del film (primo piano del piccolo Luciano De Ambrosis, e della coppia di amanti Isa Pola e Adriano Rimoldi).

 

  TRAMA 

Pricò ha sette anni e vive con la mamma Nina, il padre Andrea e la protettiva domestica Agnese in un decoroso appartamento piccolo borghese di un quartiere romano.

Un giorno, mentre gioca col monopattino ai giardinetti, vede la madre parlare con un uomo. Lei è turbata, ma all’arrivo del bambino sembra recuperare il sorriso.

La mattina dopo, il padre va a a svegliarlo annunciandogli che la madre è partita. Mentre le vicine spettegolano, Agnese conduce il bambino dalla zia, che ha una sartoria.

Pricò si reca in campagna dalla nonna paterna affezionandosi a Paolina. Un vaso che egli lascia cadere sul capo della ragazza provoca i furori della nonna, che vede in lui l’esempio negativo della madre.

Così il bambino fa ritorno a Roma. Ma ha la febbre e dev’essere curato. Nel delirio invoca la madre e Nina viene a vederlo, trovando poi la forza di rientrare a casa.

Andrea accetta di perdonare la moglie, e per festeggiare la ritrovata armonia familiare organizza una vacanza al mare ad Alassio. Quando è costretto a rientrare a Roma per lavoro, l’uomo lascia la moglie e il figlio in una pensione. Roberto, l’uomo con cui Nina era fuggita, torna a farsi vivo. I due riprendono la relazione sotto gli occhi smarriti di Pricò che, quando li scopre abbracciati, tenta di fuggire per tornare a Roma dal padre, ma è poi riconsegnato alla madre dai carabinieri.

Dopo essere tornata a Roma, Nina abbandona ancora una volta il marito, comunicandoglielo con una lettera. Andrea, per non esporre ulteriormente il figlio alle morbose curiosità di una vicina, lo fa entrare in un collegio. E poi si uccide.

Quando la fida Agnese e la madre gli portano la tragica notizia, Pricò saluta l’anziana domestica, si rifiuta di abbracciare la madre e si allontana piangendo verso la solitudine del collegio.

- GALLERY -