domenica, 16 Giugno 2024

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Riso amaro di Giuseppe De Santis – Cineromanzo in “Cineromanzo Gigante”, n.2, novembre 1954

Riso amaro di Giuseppe De Santis – Cineromanzo in “Cineromanzo Gigante”, n.2, novembre 1954

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Autore:  Mara Baldeva

Tipologia:  Cineromanzo a fumetti

Film di riferimento:  Riso amaro (Italia, 1949) di Giuseppe De Santis. Sceneggiatura di Corrado Alvaro, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Gianni Puccini, da un soggetto di Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Gianni Puccini. Fotografia di Otello Martelli. Musica di Goffredo Petrassi. Con Silvana Mangano, Raf Vallone, Vittorio Gassman, Doris Dowling, Checco Rissone, Nico Pepe, Adriana Silvieri, Anna Maestri, Dedi Ristori, Maria Grazia Francia, Carlo Mazzarella

Editore:  Edizioni "Lanterna Magica", Collana "Cineromanzo Gigante", n. 2

Origine:  Roma

Anno:  1954 (novembre)

Caratteristiche:  Fascicolo spillato con in copertina una fotografia di scena a colori (Silvana Mangano sul set di "Riso amaro")

Edizione:  Prima

Pagine:  64

Dimensioni:  cm. 37 x 27

Note: 

Cineromanzo a fumetti di Mara Baldeva tratto dal film Riso amaro (1949) di Giuseppe De Santis. Si tratta dell’unico cineromanzo a fumetti ricavato dai fotogrammi e dalle fotografie di scena del film, edito dalla casa editrice romana «Lanterna Magica» (direttore Luigi De Laurentiis) come n.2 della popolare rivista mensile Cineromanzo Gigante di cui fu direttore responsabile Adelaide Marzullo. La rivista interruppe le pubblicazioni a fine estate del 1957. Del film di De Santis esiste una versione a fumetti disegnata.

 

TRAMA

Maggio 1948. Alla stazione ferroviaria di Torino, mentre sono in formazione i treni delle mondine  (le lavoratrici stagionali che da tutta Italia partono per Vercelli durante la stagione del trapianto e della monda delle piantine in risaia), due poliziotti in borghese sono in attesa di arrestare il pregiudicato Walter Granata.

Questi, inseguito dagli agenti, impone alla sua donna di nascondersi sul treno delle mondine: il nome della ragazza è Francesca, una cameriera d’albergo che, su istigazione di Walter, ha rubato la collana di una cliente. Nel frattempo, Walter  improvvisa un ballo con un’altra ragazza in attesa della partenza, e poi si dilegua.

A bordo del treno, Francesca fa la conoscenza della “ballerina”, che si presenta come Silvana Meliga. È una veterana delle mondine, nativa di Ferrara, che può spendersi con un “caporale” perché Francesca possa essere avviata al lavoro come clandestina, anche senza avere in mano un contratto di lavoro.

Al loro arrivo alla cascina, le donne vengono ospitate nelle camerate lasciate libere dai militari di leva.Tra loro c’è l’aitante sergente Marco Galli che rimane colpito dalla bellezza di Silvana; tra le due donne non è però la bella ferrarese a subire il suo fascino, bensì Francesca.

Da quando l’ha vista insieme a Walter alla stazione ferroviaria, Silvana la tiene d’occhio convinta che la ragazza nasconda qualcosa. E così, approfittando della sua momentanea assenza, trafuga un involto da sotto la coperta del pagliericcio di Francesca: si tratta della collana rubata.

Già dal primo giorno nascono attriti con il padrone, che non vuole problemi con la Camera del Lavoro e decide quindi di rimandare a casa le clandestine senza contratto.

Francesca si è accorta della sparizione della refurtiva e, di conseguenza, non può allontanarsi senza aver recuperato il bottino. E così s’impegna a convincere le altre irregolari a resistere. Secondo il “caporale”, le clandestine possono tentare di essere assunte dimostrando di lavorare più sodo e più in fretta delle regolari. E per questo si scatena in risaia una competizione tra due squadre di mondine, che vede Francesca e  le  clandestine in vantaggio.

Silvana è preoccupata, ed alimenta la guerra tra le due fazioni, additando le irregolari come crumire che danneggiano il lavoro delle mondine sotto contratto. In risaia inizia una lotta furibonda tra le donne, e Francesca, sentendosi minacciata, è costretta a fuggire. Il sergente Marco riesce a far ragionare le donne e placare gli animi. Ben presto le lavoratrici si rendono conto che sono tutte spinte dal medesimo bisogno, e le regolari si fanno carico di imporre al padrone di ingaggiare coloro che sono rimaste senza contratto.

Mentre le donne si recano in massa dal datore di lavoro, ha luogo un aspro confronto tra Francesca e Silvana. Davanti a Marco, quest’ultima accusa la prima davanti di essere la ladra della collana milionaria, sottratta in un albergo torinese, di cui parlano i giornali. Marco non si dimostra intenzionato a denunciare Francesca.

Adesso le due donne sono legate da un segreto. Pentita di quello che ha fatto, Silvana diventa amica di Francesca e si fa raccontare da lei la sua vita sfortunata. Apprendiamo che Francesca è stata messa incinta da Walter, costretta a rinunciare alla maternità e a lavorare come domestica per mantenere il suo amante: ed è ai suoi facoltosi padroni che la ragazza ha rubato la collana.

Arriva la sera e, al termine della faticosa giornata di lavoro, le mondine scavalcano il muro di cinta della cascina per andare a ballare nel bosco. Francesca le segue e scopre che sono tutte in cerchio, insieme ai braccianti e ai militari, a guardare Silvana che balla il boogie-woogie. Rimane sbalordita quando si accorge che la ragazza ha di nuovo sottratto la collana dai suoi bagagli e la sta sfoggiando al collo. Improvvisamente compare sulla scena, tra gli spettatori, Walter. Francesca lo mette in guardia, accusandolo di imprudenza, ma lui sembra molto preso da Silvana e il suo ballo. Come in precedenza alla stazione, l’uomo scende in pista e danza con la bella mondina. Sopraggiunge Marco con i commilitoni,che, come vede il monile al collo di Silvana perde le staffe e gliela strappa di dosso. Marco e Walter si azzuffano, e ad avere la meglio è il sergente. A questo punto, Walter sfodera un coltello. Lo trattiene Francesca, che ha raccolto la collana da terra. Walter le rivela che il gioiello è solo una copia dell’originale, e che tutti i giornali hanno riportato la notizia.

Walter fugge e si nasconde nel magazzino del riso. Francesca gli porta da mangiare una parte della propria razione, mentre Silvana spia la coppia. L’uomo sorprende dei ladruncoli che sottraggono qualche sacchetto di riso e propone loro di organizzarsi per portarne via a tonnellate con i camion che verranno a riprendere le mondine.

Francesca si rende conto di non poter continuare a essere succube dell’uomo: forse grazie all’amore che poco alla volta ha scoperto di avere per Marco, non subisce più il fascino di Walter.

Inizia a piovere, i lavori in risaia si fermano, e le mondine rimangono chiuse nelle camerate. Ogni giorno fermo è un giorno in meno di paga. Dopo avere spiato i movimenti di Francesca, Silvana s’introduce nel magazzino dove incontra Walter. L’uomo le parla della possibilità di un’altra vita insieme, una vita di avventure e di agiatezza nella quale si può fare a meno di lavorare: lei si lascia tentare ma non gli si concede.

La pioggia è giunta al sesto giorno.Esasperate, le mondine decidono di recarsi comunque in risaia, coperte da impermeabili di sacco, e si mettono a lavorare sotto il tempo inclemente. Tutte cercano Silvana, ma la ragazza ha incontrato sulla via dell’argine Walter, che dopo averla picchiata la violenta ai piedi di un albero.

Silvana diventa completamente succube di Walter. L’uomo arriva a dichiararle brutalmente il proprio amore in presenza di Francesca, che si è invece liberata dalla sua nefasta influenza.

Nel frattempo, i quaranta giorni dalla stagione della monda sono terminati, e alla cascina si organizza una festa danzante per celebrare l’addio alle ragazze. Approfittando dell’occasione, Walter  decide di portare a termine il colpo. E così chiede a Silvana di aprire le rogge che portano acqua alle risaie per inondare i campi e distrarre l’attenzione dal magazzino. Come pegno d’amore le regala la collana, visto che Silvana è l’unica a non sapere che è falsa.

Arriva la sera della festa. Un’alta impalcatura è stata montata per i musicisti come podio, e c’è anche un pontile utile a ballare.  Le mondine proclamano per acclamazione Silvana “Miss Mondina 1948”. La ragazza si dilegua con la sua corona di carta argentata per correre a aprire le chiuse delle rogge. L’acqua irrompe nei campi di riso, rischiando di travolgere le spighe ancora fragili. Si diffonde l’allarme, tutti corrono attraverso le risaie allagate per chiudere le saracinesche e rifare a mano gli argini. Nel frattempo Walter e i suoi complici sono al magazzino per riempire i camion.

Francesca ha subodorato il piano criminoso. Appena Silvana era scomparsa dalla festa, l’aveva seguita nelle risaie. Ora può chiedere aiuto a Marco, intenzionato a tornare a casa con il suo sacco in spalla dopo dieci anni di servizio militare. L’uomo finisce per rendersi conto del grande pericolo per le coltivazioni. Intanto nella cascina, i complici si danno alla fuga con i camion.

Walter e Silvana si nascondono nella macelleria della cascina, mentre Marco e Francesca li seguono. Qui ha luogo l’ultimo, drammatico confronto. Entrambi gli uomini sono armati, ma Marco viene ferito alla spalla dal lancio di un coltello, e Walter si prende un proiettile nel fianco. Le due donne s’impossessano delle pistole.

Silvana impugna maldestramente la sua: è in lacrime mentre Walter la incita a sparare. Francesca la affronta a viso aperto e le rivela che la collana è falsa. Finalmente Silvana comprende  di aver vissuto su una tragica illusione, e spara uccidendo Walter.

Senza che nessuno possa fermarla, la ragazza esce dalla macelleria e si arrampica sull’ impalcatura predisposta per il ballo. Francesca la segue, ma è troppo tardi: Silvana si getta nel vuoto.

Il mattino seguente, mentre i carabinieri posano una coperta sul corpo di Silvana. Commosse, le mondine sono tutte in attesa di partire con i camion e di tornare a casa. Una per una aprono i sacchi di riso ricevuto per salario e ne spargono un pugno sul cadavere di Silvana, come estremo omaggio, fino a ricoprirlo. Marco, con il braccio al collo per la ferita, si allontana insieme a Francesca. Per i due inizia una nuova vita insieme.

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