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La guerra degli strilloni fra i due quotidiani di Palermo

La guerra degli strilloni fra i due quotidiani di Palermo

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Tipologia:  Articolo

Testata:  La Repubblica, ed. Palermo

Data/e:  14 giugno 2015

Autore:  Umberto Cantone

Articolo: 

Fra i rari libri che raccontano l’epopea originaria dei quotidiani a Palermo c’è quello, ormai introvabile, di Luigi Chibbaro, navigato giornalista nato a Castronovo di Sicilia. Il suo smilzo Storia del giornalismo in Sicilia, pubblicato nel 1957 dal Centro Studi della «Società per la Pubblicità in Italia», è un utile manuale di aneddotica storica, diventato un riferimento indispensabile per ogni studio sull’argomento. Nel capitolo dedicato ai pionieri palermitani, durante gli anni dell’italico “diluvio giornalistico” che investì anche l’isola, Chibbaro racconta, tra l’altro, dell’iniziale guerra che oppose il già solido Giornale di Sicilia, nato nel 1860 e inizialmente animato dai fervori crispini del fondatore Girolamo Ardizzone, e il suo tenace rivale, L’Ora di Ignazio Florio, partorito il 21 aprile del 1900 come organo della buona borghesia antiprotezionistica di Palermo felicissima. Costretto a competere con quella nuova e “ben fatta” testata affidata all’ingegnosa perizia di Vincenzo Morello, conosciuto con lo pseudonimo di Rastignac, il Sicilia ricorse al sorteggio di servizi di posate o di pregevoli orologi per procacciarsi gli abbonati, provvedendo pure a rinfoltire la schiera degli inviati speciali (su cui in quegli anni si fondava l’autorevolezza dei quotidiani) fino a trasformare il proprio critico teatrale, Gesualdo Pennino, in reporter “militare” sul fronte della prima crisi marocchina che, nel 1905, vide contrapporsi pericolosamente Germania e Francia. La contesa tra i due fogli palermitani spinse L’Ora ad allargare l’offensiva nel settore vendite, insidiando il primato del Sicilia sull’ambita piazza di Messina attraverso un prezzolato “sciopero degli strilloni” provocato da funzionari “corruttori” assoldati dai Florio, a cui seguì una disinvolta controffensiva degli Ardizzone per la quale furono reclutati una trentina di “crumiri” che, pagati a cottimo, tormentarono la popolazione messinese al grido di “Giornale di Sicilia!”. Ma a provocare la prima, storica capitolazione de L’Ora a confronto con l’autorevole concorrente,fu la crisi direzionale che vide Rastignac sostituito dal proprietario de Il Mattino, il rinomato Eduardo Scarfoglio detto Tartarin. Questi, restio ad allontanarsi da Napoli, inviò come suo fiduciario Giovanni Bellezza, redattore che diresse maldestramente e a malincuore il giornale dei Florio anche perché infastidito dal “freddo cane”  di Palermo, dove gli appartamenti erano privi di stufe dato che i suoi abitanti si convincevano che vi facesse caldo. E questa, chiosa Chibbaro, “fu sempre, ed è ancora, una questione controversa, specialmente tra palermitani e forestieri”.

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