venerdì, 21 Giugno 2024

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Il segretario (L’aîné des Ferchaux) di Simenon – Prima edizione italiana

Il segretario (L’aîné des Ferchaux) di Simenon – Prima edizione italiana

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Autore/i:  Georges Simenon

Tipologia:  Romanzo

Editore:  Mondadori, Collana "L'Altro Simenon", n.1

Origine:  Milano

Anno:  1962 (maggio)

Edizione:  Prima italiana

Pagine:  352

Dimensioni:  cm. 21 x 14,5

Caratteristiche:  Legatura in tela e cartone di colore grigio chiaro con titoli in bianco e in nero al dorso, sopraccoperta con composizione grafica a tre colori ( verde, verde acqua e blu) con disegno in nero su fondo bianco

Note: 

Prima edizione italiana di L’aîné des Ferchaux di Georges Simenon, romanzo tradotto col titolo Il segretario per Mondadori nel maggio del 1962. E’ il n.1 della collana L’Altro Simenon che ebbe vita breve pubblicando 5 romans durs (inediti in Italia) nell’arco di un anno (l’ultimo è  La cassaforte dei Mauvoisin dell’agosto 1963). La sopraccoperta ha una grafica particolare con 4 bande orizzontali (due con gradazioni di verde, una blu e una bianca) dove sono distribuite le lettere del titolo e del cognome dell’autore. In originale, il romanzo fu scritto nel 1943 e pubblicato da Gallimard nel 1945. La traduzione di questa prima edizione italiana è di Bruno Just Lazzari. Dal romanzo è stato tratto, nel 1962, il film omonimo di Jean-Pierre Melville (col titolo italiano Lo sciacallo). Nelle ultime pagine del volume è presente l’elenco dei titoli simenoniani apparsi nelle ultime collane Mondadori.

Sinossi: 

« Michel Maudet ha la vocazione alla grandezza, o per lo meno possiede il gusto per l’avventura. Non come l’ha posseduta il suo patron, Dieudonné Ferchaux, il “Caimano”, di cui è segretario e che nell’Ubanghi selvaggio si è costruito una colossale fortuna che i nemici tentano di azzannare, ma attraverso un gioco freddo e calcolato, intervallato magari da piccole vigliaccherie, da ingenuità che gli potrebbero anche costare care. Se ha sempre in mano le carte che gli servono, accade più per fortuna che per abilità, e se l’esperienza della vita gli avrà giovato dovrà ringraziare ancora una volta Dieudonné Ferchaux, l’aîné des Ferchaux.  Simenon ha condotto questo romanzo sul filo della logica più cartesiana, offrendoci due personaggi, il vecchio e il giovane “Caimano”, probabilmente fra i meglio riusciti della sua lunga e fortunata carriera di scrittore. Le atmosfere fredde e nebbiose della Francia settentrionale trovano efficace controparte nel caldo molle e afoso di Panama, così come al ritmo teso e imprevedibile della prima parte del romanzo fa quasi da controcanto la lenta, snervante, quasi inerte attesa del drammaticissimo finale. » (dalla nota presente nel risvolto di sopraccoperta di questa edizione)

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