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San Vito Lo Capo e il cinema “verde”. Festival di rarità per gli amici dell’ambiente

San Vito Lo Capo e il cinema “verde”. Festival di rarità per gli amici dell’ambiente

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Tipologia:  Articolo

Testata:  La Repubblica, ed. Palermo

Data/e:  17 luglio 2015

Autore:  Umberto Cantone

Articolo: 

Basterebbe concepire l’acronimo adatto e anche l’ambientalismo, insieme ai rimanenti “ismi” legati al tema dei diritti umani e della sostenibilità, potrebbe diventare uno dei sottogeneri del cinema al pari dei mondo-movie. Nell’attesa di tale auspicabile ratificazione, è consigliabile non perdersi occasioni come quella offerta da un festival siciliano che, anno dopo anno, è capace di accorpare il fiore di quei film (documentari, docu-fiction o mockumentary che siano) aderenti per contenuto e forma a tali argomenti. Parliamo del “SiciliAmbiente Documentary Film” di San Vito Lo Capo, manifestazione internazionale, diretta da Antonio Bellia, giunta quest’anno alla VII edizione, e il cui folto e stimolante programma si esaurirà, avendo inaugurato martedì scorso, domenica 19 luglio. Delle sei sezioni in cartellone, quattro sono competitive. La giuria del concorso internazionale documentari è composta da Heidi Gronauer (membro, tra l’altro, dell’European Film Academy), dal regista Lorenzo Hendel e dallo scrittore e documentarista Marco Roncalli. Mentre tutta palermitana è la compagine dei giurati del concorso dedicato al cinema d’animazione e ai cortometraggi: due interpreti doc dell’attuale, italico cinema d’autore, Isabella Ragonese e Paolo Briguglia, insieme al docente e teorico di cinema Franco Marineo. C’è poi la giuria dei “Corti Mobili” che, non a caso, schiera tre autorevoli rappresentanti della benemerita Federazione Amici della Bicicletta (tra cui il direttore nazionale Francesco Baroncini). A tutti loro spetta il compito di scegliere i vincitori, orientandosi nel dedalo di proposte che, sulla carta, appaiono assai interessanti. Ricordiamo, per inciso, che si tratta di opere perlopiù destinate a circuiti festivalieri (e raramente distribuite in homevideo o concesse su You Tube e siti affini). Particolarmente preziosa si fa così l’occasione offerta da questo festival, organizzato sotto l’egida del Comune di San Vito Lo Capo e dell’Assessorato Turismo della Regione Sicilia – Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo (affidato alla sensibilità e alla competenza di Alessandro Rais), contando inoltre su collaborazioni autorevoli, tra le quali ricordiamo quella di Amnesty International, di Navarra Editore, di ARCI e ACLI e, a partire da questa edizione, della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio che contribuisce a elaborare la sezione “Panorama Lavoro”. Particolarmente evocativi sono i siti delle proiezioni previste, una in spiaggia (di fronte la Piazzetta Faro) e l’altra nel giardino di Palazzo La Porta. Tra i film in cartellone, spicca l’anteprima nazionale di “Die Unsichtbaren-The Invisibles” di Benjamin Kahlmer, impressionante documento sull’iter burocratico conseguente a una richiesta d’asilo a Blandeburgo. E c’è, tra i Corti, il sospeso e malinconico “Gli uraniani” di Gianni Gatti affidato alla magnetica presenza del teatrante Pippo Delbono. Ci sono anche la storia del “nostos” di “Nermina” che si porta appresso le ferite della guerra in Bosnia, e il documento sulle europee lotte giovanili per la “giustizia climatica” sintetizzate in “Movement” (altra interessante anteprima). A fare da corollario agli eventi sullo schermo, il programma prevede incontri con gli autori, workshop, mostre (come quella, assai cogente, intitolata “African migrants risk it all”), e un gran numero di attività collaterali come i trekking guidati e le pedalate di gruppo. Tutto questo per indurre gli spettatori, sullo schermo e soprattutto nella quotidianità, a un faccia a faccia con l’ambiente (con le sue problematiche e coi suoi resistenti valori) per scacciare i più disumani tra gli urbani nostri comuni fantasmi.

 

Basterebbe concepire l’acronimo adatto e anche l’ambientalismo, insieme ai rimanenti “ismi” legati al tema dei diritti umani e della sostenibilità, potrebbe diventare uno dei sottogeneri del cinema al pari dei mondo-movie. Nell’attesa di tale auspicabile ratificazione, è consigliabile non perdersi occasioni come quella offerta da un festival siciliano che, anno dopo anno, è capace di accorpare il fiore di quei film (documentari, docu-fiction o mockumentary che siano) aderenti per contenuto e forma a tali argomenti.

Parliamo del “SiciliAmbiente Documentary Film” di San Vito Lo Capo, manifestazione internazionale, diretta da Antonio Bellia, giunta quest’anno alla VII edizione, e il cui folto e stimolante programma si esaurirà, avendo inaugurato martedì scorso, domenica 19 luglio. Delle sei sezioni in cartellone, quattro sono competitive.

La giuria del concorso internazionale documentari è composta da Heidi Gronauer (membro, tra l’altro, dell’European Film Academy), dal regista Lorenzo Hendel e dallo scrittore e documentarista Marco Roncalli. Mentre tutta palermitana è la compagine dei giurati del concorso dedicato al cinema d’animazione e ai cortometraggi: due interpreti doc dell’attuale, italico cinema d’autore, Isabella Ragonese e Paolo Briguglia, insieme al docente e teorico di cinema Franco Marineo. C’è poi la giuria dei “Corti Mobili” che, non a caso, schiera tre autorevoli rappresentanti della benemerita Federazione Amici della Bicicletta (tra cui il direttore nazionale Francesco Baroncini). A tutti loro spetta il compito di scegliere i vincitori, orientandosi nel dedalo di proposte che, sulla carta, appaiono assai interessanti.

Ricordiamo, per inciso, che si tratta di opere perlopiù destinate a circuiti festivalieri (e raramente distribuite in homevideo o concesse su You Tube e siti affini).

Si fa così l’occasione offerta da questo festival, organizzato sotto l’egida del Comune di San Vito Lo Capo e dell’Assessorato Turismo della Regione Sicilia – Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo (affidato alla sensibilità e alla competenza di Alessandro Rais), contando inoltre su collaborazioni autorevoli, tra le quali ricordiamo quella di Amnesty International, di Navarra Editore, di ARCI e ACLI e, a partire  da questa edizione, della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio che contribuisce a elaborare la sezione “Panorama Lavoro”.

Particolarmente evocativi sono i siti delle proiezioni previste, una in spiaggia (di fronte la Piazzetta Faro) e l’altra nel giardino di Palazzo La Porta. Tra i film in cartellone, spicca l’anteprima nazionale di “Die Unsichtbaren-The Invisibles” di Benjamin Kahlmer, impressionante documento sull’iter burocratico conseguente a una richiesta d’asilo a Blandeburgo. E c’è, tra i Corti, il sospeso e malinconico “Gli uraniani” di Gianni Gatti affidato alla magnetica presenza del teatrante Pippo Delbono. Ci sono anche la storia del “nostos” di “Nermina” che si porta appresso le ferite della guerra in Bosnia, e il documento sulle europee lotte giovanili per la “giustizia climatica” sintetizzate in “Movement” (altra interessante anteprima).

A fare da corollario agli eventi sullo schermo, il programma prevede incontri con gli autori, workshop, mostre (come quella, assai cogente, intitolata “African migrants risk it all”), e un gran numero di attività collaterali come i trekking guidati e le pedalate di gruppo. Tutto questo per indurre gli spettatori, sullo schermo e soprattutto nella quotidianità, a un faccia a faccia con l’ambiente (con le sue problematiche e coi suoi resistenti valori) per scacciare i più disumani tra gli urbani nostri comuni fantasmi.

 

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