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Facevano Teatro. Cimeli e memorie dai teatri palermitani della Belle Époque

Facevano Teatro. Cimeli e memorie dai teatri palermitani della Belle Époque

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Tipologia:  Note sulla mostra "Facevano Teatro. Cimeli e memorie dai teatri palermitani della Belle Époque"

Data/e:  22 ottobre 2015

Autore:  Umberto Cantone

Articolo: 

C’è stato un tempo in cui andare a teatro significava, per alcuni tra i più facoltosi dei suoi spettatori, soprattutto mettersi in scena. Avveniva così durante e oltre la belle époque della Palermo dei Florio, dei Biondo e di Basile, diventata “museo vivo del liberty” e capitale d’arte, in ogni platea di quegli eventi “di costume” che erano le “prime”, comprese nella zona  magica dei rinomati teatri cittadini eletti a templi di cultura e di mondanità. Da allora in poi, fino agli anni Sessanta della contestazione e ben prima della presente era del “cafonal”, l’élite borghese, sempre più omologata a quella aristocratica, cercava un rispecchiamento elettivo nell’haute couture esibita dai suoi idoli sulla scena. Così poteva capitare che, mescolandosi alle sontuose mise firmate da Fath e da Dior, un’eccentrica spettatrice di quegli affollati foyer arrivasse a indossare un modello originale ispirato alla Turandot pucciniana per un’irripetibile passerella d’occasione.

Il look Turandot (risalente al 1958) è uno dei reperti, unitamente ad altri catalogati per un ideale atlante della memoria, di questa mostra sulla Palermo in platea della prima metà del Novecento. Dalla collezione del Museo del Costume e della Moda siciliana di Mirto, diretta da Pippo Miraudo, proviene il corpus di abiti e oggetti di quelle spettatrici e di quegli spettatori d’antan: borsette in maglia d’argento, collane con turchesi e perle, spille in oro, ventagli in piume di struzzo o in pizzo con stecche in tartaruga, trousse déco porta trucco e porta sigarette, monocoli e binocoli in avorio. E poi il guardaroba comme il faut, trionfo di chiffon e di seta pura: completi da serate di gala, gli ormai desueti frac, sciarpe d’ogni tinta, cappellini, borsalini e bombette di rinomate ditte palermitane come la Moncada o l’Armò & Company. Accanto a questa iconografia che annoda significativamente l’arte con la vita, sono presenti in mostra alcuni preziosi documenti di archivi privati: i manifesti, datati 9 maggio 1862, per una serie di gare d’appalto teatrali firmati da Salesio Balsano primo sindaco di Palermo, le 5 tavole ritrovate del progetto presentato al concorso (poi vinto da Basile) per la costruzione del Teatro Massimo di Palermo ad opera dell’architetto David Ferruzza, accanto a una collezione di locandine, pieghevoli e volantini dei teatri palermitani nel periodo compreso tra il 1903 e gli anni Trenta. Sono materiali cartacei che promuovono l’attività di prosa, varietà, rivista, concerto, opera e operetta, attrazione circense e arte varia in scena al Biondo, al Bellini, al Politeama Garibaldi, al Massimo e nei remoti Nazionale, Olympia, Japon Theatre, Parco Roma. Sono la testimonianza del passaggio, a Palermo, di compagnie prestigiose, come quelle di Emma Gramatica e di Tatiana Pavlova, di Leopoldo Fregoli e di Angelo Musco, con i crediti degli spettacoli composti per essere inscritti nel mosaico pubblicitario delle svariate ditte di una Palermo imprenditoriale in quegli anni attivissima.

E così una mostra come questa, non esaustiva e volutamente evocativa, oltre a un’implicita connotazione sociologica, si fa portatrice delle valenze visive, intermediali, conoscitive presenti in quegli oggetti che, col tempo, sono diventati testimonianza di un artigianato che sapeva farsi arte, nel gran teatro del mondo rappresentato pure dentro il ristretto perimetro di un foyer.

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“Facevano Teatro. Cimeli e memorie dai teatri palermitani della Belle Époque”

dal

Museo del Costume e della Moda Siciliana di Mirto

dalla Collezione Cantone

dalla Collezione Lo Sciuto

e dalla Collezione Caruselli

 

Teatro Biondo Palermo

dal 23 ottobre al 31 dicembre 2015

inaugurazione venerdì 23 ottobre ore 19.30

apertura da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00

ingresso libero

 

a cura di Umberto Cantone e Pippo Miraudo

 

allestimento di Roberto Lo Sciuto

luci Nino Annaloro

coordinamento Lucia Restivo Spicuzza

si ringraziano la Fondazione Teatro Massimo di Palermo e Massimiliano Blasi

 

 

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