venerdì, 24 Maggio 2024

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I Maigret di Georges Simenon negli Oscar Mondadori con le copertine di Ferenc Pintér – Collezione completa (giugno 1969 – dicembre 1982)

I Maigret di Georges Simenon negli Oscar Mondadori con le copertine di Ferenc Pintér – Collezione completa (giugno 1969 – dicembre 1982)

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Autore/i:  Georges Simenon

Tipologia:  Romanzi e racconti del ciclo Maigret

Editore:  Mondadori, Collana "Gli Oscar"

Origine:  Milano

Anno:  giugno 1969 / dicembre 1982

Edizione:  Dei 75 titoli solo 4 sono prime edizioni italiane. Per il resto si tratta di riedizioni di romanzi e racconti già pubblicati in altre collane Mondadori

Dimensioni:  cm. 18,5 x 11

Caratteristiche:  75 pubblicazioni in brossura illustrate a colori con le copertine di Ferenc Pintér

Note: 

 

A partire dal giugno del 1969, la Mondadori pubblica nuovamente l’intero ciclo dei romanzi e dei racconti delle «Inchieste del commissario Maigret » di Georges Simenon nella celebre collana «Gli Oscar», fondata nell’aprile del 1965. Tra i 75 titoli di questa collana, solamente 5 sono prime edizioni italiane: Maigret e il capellone imprudente (n.255 del febbraio 1970), Maigret e la vecchia pazza (n. 362 del settembre 1971),  Maigret e il commerciante di vini (n.282 del giugno 1970) e i due romanzi usciti inizialmente in un cofanetto non numerato assieme a Le ricette della signora Maigret  di Robert J.Courtine (nel settembre del 1977), poi ristampati singolarmente nel 1980 (n.1248 e 1249): Maigret e l’uomo solo Maigret e il signor Charles

Il formato della collana è da paperbook classico, cm. 18,5  x 11, e il prezzo assai contenuto, 350 lire. I titoli presentano le stesse traduzioni della precedente collana Le inchieste del commissario Maigret (vedi scheda relativa in questo sito) ed escono irregolarmente (sei- sette ogni anno) fino alla conclusione del ciclo datata dicembre 1982 (vedi elenco particolareggiato in questa scheda).

Ognuno dei 75 volumi ha la copertina firmata dall’illustratore Ferenc Pintér che aveva già realizzato i frontespizi della serie precedente e, contemporaneamente, elaborava le proprie composizioni per gli Omnibus Mondadori che raccoglievano le opere di Simenon.

 

NELLA GALLERY DI QUESTA SCHEDA SONO PRESENTI IMMAGINI DELLE COPERTINE REALIZZATE DA FERENC PINTÉR PER QUESTA COLLANA

 

 

LE ILLUSTRAZIONI DI FERENC PINTÉR

« Nel 1969 prende avvio la nuova collana di Maigret inserita negli “Oscar” Mondadori, per i quali Pintér aveva già dato, e darà in seguito, copertine che saranno pubblicate nelle più importanti riviste internazionali di grafica, come quelle per i romanzi di Cesare Pavese e di Grazia Deledda, e dove escono anche, di Simenon, i romanzi Le zie La vedova Couderc. In questa nuova e ultima versione, l’illustratore ebbe più libertà e – potendo contare su tutta la superficie della copertina – una maggiore possibilità creativa. Non troviamo più la grande figura di Maigret, che diventa uno dei tanti elementi della scena, resa più avvolgente e scenograficamente più precisa. Può essere interessante segnalare alcune copertine che stanno più a cuore a Pintér: Maigret e l’Osteria dei due soldi, Maigret a Vichy, Maigret e il nipote ingenuo, Maigret e il libanese, Maigret e la casa dei Fiamminghi, Una confidenza di Maigret, Maigret si sbaglia, Maigret e il ladro, Maigret e l’ombra cinese, Maigret e l’affare strip-tease, Maigret al night-club, forse preferite dall’autore non perché in assoluto più belle delle altre, ma semplicemente perché contraddistinte da una maggiore freschezza compositiva.

Movendo una stesura pittorica più incisiva nel descrivere l’ambiente, che non rinuncia mai a un’angolazione particolare della scena, Pintér percorre, anno dopo ano, la strada che quasi lo libererà dalle istanze figurative, limitandosi solo ad evocare la figura del commissario e del suo ambiente. Per arrivare a questo risultato Pintér impiega tecniche diverse, anche se non abbandonerà mai la tempera, da sempre usata con sofisticato magistero.

Quando, agli inizi degli anni Settanta, negli uffici grafici editoriali e pubblicitari furono introdotti i pennarelli, Pintér volle sperimentarli, con felicissimi risultati. Lo stesso artista ricorda alcuni di questi lavori in cui la scelta tecnica è fondamentale per reinventare la copertina, come Maigret e il ladro, Maigret si sbaglia Maigret e il libanese, ma anche Maigret e l’uomo solo Maigret e il signor Charles, venduti in cofanetto con un curioso Ricettario della signora Maigret.

Un’altra copertina disegnata con i pennarelli, Maigret e il vagabondo, ha una composizione insieme rigida e scherzosa, dove – secondo Pintér – il commissario, il clochard, il ponte, l’auto e il rimorchiatore sono «quasi elencati in ordine geometrico». Le copertine disegnate con questa tecnica sono tra le preferite dall’illustratore, scaturite da un intelligente gioco grafico e pittorico, fatte da Pintér quasi per scommessa e con sottile divertimento. In una delle più originali,  Maigret e l’affare strip-tease, il commissario, di schiena, è evocato solo dalle sue bretelle scontornate su fondo bianco.

Ma quando l’artista presentò la prima copertina fatta con i pennarelli non era sicuro che sarebbe stata gradita dal direttore di collana, e così gliela fece vedere quasi di soppiatto, nella speranza che per disattenzione non si accorgesse del cambiamento. Fortunatamente il nuovo stile fu accettato senza difficoltà.

Un’altra tecnica utilizzata da Pintér è quella di lavorare su riproduzioni fotografiche prese da riviste stampate in rotocalco, come ad esempio nella copertina per Maigret e i testimoni reticenti. Sciolta l’immagine con la benzina, sfumandola, impastandola e affidandosi anche al caso, l’artista interviene con la tempera, ridisegnando le figure e gli altri elementi della scena ed ottenendo alla fine un’illustrazione suggestivamente fluida, in cui è difficile capire dove cominci e dove finisca l’opera del pennello. »

(da Tutti i Maigret di Pintér di Santo Alligo, Torino, Little Nemo Editore, 2008)

Sinossi: 

1. MAIGRET E IL LADRO PIGRO (Maigret et le voleur paresseux, Presses Cité 1961), traduzione di Sergio Morando, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.211, 24 giugno 1969. Brossura, pp. 178 (14), cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo e in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: figura intera inquadrata dall’alto di Maigret con cappotto, cappello, sciarpa e pipa tra le labbra vicino a una scalinata in una strada di Parigi dalle tonalità grigio-verdi).

Anche quella del ladro è una professione difficile e la tragica avventura di Honoré Cuendet, un tipo tranquillo, scrupoloso, addirittura pigro, sta a dimostrarlo. Nell’epoca della delinquenza organizzata, egli pratica il furto artigianale. Lavora senza complici, quasi seccato del suo mestiere, certamente impigrito dal tran tran quotidiano della sua opaca vita borghese. Un giorno Cuendet viene trovato ucciso al Bois de Boulogne: vendetta negli ambienti della malavita, sentenziano i capi della polizia parigina. Ma il commissario Maigret non è convinto e inizia in sordina la sua inchiesta.

 

2. MAIGRET E LA FAMIGLIA FELICE (Maigret et les braves gens, Presses Cité 1962), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.220, 15 luglio 1969. Brossura, pp. 180, cm.18,5 x 11. Titoli in giallo e in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret in camicia e bretelle di fronte a una finestra della sua casa con un telefono in primo piano. A dominare è il colore rosa).

Chi è René Josselin? Una brava persona, un gentiluomo benvoluto da tutti. E la sua famiglia? Una famiglia felice che conduce una tranquilla vita borghese in una pacata atmosfera di affetti domestici. E chi allora può avere ucciso Josselin una sera a casa sua, se nessun estraneo, e ne abbiamo la certezza, è penetrato nell’appartamento? La particolarità del delitto induce il commissario di zona a chiedere in piena notte e d’urgenza l’intervento di Maigret.

 

3. MAIGRET E IL CASTELLANO (Monsieur Gallet, décedé, Fayard 1931), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.226, 23 maggio 1972 (prima edizione “Gli Oscar”: agosto 1969). Brossura, pp. 186 (6), cm.18,5 x 11. Titoli in porpora e in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret in completo estivo di color marrone, con cappello bianco e cravatta arancione, appoggiato alla ringhiera di una passerella sopraelevata d’acciaio dipinta di verde).

Il telegramma diceva: “Emile Gallet, viaggiatore di commercio… assassinato notte fra il 25 e il 26, Hôtel de la Loire, Sancerre. Molti particolari strani…”. Troppi, per il sensibilissimo fiuto di Maigret, giunto a Sancerre in un soffocante pomeriggio di giugno. Tutto suona falso nell’intricata vicenda. Ma chi era in realtà Emile Gallet? Un viaggiatore di commercio o invece il signor Clément, un ricco possidente di Orléans, come molti sostenevano? E quali i motivi dei suoi periodici e segreti colloqui con Tiburce de Saint-Hilaire, il castellano di Sancerre?

 

4. MAIGRET E IL FANTASMA (Maigret et le fantôme, Presses Cité 1964), traduzione di Paolo Caruso, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.236, 16 settembre 1969. Brossura, pp. 170 (6), cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo e in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadrato dall’alto, Maigret in figura intera con giacca estiva arancione e pantaloni verdi mentre si allontana da un auto posteggiata alle sue spalle in una piazza con mattoni bianchi davanti a un orizzonte verde).

L’ispettore Lognon è conosciuto tra i colleghi per il suo fare scostante e l’aria perennemente imbronciata, ma Maigret lo considera «sfortunato», perché pare abbia il dono di attirare su di sé ogni sorta di guai. In questa circostanza, il povero Lognon è stato vittima di un attentato in una via di Parigi. Soccorso in gravissime condizioni, ha solo la forza di mormorare «fantasma…», prima di perdere conoscenza. Maigret è stupito e incredulo, quando scopre che Lognon aveva una relazione sentimentale con una giovane e bella estetista e che è stato ferito proprio mente, di notte, usciva dalla casa di questa ragazza. Quest’ultima sembra però essersi volatilizzata e lo sfortunato ispettore, che non è in grado di parlar, deve sperare soltanto di cavarsela.

 

5. MAIGRET AL NIGHT CLUB  (Maigret au “Picratt’s”, Presses Cité 1951), traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.241, 28 ottobre 1969. Brossura, pp.201 (7), cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadrato dal basso su fondo blu, Maigret con cappotto e cappello nero sormontato dal frontespizio rosso del Mouline Rouge di Place Pigalle).

Da qualche tempo Maigret si fa vedere assai spesso al «Picratt’s», un locale notturno di dubbia fama, dove i clienti cominciano ad arrivare verso mezzanotte e, intontiti dall’alcool e dalla stanchezza, assistono allo spogliarello di rito. Che cosa è dunque successo al rispettabilissimo commissario? Come mai siede al tavolo con il padrone o con qualche ragazza facile sino alle ore piccole? Una crisi sentimentale? Desiderio di nuove emozioni? Anche al night, come sempre, come dovunque, Maigret lavora, seguendo con paziente e vigile intelligenza la pista di un delitto; il commissario si guarda intorno, interroga tutti, centellina il suo bicchiere di liquore senza perdere d’occhio la porta e gli avventori; e così a poco a poco, accumula indizi sopra indizi fino a quando le maglie della rete si stringono ormai senza scampo attorno al misterioso assassino.

 

6. MAIGRET ALLE ASSISE (Maigret aux Assises, Presses Cité 1960), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 243, 5 novembre 1969. Brossura, pp.160 (8), cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: figura intera di Maigret di profilo con cappotto e cappello scuri, sciarpa rossa e pipa in bocca davanti al ponte Alessandro III di Parigi in un tramonto verde trapuntato di riflessi arancioni).

Siamo in corte d’Assise: l’imputato è Gaston Meurant incolpato di aver assassinato, a scopo di rapina, la vecchia zia piuttosto ricca e la giovanissima ospite, una bimba di quattro anni. Il processo si svolge regolarmente con il solito cerimoniale. L’atmosfera che regna in aula è pesante: l’uomo che sta per essere giudicato non potrà certo chiedere clemenza. Nonostante molte prove siano contro di lui, il commissario Maigret  dubita che un uomo tanto mite e rispettoso, amante della famiglia e dei bambini, possa avere commesso un simile crimine. Senza quasi rendersene conto il commissario decide così di scoprire il vero assassino e assicurarlo alla giustizia.

 

7. MAIGRET E IL VIAGGIATORE DI TERZA CLASSE  (Le pendu de Saint-Pholien, Fayard 1931), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.248, 26 giugno 1972 (prima edizione “Gli Oscar”: dicembre 1969). Brossura, pp.156 (4), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero su fondo bianco ritagliato. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret a figura intera, con cappotto verde e cappello nero, mentre, piegato e con una valigia a fianco, attende davanti alle rotaie  il treno all’interno della Gare de Paris Lyon colorata di verde).

Un giovane vagabondo dallo sguardo febbrile, quasi allucinato, viaggia da Neuschanz, posta all’estremo Nord dell’Olanda, a Brema. Il commissario Maigret, che lo segue perché per caso lo ha visto spedire a se stesso come «un campione senza valore» trentamila franchi belgi, mosso da un irresistibile impulso, sostituisce la valigia del giovane con un’altra identica. Arrivati a Brema, si ritrovano tutti e due in una squallida pensionino, in camere contigue. Dalla serratura della porta comunicante, Maigret può osservare la reazione dello strano viaggiatore. Questi, appena si accorge che la valigia gli è stata rubata, estrae la rivoltella e, con gesto fulmineo, si spara un colpo in bocca. Che cosa conteneva dunque di tanto importante la famosa valigia? Nient’altro che un abito sporco e logoro. Perché allora il commissario ha spinto quell’uomo al suicidio?

 

8. MAIGRET E IL CAPELLONE IMPRUDENTE (Maigret et le tueur, Presses Cité 1969), PRIMA EDIZIONE ITALIANA,  traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.255, 26 giugno 1972 (prima edizione “Gli Oscar”: febbraio 1970). Brossura, pp.155 (5), cm. 18,5 x 11 (La copia in archivio reca la fascetta con la scritta: «Un’inchiesta del grande commissario finora inedita in Italia»). Titoli in giallo e in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: particolare della mezza figura inferiore di Maigret con cappotto nero mentre passeggia accanto a un’ampia pozzanghera grigio-verde che riflette il suo busto e il suo volto assieme allo scorcio di una strada di Parigi).

Una sera fredda e piovosa di marzo. Una cena, come di consueto, in casa del dottor Pardon. Una strada buia e deserta. Il cadavere di un giovane capellone abbandonato sull’asfalto. Il commissario Maigret, incaricato di svolgere le indagini, si trova di fronte a uno dei casi più enigmatici della sua carriera. Chi ha ucciso il giovane Antoine Batille, figlio di un noto industriale parigino? Perché i colpi di coltello, come dicono gli esperti, sono stati inferti con tanta ferocia? I curiosi che affollano il marciapiede davanti alla casa dell’industriale chiaccherano: «Che strano hobby registrare negli ambienti più eterogenei frammenti di conversazioni, voci, confessioni magari compromettenti… E poi, con quei capelli lunghi non poteva far certo una buona impressione… Forse le cattive compagnie… Però aveva l’aria del bravo ragazzo». Il commissario Maigret tace. Pare quasi di cattivo umore. Ma proprio dietro a quel silenzio si nasconde il dramma: la verità che Maigret scopre attraverso una lettera anonima.

 

9. DUE GIORNI PER MAIGRET (Les nouvelles enquétes de Maigret, 1937), racconti, traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 265, 7 aprile 1970. Brossura, pp. 195 (5), cm.18,5 x 11. Titoli in giallo e in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: campo lungo su un gruppo di sedie da bar di colore verde disposte in modo circolare e su Maigret seduto di spalle in una di queste con indosso un cappotto nero, un cappello dello stesso colore e una sciarpa gialla).

Due giorni per Maigret (L’étoile du Nord, 1937)

Stan l’assassino (Stan le tueur, 1937)

Tempesta sulla manica (Tempête sur la Manche, 1937)

L’amico della signora Berthe (Mademoiselle Berthe et son amant, 1937)

A 48 ore dal meritato riposo, il commissario si precipita, in seguito a una chiamata urgente, all’Étoile du Nord, uno squallido albergo di quart’ordine. In questo caso, come nelle altre inchieste qui raccolte, troviamo un Maigret aggressivo e spesso di cattivo umore, che ricorre a misure per lui inconsuete come quella di ordinare la mobilitazione di una ventina di poliziotti armati, o di giocare a dadi per sfogare la sua rabbia. Gli dà una mano il suo allampanato nipote,  Philip Lauer, coscienzioso ma privo del talento dello zio che lo ha fatto entrare nella Polizia Giudiziaria.

 

10. LA RIVOLTELLA DI MAIGRET (Le revolver de Maigret, Presses Cité 1952), traduzione di Lidia Ballanti, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.272, 19 maggio 1970. Brossura, pp. 200 (4), cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso porpora e in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret a figura intera mentre passeggia, indossando una giacca grigia di mezzo tempo aperta su una camicia arancione a righe bianche, in uno spazio indistinto bianco, tra l’ingresso di una stazione di metrò parigina e un semaforo).

All’origine di questa storia c’è la signora Maigret. Tutti sanno, ormai, quali casi imprevedibili porti nell’opera del commissario, la partecipazione di questa donna timida e tranquilla. C’è la signora Maigret, dunque, di fronte a uno sconosciuto seduto nel suo salotto di casa. Grazie a questa insolita visita, Maigret rivede Londra, ritrova il collega inglese mister Pyke, l’impeccabile ispettore di Scotland Yard dai baffuti a virgola e dal fiore all’occhiello, e infine si “tuffa” in un’appassionante vicenda. Vedrà un caso di pazzia, quasi sicuramente simulata; scoprirà il cadavere di un importante uomo politico, che infastidiva molte persone, e conoscerà infine una camerierina tutta rosea e tonda che, forse per eccesso di zelo, lo metterà sulla strada giusta.

 

11. MAIGRET E IL COMMERCIANTE DI VINI (Maigret et le marchand de vin, Presses Cité 1970), PRIMA EDIZIONE ITALIANA , traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.282, luglio 1973 (prima edizione “Gli Oscar”:  28 luglio 1970). Brossura, pp. 170 (6), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret con cappotto nero e sciarpa gialla affacciato alla ringhiera di una scala condominiale con alle spalle una parete bianca).

“Raramente ho incontrato tante persone sgradevoli in una sola inchiesta”: questa l’amara considerazione del commissario Maigret, impegnato a risolvere un caso non facile. Ne è protagonista una certa borghesia parigina legata al mondo degli affari. Commercianti assai noti, grossi nomi dell’editoria e dell’industria, celebri professionisti: questi i personaggi che Maigret deve via via interrogare per far luce sull’assassinio di Oscar Chabut, notissimo commerciante di vini. Gli interrogatori si susseguono senza tregua ma non emergono elementi di rilievo. Dove cercare allora l’assassino? Il commissario insiste per avere ragguagli anche dalla “Cavalletta”, una delle innumerevoli amanti di Chabut. L’inchiesta condotta a ritmo serrato, si avvia rapidamente alla conclusione.

 

12. LE DUE PIPE DI MAIGRET (Maigret et l’homme du banc, Presses Cité 1953), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.296, 4 agosto 1970. Brossura, pp.202 (6), cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo e in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret  con cappotto marrone e sciarpa arancione all’uscita del commissariato al Quai des Orfèvres).

Louis Thouret, di professione magazziniere, viene trovato con un coltello nella schiena, in un vincolo sordido e buio di Parigi. Ma che faceva in realtà Thouret, se la società «Kaplan e Zanin» a rue Bondy, è stata messa in liquidazione da molti anni? Non si può certamente parlare di una professione, visto che lo strano personaggio passava il suo tempo bighellonando o sostando sulle varie panchine dei boulevards. Certamente era riuscito a costruirsi una seconda vita, nella quale c’era posto per tutto quello che la moglie gli aveva negato: l’amore, un ménage tranquillo, l’amicizia e, perché no, le cravatte dai colori sgargianti e magari un paio di scarpe gialle, tanto esecrabili agli occhi dell’austera moglie. Chi l’aveva conosciuto non poteva che giudicarlo buono e generoso, sempre pronto a dare senza mai ricevere. Come si poteva pensare a un possibile nemico? Chi aveva desiderato la sua morte? Con molta astuzia e pazienza il commissario Maigret ricostruisce la doppia vita dell’ex magazziniere: l’assassino è ormai in trappola.

 

13. MAIGRET E LA CASA DELLE TRE VEDOVE (La nuit du carrefour, Fayard 1931), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.303, luglio 1973 (prima edizione “Gli Oscar”: 10 novembre 1970). Brossura, pp.180 (12), cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret di spalle mentre passeggia indossando un cappotto il cui colore viola si confonde con le tonalità del panorama dominante su una strada periferica che evoca l’incrocio delle Tre Vedove dove è ambientato il romanzo).

A un crocicchio c’è la casa delle Tre Vedove, le cui mura pare racchiudano un pesante mistero. La tenebrosa casa è abitata da due singolari personaggi: Carl e Elsa Andersen, fratello e sorella di origini aristocratiche, ridotti finanziariamente a mal partito; lui, distintissimo e gelido, lei, raffinata sensuale e spregiudicata. Elsa riesce anzi a turbare non poco il controllatissimo Maigret. Riacquistando però l’abituale self-control, il commissario osserva uomini e cose in prospettiva, e soprattutto la donna, così spigliata… Chissà se è davvero un’aristocratica: qualcosa di lei gli ricorda…

 

14. MAIGRET E LA SPILUNGONA (Maigret et la grand perche, Presses Cité 1951), traduzione di Bianca Tamassia Mazzarotto, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.312, 19 gennaio 1971. Brossura, pp.189 (3), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret in tenuta estiva con giacca e cappello bianchi fa capolino dalla porta di un’abitazione con le mura grigie sbirciando una giovane donna seduta e seminuda con indosso un paio di autoreggenti).

In una giornata calda e afosa, il commissario Maigret riceve la visita di una sua vecchia conoscenza: Ernestina, detta la «spilungona», una ragazza «vivace». Parecchi anni prima, la spilungona aveva voluto provocare il commissario spogliandosi completamente e rifiutando di seguirlo. Molto tempo è trascorso da quel giorno: l’Ernestina di oggi è soltanto una brava moglie di cui Maigret si accinge ad ascoltare i guai. La storia è quasi inverosimile, ma dopo una serie di perquisizioni e di interrogatori, salta fuori il cadavere di una donna; e con esso uno scassinatore sfortunato, il vetro di una finestra rotto due volte, una figura di rispettabile marito, una vecchia madre dolce e premurosa. L’avversario è forte ma… anche Maigret non scherza.

 

15. MAIGRET AL «CONVEGNO DEI TERRANOVA» («Au rendez-vous des Terre-Neuvas», Fayard 1931), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 320, 23 febbraio 1971. Brossura, pp.160, cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo e in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: campo lungo su Maigret in tenuta estiva bianca mentre attraversa una passerella sospesa sull’acqua che conduce al veliero «Océan»).

A bordo dell’ “Océan”, un piccolo veliero ormeggiato in un piccolo porto del Nord, viene ritrovato assassinato il suo capitano. Il primo sospettato è un giovane e onesto marinaio che non vuole parlare e preferisce il carcere. Per far luce sul terribile delitto, Maigret si reca con la moglie a Fécamp. Qui la signora Maigret fa conoscenza con la fidanzata del giovane incriminato, aiutandola a superare i giorni della snervante attesa, mentre il commissario si scontra con la sorniona malafede dei marinai dell’ “Océan” per risolvere il caso.

 

16. MAIGRET HA PAURA (Maigret a peur, Presses Cité 1953), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.330, 6 aprile 1971. Brossura, pp.189 (3), cm. 18,5 x 11.Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret con cappotto e cappello inquadrato all’esterno della porta di un vagone ferroviario davanti al corridoio marrone degli scompartimenti).

Il giudice di Fontenay-le-Comte, vecchio amico di Maigret, è nei guai. Deve trovare il colpevole di tre delitti apparentemente non legati tra loro. Per di più, il giudice è tempestato di lettere anonime che accusano e minacciano. Le vittime sono un esponente dell’unica nobile famiglia del paese e due poveri vecchi diavoli. La convinzione diffusa è che l’assassino deve essere certamente un nobile pazzo. E Maigret, per la prima volta, ha paura. Non per sé, beninteso, ma per la sonnacchiosa vita degli abitanti di quel posto tranquillo minacciati dalla furia di un folle. Ma è davvero folle il colpevole?

 

17. MAIGRET E IL CLIENTE DEL SABATO (Maigret et le client du samedi, Presses Cité 1962), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 335, gennaio 1975 (prima edizione «Gli Oscar»: 11 maggio 1971). Brossura, pp. 172 (4), cm. 18,5 x 11. Titoli in verde chiaro. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadrato dall’alto e a mezzo busto, Maigret passeggia su un selciato verde chiaro davanti a una saracinesca chiusa di colore marrone su cui sono impressi i titoli della sua nuova inchiesta).

Uno dei tanti clienti in cerca di soccorso, seduti nell’anticamera degli uffici della Polizia Giudiziaria, è un pover’uomo debole, frustrato e alcolizzato che, grazie a un’abbondante dose di cognac, trova il coraggio di confidare a Maigret il proprio desiderio di uccidere la moglie che gli ha portato in casa l’amante, relegando lui su una branda del soggiorno. La situazione è assurda e grottesca. Come si comporterà il commissario, commosso dalla vicenda umana del suo cliente? E quale sarà il culmine di questa singolare inchiesta?

 

18. MAIGRET E L’OSTERIA DEI DUE SOLDI  (Le guinguette à deux sous, Fayard 1931), traduzione di Guido Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.345, giugno 1975 (prima edizione «Gli Oscar»: 13 luglio 1971). Brossura, pp. 170 (6), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadrato in campo medio, Maigret in abito di lino bianco medita all’alba seduto sulla terrazza del Vieux Garçon davanti a una bottiglia di porto vuota e immerso nel blu e nel rosa delle temperature di quel panorama).

Un condannato alla ghigliottina, Jean Lenoir, svela a Maigret che otto anni prima lui e un suo compagno hanno visto gettare il cadavere di un uomo nel canale Saint-Martin da un tale che hanno poi ricattato. Ma un giorno costui è sparito dalla circolazione. Dove è andato a finire? Frequenta ancora l'”Osteria dei due soldi” dove ultimamente era stato visto? Jean Lenoir non vuole dire altro: ma ciò è sufficiente per acuire la curiosità di Maigret che si ritrova tra gli allegri componenti di una combriccola che trascorre abitualmente i giorni estivi all'”Osteria dei due soldi”.

 

19. MAIGRET E LA VECCHIA PAZZA (La folle de Maigret, Presses Cité 1970), PRIMA EDIZIONE ITALIANA, traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.362, 28 settembre 1971. Brossura, pp. 192, cm.18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in campo medio c’è Maigret in giacca e cravatta nera affacciato al finestrino dello scompartimento di un treno verde metallico mentre sul vetro si riflette una porzione del paesaggio a sud della Francia immerso in un tramonto rosato).

Una vecchietta del tipo di quelle che si aggrappano al braccio dei vigili, chiede di parlare al commissario Maigret. “Ci siamo”, pensa Maigret, “sarà la solita vecchia pazza”. Davanti a lui, infatti, la vecchia signora pare fermamente decisa a fargli perdere del tempo prezioso con un’assurda storia di oggetti che cambiano di posto. Ma qualche giorno dopo la donna viene trovata cadavere nel suo appartamento. Non era dunque pazza Antoine de Caramé. Che cosa cercava l’assassino in quella casa? Pipa in bocca, aria imbronciata, apparente disinteresse. Maigret cerca di penetrare nel piccolo mondo della fragile signora che implorava il suo aiuto. Dopo una serie di ricerche che non approdano a nulla, ecco il fatto nuovo, inaspettato, che lo mette sulla buona strada anche se faticosa: soltanto dopo un viaggio nel Sud della Francia, il commissario torna al Quai des Orfèvres con la soluzione dell’enigma.

 

20. MAIGRET E LA BALLERINA DEL GAI MOULIN (La danseuse du Gai Moulin, Fayard 1931), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 371, 3 gennaio 1972. Brossura, pp. 176, cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in primo piano c’è Adèle, la ballerina del «Gai Moulin», la cui figura s’impasta col verde acqua della superficie dominante mentre, in alto a destra, Maigret in giacca e cravatta la osserva dall’alto).

Maigret pedina un uomo. Si tratta di un greco, corpulento e facoltoso, che a Parigi ha chiesto la sua protezione ma che, improvvisamente, pare non averne più bisogno. Una volta a Liegi, il greco si reca al Gai-Moulin, un night che è diventato la sede di un ‘organizzazione spionistica. Quest’uomo è dunque una spia? Il dramma, che coinvolge diverse persone, scoppia proprio al Gai-Moulin. Quando l’inchiesta sarà finita, Maigret riceverà, nella sua confortevole casa di Boulevard Richard-Lenor, un simpatico ricordo del commissario di Liegi che lo ha validamente aiutato: una pipa di schiuma.

 

21. MAIGRET E IL NIPOTE INGENUO (Maigret, Fayard 1934), traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.389, aprile 1976  (prima edizione «Gli Oscar», 8 febbraio 1972). Brossura, pp. 158, cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: figura intera di Maigret in tenuta “campagnola” con camicia blu a scacchi e bretelle nere seduto sulla sedia in un giardino immerso nel verde).

In pensione da parecchio tempo, Maigret deve togliere dai guai il nipote poliziotto Philippe. Mentre era impegnato in un appostamento al locale “Florida” di rue Fontaine, l’ingenuo giovanotto si era imbattuto nel cadavere del proprietario Pepito e, preso dal panico, aveva afferrato la pistola del morto lasciando tracce della propria presenza sul luogo del delitto da dove era fuggito. Senza l’aiuto dei suoi collaboratori e seguendo il suo vecchio ma funzionalissimo metodo, l’ex commissario assicurerà alla Giustizia i colpevoli.

 

22. MAIGRET E IL PAZZO DI BERGERAC (Le fou de Bergerac, Fayard 1932), traduzione di Guido Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.390, 7 febbraio 1972. Brossura, pp.182 (10), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadrato dall’alto, il busto di Maigret con cappotto e cappello chinato sul cadavere di un uomo riverso su un marciapiede di colore bianco davanti alla base di un albero).

Maigret giace a letto a causa di una ferita riportata in circostanze misteriose. E con l’immaginazione segue i protagonisti e le comparse del caso del “pazzo di Bergerac”, un maniaco che strangola le donne e trafigge il loro cuore con uno spillone. Come in un’allucinazione gli appaiono i volti del suo ex collega Rivaud, del procuratore con i capelli tagliati a spazzola, del chirurgo Rivaud e della sua triste moglie accanto alla graziosa e raffinata cognata. Il giorno in cui lascia il letto, il commissario si reca a colpo sicuro dal suo pericoloso “pazzo”.

 

23. L’AMICA DELLA SIGNORA MAIGRET (L’amie de Madame Maigret, Presses Cité 1950), traduzione di Torquato Padovani, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.392, 4 aprile 1972. Brossura, pp.202, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadrato dall’alto, Maigret in giacca e cravatta osserva il cadavere di un impiccato in primo piano sullo sfondo di una rete nera sul bianco).

Maigret  scopre con sorpresa che la sua signora è talmente occupata fuori casa da trascurare le faccende domestiche. E questo perché ha conosciuto, forse per caso, una misteriosa e raffinata signora che l’ha spinta a diventare vanitosa fino a farle frequentare le eleganti vie del centro di Parigi di boutique in boutique alla ricerca di un cappellino bianco. In realtà, la simpatica consorte del commissario segue la pista di un complicato intrigo di furti, imbrogli e delitti. La stessa inchiesta che suo marito ha in corso.

 

24. LA TRAPPOLA DI MAIGRET (Maigret tend un piège, Presses Cité 1955), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.410, 12 giugno 1972. Brossura, pp.181 (11), cm. 18,5 x 11. Titoli in arancione. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret in piano americano mentre, di spalle e in camicia e bretelle, è affacciato alla finestra del suo ufficio al Quai des Orfèvres il cui vetro riflette un impasto di nuvole azzurre).

Al Quai des Orfèvres regna un comprensibile nervosismo: Maigret e i suoi collaboratori devono vedersela con un assassino seriale che ha ucciso cinque donne. Cinque vittime che non avevano nulla in comune se non una mediocrità disarmante e la mancanza di una qualsiasi caratteristica in grado di gettare luce sulle predilezioni del killer. Alla fine, il commissario decide di ricorrere al metodo seguito dai contadini per combattere i ladruncoli di polli, e prepara una trappola ingegnosa.

 

25. MAIGRET E I GANGSTER (Maigret, Lognon et les gangsters, Presses Cité 1952), traduzione di Bruno Just Lazzari, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.413, luglio 1975 (prima edizione «Gli Oscar»: 3 luglio 1972). Brossura, pp. 198 (10), cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco e in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in basso a destra troviamo, di profilo, Maigret seduto che dà le spalle a un tavolino da bar con una birra gelata di fronte a una parete arancione e grigia).

L’ispettore Lognon, il solito Malgracieux, s’imbatte in un cadavere scaraventato sul selciato a pochi passi da lui e poi scomparso. Non siamo a Chicago o a Saint-Louis, bensì a Parigi dove anche la malavita ha una cert’aria di famiglia. Messosi in contatto con l’FBI, Maigret ha la sensazione di essere considerato un dilettante dagli investigatori americani. E questo lo spinge a praticare con orgoglio un gioco duro, con la pistola in mano, per l’appassionante caccia ai gangster in cui s’impegna con l’aiuto dei fedelissimi ispettori della Polizia Giudiziaria.

 

26. LA PAZIENZA DI MAIGRET (La patience de Maigret, Presses Cité 1965), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.418, 14 agosto 1972. Brossura, pp. 188 (4), cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in campo lungo c’è la sagoma di Maigret in giacca e cravatta mentre contempla fumando il panorama blu e rosa di un tramonto inquadrato dalla prospettiva di una finestra aperta sui tetti di Parigi).

Manuel Palmari, una vecchia volpe nel mondo dei locali notturni parigini, è morto crivellato di colpi di pistola sulla sua poltrona a rotelle. Ad affiancarlo fino all’ultimo è stata Aline, una ex prostituta che ha gestito i rapporti con l’esterno per i suoi loschi traffici. Maigret, che per Palmari provava una segreta ammirazione, si appella alla propria pazienza per condurre l’insidiosa inchiesta. I personaggi via via da lui interrogati sono estremamente furbi e la loro sicurezza conduce Maigret sulla pista sbagliata e a imbattersi, prima di giungere alla conclusione del caso, in un secondo delitto.

 

27. MAIGRET E UNA VITA IN GIOCO (La tête d’un homme, Fayard 1931), traduzione di Guido Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.428, 30 ottobre 1972. Brossura, pp.176, cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: il volto di Maigret in bianco e nero fa capolino dallo spioncino della porta grigia di una cella).

Due donne sono state barbaramente uccise e il presunto assassino sta attendendo il giorno ormai vicino in cui salirà sul patibolo. Ma il disgraziato ha sempre gridato la propria innocenza con un tale accento di sincerità che Maigret decide di riaprire l’inchiesta conscio che così agendo si gioca la carriera. E com’è vicino, il grosso commissario, dal perdere i suoi quotidiani appuntamenti alla Brasserie Dauphine, quando Joseph Heurtin si sottrae al pedinamento dei poliziotti! 

 

28. MAIGRET E IL SERGENTE MAGGIORE (Le caves du «Majestic», in Maigret revient, Gallimard 1942), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.439, 2 gennaio 1973. Brossura, pp.168, cm. 18,5 x 11. Titoli in arancione. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret in giacca marrone, cappello e pipa in bocca inquadrato davanti al lago del Bois de Boulogne la cui superficie grigia riflette una porzione del paesaggio colorato di marrone).

Prosper Donge, capo della caffetteria al “Majestic” di Parigi, ha scoperto il cadavere di una giovane e bella donna che giaceva in un armadio nei sotterranei dell’albergo. Questa è almeno la sua versione, ma non vi sono testimoni e c’è chi afferma che in realtà Prosper è l’assassino della ricca americana e la tesi sarà avvalorata dalla scoperta che i due si conoscevano. Un secondo delitto complica ulteriormente il caso. Sebbene Maigret non ami la dolce vita dei grandi alberghi, anche questa volta indaga con scrupolo, estendendo le proprie indagini al Sud della Francia, fino a incastrare l’assassino.

 

29. MAIGRET A NEW YORK (Maigret à New York, Presses Cité 1947), traduzione di Enzo De Michele, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.444, 20 febbraio 1973. Brossura, pp.192, cm.18,5 x 11. Titoli in bianco e in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: la composizione di gusto pop presenta in piano americano  Maigret con cappotto e valigia marroni davanti a un muro sormontato dall’insegna pubblicitaria di una marca di hot dog).

Non si tratta di una normale inchiesta, bensì di traversare l’Atlantico per una missione privata e trovarsi in pochi giorni immerso nella convulsa atmosfera di Manhattan. Un ex clown malinconico e ubriacone, un enigmatico milionario, una vecchia gloria del varietà aiutano Maigret a capire New York. Oltre alla scoperta del colpevole, il commissario sembra interessato a scoprire un mondo nuovo, diverso (ma poi realmente tanto diverso?) da quello in cui abitualmente egli agisce. 

 

30. MAIGRET SI COMMUOVE (Le Charretierre de «La Providence», Fayard 1931), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.458, 1° maggio 1973. Brossura, pp.184 (8), cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: figura intera di  Maigret con cappotto e cappello marroni piegato a riflettere su una chiatta marrone chiaro in una chiusa sullo sfondo azzurro dell’acqua).

Per questa inchiesta, Maigret penetra in un mondo che ha un suo commuovente fascino: tra una chiusa e l’altra, tra gente povera e semplice che abita su grossi barconi da carico trainati da cavalli. Ma la vittima appartiene a un mondo ben diverso: si tratta di una donna raffinata ed elegante uccisa misteriosamente in una vecchia scuderia. Non vi sono strade carrozzabili in quei paraggi, solo il canale e l’alzaia. Come ha potuto giungervi una donna più facilmente abituata a spostarsi in auto di lusso che a piedi o su una chiatta?  Per il commissario è un caso difficile: non il minimo indizio e nemmeno un testimone da interrogare.

 

31. MAIGRET IN RUE PIGALLE   (Les nouvelles enquêtes du commissaire Maigret, 1936-1937), racconti, traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 476, 24 luglio 1973. Brossura, pp. 190, cm. 18,5 x 11. Titoli in rosa. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret con cappotto e cappello neri immerso in un blu notte davanti a una tavola da osteria con sopra una tovaglia a scacchi rosa e bianca su cui campeggia una rivoltella nera).

Maigret in rue Pigalle (Rue Pigalle, 1936)

La chiatta con i due impiccati (La péniche aux deux pendus, 1936)

Il caso del boulevard Beaumarchais (L’affaire du boulevard Beaumarchais, 1936)

La finestra aperta (La fenêtre ouvert, 1936)

Il signor Lunedì (Monsieur Lundì, 1936)

Jeumont, 51 minuti di fermata (Jeumont, 51 minutes d’arrêt!, 1936)

Pena di morte (Peine de mort, 1936)

Le lacrime di cera (Les larmes de bougie, 1936)

La locanda degli annegati (L’auberge aux noyés, 1937)

Il primo dei nove racconti contenuti in questo volume, inizia con un clamoroso arresto effettuato da Maigret nel locale “Marina” in rue Pigalle, validamente aiutato dal fedele Lucas. Non sempre la calma accompagna il grande commissario come nel Caso del boulevard Beaumarchais, dove lo scopriremo congestionato e con gli occhi lucidi dalla rabbia. Con Il signor Lunedì entriamo nella casa ospitale del dottor Barion, nella quale la domestica, Olga Boulanger, è stata uccisa in modo misterioso. In Le lacrime di cera, Maigret effettua un vero e proprio viaggio nel tempo, visitando la vecchissima bottega delle sorelle Potru. Alla fine di queste inchieste, il commissario consegnerà senza gioia i colpevoli alla giustizia.

 

32. LE VACANZE DI MAIGRET (Les vacances de Maigret, Presses Cité 1948), traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 484, 4 settembre 1973. Brossura, pp. 211 (5), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su fondo azzurro la figura intera di Maigret in camicia estiva con in mano un innaffatoio davanti alla rete di un giardino domestico).

Maigret va in vacanza a Les Sables d’Olonne e fiuta subito il caso. Chi è mai il dottore, quest’uomo colto e irrepresensibile, dallo sguardo freddo e tagliente come una lama? Perché non lascia uscire di casa la sua giovane e bella moglie? L’incidente d’auto in cui ha perso la vita sua cognata è stato casuale o voluto? I misteri e gli interrogativi si fanno sempre più numerosi e oscuri; due delitti, apparentemente senza relazione l’uno con l’altro, già turbano la vita estiva della placida cittadina di mare. Il commissario risolve il mistero da solo, utilizzando una tecnica per l’appunto “da vacanza”.

 

33. MAIGRET SOTTO INCHIESTA (Maigret se défend, Presses Cité 1964), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 491, 9 ottobre 1973. Brossura, pp. 177 (15), cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: figura intera Maigret in completo marrone e a testa china che si lascia alle spalle la porta del direttore della Polizia Giudiziaria, bianca tra pareti di colore rosso porpora).

Maigret si ritrova invischiato in una situazione per lui imprevedibile. Una telefonata, un breve incontro notturno con una ragazza lo mandano sotto inchiesta, accusato senza possibilità di difesa. Dimostrare la propria innocenza gli è proibito: chi lo accusa è un inavvicinabile uomo politico. La sola scelta che i superiori gli lasciano: le dimissioni, la pensione anticipata, senza scandalo. Uno sbaglio e un complotto. Ma di chi e perché? Maigret è deciso a scoprirlo. Pedinato dai colleghi, si mette all’opera. Diverse le ipotesi, una sola la soluzione che Maigret deve rapidamente trovare. 

 

34. MAIGRET HA UN DUBBIO (Maigret à l’école, Presses Cité 1954), traduzione di Bianca Tamassia Mazzarotto, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.498, 13 novembre 1973. Brossura, pp. 190, cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret in abito scuro e con la pipa in bocca è assorto nei suoi pensieri appoggiato a uno dei due banchi di scuola verdi della composizione immersa in un fondo nero).

È certamente insolito trovare degli scolari invischiati in un’inchiesta di omicidio. Maigret ha nostalgia di ostriche e vino bianco. Così finisce in una piccola borgata di mare dove un colpo di carabina colpisce un impopolare personaggio, sconvolgendo la tranquilla e sonnacchiosa vita degli abitanti. Un funzionario della gendarmeria di La Rochelle si occupa del caso mentre un maestro di scuola rischia di pagare per tutti, solo perché è straniero e ha alle spalle una pesante situazione familiare. A mettere sulla buona pista Maigret, questa volta roso da dubbi, saranno proprio gli scontrosi alunni del maestro.

 

35. MAIGRET DAL GIUDICE (Maigret chez le coroner, Presses Cité 1949), traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.503, 11 dicembre 1973. Brossura, pp. 198, cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: campo lungo su una parete gialla che fa da sfondo a Maigret in completo marrone e con cappotto e valigia tra le mani mentre scende verso la superficie con una scala mobile  dell’aeroporto di Tucson).

Siamo in Arizona e il dibattito bonario e familiare, che si svolge in un’affollata e caldissima aula del tribunale di Tucson, ci presenta un Maigret confuso tra il pubblico, in mezzo a spavaldi “rancheros” in un’atmosfera da film western. Il commissario segue le fasi di un’inchiesta che coinvolge 5 militari, di servizio all’aeroporto, imputati dell’assassinio di Betsy, una giovanissima ragazza ritrovata cadavere sui binari della ferrovia. L’inchiesta procede lentissima e senza colpi di scena, e Maigret rimane sconcertato dall'”ingenuità” mostrata dagli inquirenti. Nondimeno il colpevole sarà smascherato.

 

36. MAIGRET E IL PORTO DELLE NEBBIE (Le port des brumes, Fayard 1932), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.524, 12 marzo 1974. Brossura, pp. 192, cm.18,5 x 11. Titoli in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in primo piano la sagoma di Maigret con cappotto, cappello e pipa avanza nella nebbia grigia).

Di questo complicato caso Maigret non dimenticherà mai Ouistreham, un piccolo e nebbioso porto sull’Atlantico, e nemmeno “l’uomo”, così soprannominato perché non aveva un nome e rispondeva alle domande con un sorriso vacuo. Era difficile orientarsi su quella distesa che ribolliva sordamente, ma il commissario ha la tenacia di un mastino e la capacità di scendere nel cuore dei suoi “clienti”. 

 

37. MAIGRET E L’OMBRA CINESE (L’ombre chinoise, Fayard 1932), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.533, 23 aprile 1974 . Brossura, pp. 182, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: una parete bianca sul fondo e una porta da cui sta entrando Maigret con cappotto, cappello e pipa in bocca mentre davanti a lui giace con la testa riversa in primo piano il busto stilizzato e in marrone del ricco Couchet).

In una fredda sera di novembre, dietro la finestra di un palazzo di Place des Vosges che ospita 28 inquilini e un laboratorio chimico, si staglia la figura immobile di un uomo assassinato, come un’ombra cinese contro il vetro smerigliato. Si direbbe che il ricco Couchet sia stato ucciso a scopo di rapina, ma la scoperta di uno stranissimo testamento e la ricostruzione del complesso passato della vittima, inducono il commissario Maigret a una più approfondita indagine.

 

38. MAIGRET E IL CORPO SENZA TESTA (Maigret et le corps sans téte, Presses Cité 1955), traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 555, 30 luglio 1974. Brossura, pp.198, cm. 18,5 x 11. Titoli in verde. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: la testa di Maigret emerge da sinistra all’interno dell’abitacolo di un’automobile dove a dominare sono svariate tonalità di marrone).

Grazie a Jules e Robert Naud, proprietari del battello “I due fratelli”, nel canale Saint-Martin vengono rinvenuti prima un braccio e poi altri pezzi di un cadavere, la cui testa però rimane introvabile. Per questa indagine, Maigret percorre i lungosenna brumosi, entra nei bistrots e nelle brasseries, a contatto delle vittime, quelle che sono state colpite e quelle che hanno colpito.

 

39. MAIGRET E L’AFFARE STRIP-TEASE (La colère de Maigret, Presses Cité 1963), traduzione di Luisa Scandolo, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.563, 10 settembre 1974. Brossura, pp. 179 (5), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in primo la giuntura delle bretelle di Maigret colorate con diverse sfumature di marrone).

Emile Boulay, onesto proprietario di una catena di night, ha un appuntamento con la morte. E con la morte, scatta la macchina della giustizia. Maigret s’immerge nell’atmosfera un po’ ambigua dei locali notturni, interroga tutti, centellina il suo bicchiere di liquore senza perdere d’occhio la porta e gli avventori. Ma qual’è il movente? Interesse, odio, rivalità in affari?

 

40. MAIGRET E IL CANE GIALLO (Le chien jaune, Fayard 1931), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 568, 22 ottobre 1974. Brossura, pp. 168, cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in campo lungo, la figurina stilizzata di uno dei personaggi del romanzo, Jean Goyard, davanti al frontespizio marrone dell’Hôtel de l’Amiral la cui entrata sembra essere custodita da un cane giallo come il colore che domina tutta la composizione).

A Concarneau avvengono strani delitti (sparatorie, avvelenamenti con la stricnina), a cominciare da quello del rispettabile commerciante Mostaguen, ferito al ventre da un colpo di pistola mentre usciva dall’Hôtel de l’Amiral. Il commissario Maigret, appena nominato capo della Brigata Mobile di Rennes, indaga a partire da un elemento inquietante: la presenza di un cane giallo presente a ogni sciagura. Tutti gli indizi sono diretti verso una specie di colosso, un bruto che pare avercela con i notabili del paese.

 

41. MAIGRET E LA GIOVANE MORTA (Maigret et la jeune morte, Presses Cité 1954), traduzione di Gigliola Cerelli, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.575, 12 novembre 1974. Brossura, pp. 185 (7), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: primissimo piano del volto di Maigret disegnato in nero mentre osserva da vicino il tacco di una scarpa femminile marrone chiaro mentre a dominare la composizione è il bianco incorniciato in alto da una striscia rosa sulla quale sono impressi i titoli).

Una graziosa ragazza, con indosso un abito da sera azzurro e una sola scarpa argentata, viene trovata assassinata in una piazza di Parigi. Chi è la giovane morta e perché l’hanno uccisa? A fianco di Maigret c’è Lognon, l’ispettore “sfortunato”, la cui diligenza e perspicacia riscuotono l’ammirazione dello stesso commissario. Fra la Polizia Giudiziaria e lo “sfortunato” ha inizio una specie di gara alla ricerca della verità.

 

42. MAIGRET E LA CHIUSA N.1 (L’écluse n.1, Fayard 1933), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.581, 10 dicembre 1954. Brossura, pp. 172 (4), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in campo lungo e inquadrato in un disegno astratto in bianco e nero che raffigura l’interno di una imbarcazione , la silhouette di Maigret è presente in cima alle scale inquadrata in un blu notturno).

A Charenton, piccola località alle porte di Parigi, un vecchio marinaio ubriaco, nel salire sulla sua chiatta, perde l’equilibrio e precipita in acqua. Questa caduta, che a tutta prima sembra banale, rivelerà a Maigret un sordido retroscena. A complicare la situazione, prima della fine dell’inchiesta, verranno scoperti due cadaveri. Al commissario, che dovrà rimandare l’agognato pensionamento, spetta il compito di risolvere quella che dovrebbe essere la sua ultima inchiesta.

 

43. MAIGRET E LA CASA DEL GIUDICE (La maison du juge, in Maigret revient, Gallimard 1942), traduzione di Bruno Just Lazzari, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.587, 28 gennaio 1975. Brossura, pp. 185 (7), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret a figura intera e di spalle mentre indossa il suo cappotto marrone su un completo grigio in un interno col pavimento a scacchi e di fronte a una parete bianca).

Come può comportarsi Maigret declassato dai superiori, esiliato in uno scialbo comando di polizia in provincia? Anche se gli mancano le atmosfere del Quai des Orfévres, lo sconcertante giudice che gli fa una clamorosa rivelazione non gli impedisce di ricostruire le vicende drammatiche di cui viene messo a parte e di risolvere con classe inimitabile un caso singolare, poco consueto anche nella vastissima casistica del commissario.

 

44. MAIGRET AL LIBERTY BAR  (Liberty Bar, Fayard 1932), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.597, 25 marzo 1975. Brossura, pp. 192, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: primo piano stilizzato in marrone di Maigret di fronte a un uomo che vediamo di spalle, entrambi confusi con la parete di marmo rossa che campeggia nella composizione).

Cannes, Antibes, Juan-les-Pins, la Costa Azzurra: sono questi i luoghi dove Maigret indaga con la massima riservatezza sull’assassinio di William Brown, ex agente del controspionaggio francese. Ma non è solo nei luoghi dorati della “café society” che il commissario va alla ricerca del colpevole, ma anche nei sordidi vicoli del porto di Cannes e in bistrò come il “Liberty Bar” dove scopre gli indizi sulla doppia vita della vittima.

 

45. MAIGRET E IL CASO SAINT-FIACRE (L’affaire Saint-Fiacre, Fayard 1932), traduzione di Guido Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.613, 10 giugno 1975. Brossura, pp.183 (9), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: in campo lungo, Maigret con indosso un cappotto di colore arancione è chinato sul cadavere della contessa vestita di viola ed entrambi sono sovrastati dall’architettura della chiesa di Saint-Fiacre).

Un’inchiesta conduce Maigret a tornare al paese natale: il villaggio di Saint-Fiacre di Matignon dove suo padre ha fatto per trent’anni l’amministratore dei nobili del luogo. L’improvvisa e misteriosa morte dell’anziana contessa, che Maigret ha conosciuto giovane e bellissima, spinge il commissario ad abbandonare i ricordi nostalgici e a tessere la sua tela investigativa attorno al colpevole dell’efferato crimine che finisce con lo smascherarsi da sé.

 

46. MAIGRET E L’AFFITTACAMERE (Maigret en meublé, Presses Cité 1951), traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.624, 5 agosto 1975. Brossura, pp. 192, cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso e in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret riflesso di spalle sullo specchio del lavandino casalingo dalle pareti azzurre dove campeggia la sua pipa posata sul bordo).

L’affittacamere è l’attempata signora Clément, bionda e voluminosa. Il commissario Maigret si trasferisce nel suo comodo appartamento di boulevard Richard-Lenor per scoprire chi abbia tentato di assassinare Janvier, uno dei suoi fedelissimi collaboratori. Sarà stato uno degli abituali inquilini della compiacente signora? Che cosa aveva scoperto di tanto importante il povero Janvier durante uno dei suoi appostamenti?

 

47. MAIGRET E IL LIBANESE (Maigret et l’affaire Nahour, Presses Cité 1966), traduzione di Tina Honsel, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.633, 21 ottobre 1975. Brossura, pp.184 (8), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: primo piano di una porzione del volto di Maigret, il profilo del suo naso e della sua pipa bianca che emerge da una porta bianca e si staglia di fronte a una parete gialla).

Risvegliato in una notte d’inverno da una telefonata dell’amico dottor Pardon, il commissario indaga su un delitto già consumato nell’ambiente dell’alta società. Seguendo la pista dell’assassino si troverà di fronte a giocatori incalliti e a facoltosi personaggi che sotto l’apparenza di un lusso sfrenato nascondono angosce e debolezze.

 

48. MAIGRET E LA VECCHIA SIGNORA DI BAYEUX, racconti, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.635, 11 novembre 1975. Brossura, pp. 190, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su un fondo bianco si staglia la figura intera di Maigret di spalle in giacca grigia che stringe tra le mani intrecciate dietro la schiena la fotografia della vecchia signora di Bayeux).

La vecchia signora di Bayeux  (La veille dame de Bayeux, 1937), traduzione di Elena Cantini

I maialini senza coda  (Le petit cochons sans queue, 1946), traduzione di Anna Ferraris

Il notaio di Châteauneuf  (Le notaire de Châteauneuf, 1937), traduzione di Elena Cantini

Un certo signor Berquin (Un certain Monsieur Berquin, 1946), traduzione di Anna Ferraris

Quattro inchieste di Maigret: la prima lo conduce sul luogo dove è stato rinvenuto il cadavere della ricca vedova di Bayeux per scoprire che una morte naturale c’è stata, è vero, ma non quella della vecchia signora; la seconda lo costringe ad assecondare l’ansia della giovane Germaine che ha scoperto nel cappotto del marito scomparso un maialino senza coda di porcellana, un segno per lei allarmante; nel terzo è costretto a cambiare identità diventando il signor Legros di Bergerac, vecchio compagno d’armi del notaio Châteauneuf ; nel quarto racconto ha a che fare con il bizzarro signor Berquin e la sua notte memorabile.

 

49. MAIGRET E L’AFFARE PICPUS (Signé Picpus, Gallimard 1944), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 645, 3 febbraio 1976. Brossura, pp. 174, cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso porpora e in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadratura dall’alto in campo lungo della sagoma in giallo di Maigret, circondato da quattro dei suoi uomini in abito nero, che raggiunge la propria auto d’ordinanza al centro di una piazza la cui pavimentazione è composta da un mosaico di pietra marrone ).

Maigret si imbatte in uno strano ometto magro e smorto che lo avverte di aver trovato in un bar un messaggio allucinante: “Domani alle cinque del pomeriggio ucciderò la chiromante. Firmato Picpus”. Ma le chiromanti a Parigi sono centinaia e nemmeno Maigret è in grado di prevenire un delitto. Un’alternativa però rimane e al commissario non resta che muoversi tra indizi malcerti, in questo misterioso intrigo che coinvolge i sordidi ambienti della malavita locale.

 

50. MAIGRET E IL VAGABONDO (Maigret et le clochard, Presses Cité 1963), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.693, 20 luglio 1976. Brossura, pp.164 (8), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: al centro dell’elementare disegno in nero su fondo bianco le figure stilizzate di Maigret in completo a scacchi e camicia gialla di fronte al clochard Toubib che indossa un cappotto grigio, entrambi incorniciati in uno spazio bianco sul cui orizzonte si notano un rimorchiatore nero e un’automobile rossa).

Per la prima volta, Maigret deve far luce sul tentato omicidio di un clochard, conosciuto dai compagni come il Toubib (il medico). Chi voleva morto un uomo che non ha mai dato noia a nessuno e che, quando ha potuto, è stato di conforto agli altri? E, se vittima di una vendetta, che colpa ha commesso in passato per esserne perseguitato a distanza di tanti anni?

 

51. MAIGRET A VICHY (Maigret à Vichy, Presses Cité 1968), traduzione di Sarah Cantoni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 698, 6 agosto 1976. Brossura, pp. 178 (12), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: figura intera di Maigret in tenuta estiva con giacca nera, pantaloni e cappello gialli, seduto nella sedia di un giardino col volto rivolto all’orizzonte verde che lo circonda).

Maigret è deciso a recarsi in vacanza a Vichy per riposarsi e sottoporsi a una dieta rigorosa con l’ausilio delle salutari acque termali del luogo. Purtroppo tutto questo non dura a lungo. Infatti, interpellato dalla polizia locale a proposito di un caso di strangolamento, il commissario è costretto a riprendere il suo tono professionale per sfoderare il suo infallibile metodo d’indagine.

 

52. LA PRIMA INCHIESTA DI MAIGRET (La premerière enquête de Maigret, Presses Cité 1949), traduzione di Enzo De Michele, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.713, 28 settembre 1976. Brossura, pp. 192, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su fondo giallo primo piano di Maigret in giacca viola a righe gialle con alle spalle la torre Eiffel colorata di rosa).

Un Maigret poco più che ventenne, agli inizi della carriera, che crede di poter modificare il destino altrui e che tiene il broncio come un ragazzino allorché, dopo avere scoperto l’autore di un insospettato delitto, vede l’opera della giustizia frustrata dalla potenza finanziaria e politica delle persone che sarebbero coinvolte nello scandalo se la faccenda diventasse di dominio pubblico.

 

53. MAIGRET E GLI ARISTOCRATICI (Maigret et les vieillards, Presses Cité 1960), traduzione di Bruno Just Lazzari, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.717, 12 ottobre 1976. Brossura, pp. 176, cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: all’interno di un riquadro giallo, il profilo di Maigret  in giacca verde appare riflesso in uno specchio con cornice neoclassica e con alla base un ripiano dello stesso stile ricolmo di oggetti, il tutto minuziosamente riprodotto in una composizione dominata dal colore marrone delle pareti).

Maigret si muove a disagio, e con la sensazione di trovarsi in un contesto assurdo, in questa inchiesta che riguarda la morte dell’inoffensivo conte Armand de Saint-Hilaire. Né il nipote del conte, Alain Mazeron, né Jacquette Larrieu, la vecchia domestica, né infine la dolce principessa Isabelle de V., amica carissima dell’aristocratico, offrono una chiave attendibile per risolvere questo strano caso dai patetici risvolti.

 

54. LA COLLERA DI MAIGRET (Maigret se fâche, Presses Cité 1947), traduzione di Giannetto Bongiovanni, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.721, 29 ottobre 1976. Brossura, pp.171 (5), cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: all’interno di un riquadro giallo, Maigret a figura intera e di profilo appare in camicia marrone chiaro con in mano una sedia bianca, immerso nelle diverse tonalità di marrone che caratterizzano cromaticamente la composizione).

Nonostante i giorni d’ozio a Meung-sur-Loire, Maigret si concede qualche inchiesta per tenersi in allenamento. Si tratta di un affare assai intricato e torbido il cui perfido artefice è un certo Malik, un riccone che tanti anni prima era stato compagno di scuola del commissario e che ora è pronto a procurargli una delle più grosse arrabbiature di tutta la sua vita di poliziotto.

 

55. MAIGRET E LA RAGAZZA DI PROVINCIA (L’inspecteur Cadavre, in Signé Picpus, Gallimard 1944), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.745, 22 febbraio 1977. Brossura, pp. 190, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: all’interno di un riquadro giallo, l’immagine sfumata di Maigret di profilo nel proprio letto con indosso un pigiama bianco a righe celesti e con di fronte, seduta, Geneviève Naud, capello rosso, giacca nera aperta, camicia gialla e autoreggenti in vista sulle cosce accavallate, il tutto su fondo rosa).

Come dire di no al giudice Bréjon per un solleticante caso? Maigret parte per Saint-Aubin, un piccolo paese della Vandée. Si deve indagare sulla morte del ventenne Albert, trovato stritolato da un treno. Il commissario deve fronteggiare la strana omertà degli abitanti del luogo fino a scoprire una spiacevole situazione riguardante la famiglia del commerciante Etienne Naud, a cui in seguito “consiglierà” un utile espatrio.

 

56. UN’OMBRA SU MAIGRET  (Cécile est morte, in Maigret revient, Gallimard 1942), traduzione di Bruno Just Lazzari, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.759, 12 aprile 1977. Brossura, pp.174, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto:  su fondo arancione si staglia il profilo in nero e viola di Maigret mentre passeggia con cappotto, cappello e pipa tra le labbra).

Maigret non si dà pace, Cecile ha trovato la zia strangolata. Ma il bello è che Cecile stessa è sparita. Da Filadelfia arriva un collega venuto a studiare i metodi del più famoso poliziotto di Francia proprio mentre questi intuisce una terribile realtà: anche Cécile può essere morta. E difatti la ragazza viene rinvenuta, strangolata a sua volta, non lontano dal Comando della Polizia Giudiziaria. Con qualche senso di colpa, Maigret si domanda: è stata lei a uccidere sua zia? Poi scopre che, in questa inchiesta, l’amore fraterno c’entra e può spiegare molto.

 

57. BEN TORNATO, MAIGRET (Maigret et son mort, Presses Cité 1948), traduzione di Ester Quercioli, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.779, 24 giugno 1977. Brossura, pp.232 (8), cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su fondo giallo la figurina di Maigret in camicia rosa e pantaloni marroni a righe nere appare di profilo mentre parla a un telefono il cui filo domina la composizione intrecciandosi fino all’altra cornetta a cui è appeso l’uomo in pericolo all’inizio di questa nuova inchiesta).

Maigret ha a che fare con un uomo che, nel corso di una strana telefonata, si dichiara inseguito da fantomatici assassini, e con una vecchia signora, seduta nel suo ufficio al Quai des Orfèvres, che gli racconta un’assurda storia di parenti avvelenatori. Ma poi il poveretto della telefonata viene rinvenuto ucciso, e col volto sfigurato, in piena place de la Concorde, e al commissario non resta che condurre un’inchiesta imbottito di aspirine e grog perché in preda a una fastidiosa influenza.

 

58. MAIGRET NELLA CASA DEI FIAMMINGHI (Chez les Flamands, Fayard 1932), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 782, 8 luglio 1977. Brossura, pp. 190, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero e in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: all’interno di un riquadro giallo, la composizione mostra Maigret irrorato di rosso avviatosi lungo un sentiero illuminato dalla luna gialla verso la casa dei Fiamminghi immerso in un buio solcato da nuvole marroni).

La giovane Germaine Piedbœuf è scomparsa misteriosamente da quando, una sera, è entrata nella casa dei Fiamminghi. E, a Givet, i Fiamminghi sono odiati da tutti. Anche per Maigret la vita non è facile. L’incarico è ufficioso e l’ambiente che lo circonda decisamente ostile. Si tratta un delitto? Questo si chiede il commissario tra un sorso di ginepro e una fetta di torta casalinga.

 

59. MAIGRET E I TESTIMONI RETICENTI (Maigret et les témoins récalcitrants, Presses Cité 1959), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.791, 9 agosto 1977. Brossura, pp.180 (8), cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: all’interno di un riquadro giallo, l’immagine in campo lungo e vista dall’alto di Maigret in tenuta estiva bianca seduto con il cappello tra le mani in un divano grigio a righe marroni dell’anticamera di casa Lachaume dove a dominare sono le tonalità del marrone e del grigio).

In una grande vecchia casa della periferia parigina abitata da una famiglia un tempo importante, i Lachaume, è avvenuto un omicidio. Nonostante avverta il peso degli anni, Maigret usa la tattica consueta per la sua indagine: cautela, pazienza, perspicacia nel soppesare sguardi e silenzi, allusioni e reticenze. E in più fronteggia l’arroganza di un giovane giudice istruttore, rigido e ficcanaso.

 

60 / 61. COFANETTO NON NUMERATO contenente:

MAIGRET E L’UOMO SOLO (Maigret et l’homme tout seul, Presses Cité 1971), PRIMA EDIZIONE ITALIANA,  traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar (non numerato), settembre 1977 (ristampa nella stessa collana: Gli Oscar, n.1248, 1980). Brossura, pp.160, cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: all’interno di un riquadro giallo, su un fondo bianco si staglia il profilo di Maigret in camicia rosa e bretelle marroni seduto a guardare le foto che tiene tra le mani mentre sopra di lui uno dei suoi assistenti, disegnato in nero, gliene passa un’altra).

In un’afosa giornata d’estate, alle Halles di Parigi, Maigret fa una delle scoperte più sensazionali della sua carriera. In uno scenario allucinante, viene rinvenuto il cadavere di un uomo. I suoi vestiti laceri e sporchi contrastano con i tratti distinti del suo volto. Possibile che sia proprio uno dei tanti vagabondi di Parigi? Nonostante gli sforzi di Maigret e dei suoi collaboratori, l’identità dell’uomo rimane ignota. Soltanto dopo estenuanti ricerche, quello strano vagabondo prenderà un nome preciso e dietro ad esso si delineerà una patetica e tragica storia d’amore.

MAIGRET E IL SIGNOR CHARLES (Maigret et Monsieur Charles, Presses Cité 1972), PRIMA EDIZIONE ITALIANA, traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar (non numerato), settembre 1977 (ristampa nella stessa collana: Gli Oscar, n.1249, 1980). Brossura, pp.144, cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: all’interno di un riquadro giallo, l’immagine stilizzata su fondo bianco del profilo di Maigret con cappotto nero a quadratini bianchi piegato a guardare la vittima della sua nuova inchiesta insieme a due gendarmi in divisa nera).

Una strana donna vittima dell’alcool, un uomo importante sempre in cerca di evasioni sentimentali che all’improvviso scompare, sono i personaggi che danno vita a questa appassionante inchiesta di Maigret. Di night in night, il commissario indaga per sapere chi ha visto il signor Charles vivo per l’ultima volta. Tutti gli interrogati parlano di lui con simpatia e ammirazione: era allegro, cordiale e generoso. Chi dunque può averne desiderato la morte? Maigret intuisce che la chiave del mistero è la solitudine e l’infelicità della moglie dell’uomo. Da quanto tempo beve e perché? C’è forse un’amante nella sua vita? Come mai tutti le sono così ostili?

〈 Nel cofanetto in cartoncino nero e con un’immagine di superficie marmorizzata dove fa capolino, in basso a destra, la silhouette nera del profilo di Maigret, è presente, insieme agli altri due volumi, la pubblicazione

LE RICETTE DELLA SIGNORA MAIGRET (Le cahier de recettes de Madame Maigret, 1974) di Robert J. Courtine, PRIMA EDIZIONE ITALIANA, con una prefazione di Georges Simenon e la traduzione di Savina Roggero (Milano, Mondadori, Gli Oscar, non numerato, settembre 1977. Brossura, pp. 158, cm.18,5 x 11. Copertina di Ferenc Pintér in arancione con scritta riquadrata del titolo in bianco e nero) 〉

 

62. UNO SCACCO DI MAIGRET (Un échec de Maigret, Presses Cité 1956), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.814, 4 novembre 1977. Brossura, pp.170 (4), cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su fondo nero, Maigret in giacca verde e con una mano sulla fronte osserva la figura piegata del calvo Fumal, in giacca arancione a scacchi marroni).

Nei momenti di malumore è doppiamente duro per Maigret affrontare alcuni problemi ingarbugliati. Non solo la turista inglese  Muriel Britt sparisce dalla circolazione ma pure Fumal, grossolano e un po’ vigliacco re dei macellai, finisce impallinato praticamente sotto i suoi occhi. Il commissario è sotto osservazione a causa di pretestuose lagnanze provenienti da un personaggio autorevole ed è costretto a impegnarsi a trovare l’assassino del famigerato macellaio.

 

63. MAIGRET IN OLANDA (Un crime en Hollande, Fayard 1931), traduzione di Guido Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.840, 17 febbraio 1978. Brossura, pp.176, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: Maigret a figura intera, in completo verde scuro, mentre avanza con alle spalle una porzione di paesaggio olandese che mostra un mulino a vento e un orizzonte verde solcato da nuvole grigie).

Maigret viaggia fino a Delfzijl, al nord dell’Olanda. Gli preme di vedere se è proprio un suo compatriota, il professor Jean Duclos, l’autore dell’assassinio di Conrad Popinga, ex capitano di lungo corso e insegnante in quella locale scuola navale. Fra gli stranissimi casi che hanno costellato la professione del commissario, uno dei più singolari gli capita qui: dover cominciare l’inchiesta aiutando una ragazza a far nascere un vitello di razza pura.

 

64. MAIGRET VIAGGIA (Maigret voyage, Presses Cité 1957), traduzione di Gilberto Rossa, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.846, 10 marzo 1978. Brossura, pp. 192, cm. 18,5 x 11. Titoli in rosso e in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: sul fondo azzurro del cielo, in primo piano c’è il muso di un aereo di linea e Maigret in giacca nera e camicia arancione che, tenendosi il cappello e con una borsa in mano, si appresta a raggiungerlo per imbarcarsi).

Maigret è costretto a viaggiare per una delicata inchiesta su un famoso miliardario inglese trovato morto nello stesso albergo parigino dove una contessa italiana ha tentato il suicidio. Il commissario deve fare buon viso a cattivo gioco nel trattare con i guanti gente che non stima come John T.Arnold, grande amico del miliardario assassinato, che riesce a metterlo a disagio. Dopo numerosi appostamenti e spostamenti, l’istruttoria deve ricominciare dall’inizio.

 

65. UN NATALE DI MAIGRET (Un Noël de Maigret), racconti, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 857, 18 aprile 1978. Brossura, pp. 190, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: inquadrato dall’alto, sul frontespizio verde del palazzo dove abita, c’è Maigret con vestaglia marrone e sciarpa rosa affacciato alla finestra, e alle sue spalle un albero di Natale).

Un Natale di Maigret (Un Noël de Maigret, Presses Cité 1951), traduzione di Corrado Pavolini

Sette croci in un’agenda (Sept petit croix dans un carnet, Presses Cité 1951), traduzione di Bianca Tamassia Mazzarotto

Nel primo racconto c’è un fantomatico Babbo Natale che dona una bambola a una piccola inferma. Da qui parte un’inchiesta che il commissario conduce da casa, in pantofole e vestaglia, con il profumo del pranzo natalizio preparato dalla signora Maigret. Il secondo racconto descrive l’emozionante caccia a un folle criminale per strappargli dalle mani un bambino e restituire la pace a un padre disperato. Protagonista è un modesto telefonista della Centrale di polizia, zio del piccolo scomparso, che almeno il giorno di Natale si sentirà qualcuno.

 

66. LE MEMORIE DI MAIGRET (Les memoires de Maigret, Presses Cité 1951), traduzione di Paolo Braccialarghe, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.877, 27 giugno 1978. Brossura, pp. 176, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: una cornice ovale di colore nero su fondo bianco dove, sfumata, c’è la foto di Maigret bambino sulle gambe del padre, mentre il vetro riflette la sagoma nera di Maigret adulto, sullo sfondo e di profilo, attraverso la griglia marrone di una finestra).

Maigret vuota il sacco, si confessa? O invece vuol mettere nero su bianco per chiarire come sia diventato poliziotto e fino a che punto abbia amato il suo mestiere? Interrogativi perplessità ricordi. Parigi con i lampioni a gas, con le carrozze tirate da vecchi ronzini, con le Halles e i sordidi alberghetti di Saint-Antoine, e il quai des Orfèvres dove Maigret occupava una stanzetta con la stufa a carbone prima di entrare nella Brigata Speciale e diventare un personaggio importante, come afferma lui stesso in questo singolare libro di memorie.

 

67. GLI SCRUPOLI DI MAIGRET (Les scrupules de Maigret, Presses Cité 1958), traduzione di Guido Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.886, 28 luglio 1978. Brossura, pp.188, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: una cornice viola e un fondo bianco danno rilievo all’immagine di Maigret con cappotto e cappello grigio-viola mentre osserva il plastico di un trenino giocattolo che ruota sui binari intorno a lui).

Il 10 gennaio, mentre la gente vive al rallentatore nei giorni dopo le feste, Maigret apprende da un certo Xavier Marton che la moglie di questi ha intenzione di ucciderlo. Per il famoso neurologo Steiner il povero Marton non è che un nevrotico almeno fino a quando il suo cadavere fu scoperto riverso a metà tra il letto e la scala a chiocciola. Al commissario non resta che trattare col giudice Coméliau che deve istituire il processo e interrogare un medico sull’orlo della follia.

 

68. IL MIO AMICO MAIGRET (Mon ami Maigret, Presses Cité 1949), traduzione di Felice Dessì, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.897, 19 settembre 1978. Brossura, pp.200 (8), cm. 18,5 x 11. Titoli in bianco e in arancione. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: dalla prospettiva di una finestra aperta si vede Maigret in abito estivo giallo e cappello di panama bianco su una spiaggia accanto a una barca bianca con l’orizzonte marino sullo sfondo).

A Porquerolles, una piccola isola del Mediterraneo, è stato ucciso Marcellino Pacaud, la cui donna Maigret ha aiutato a uscire dalla palude della malavita parigina. Un solo indizio: il nome di Maigret che la vittima, poco prima di morire, aveva vantato come suo amico. Da qui prende l’avvio l’inchiesta, impegnativa quanto imbarazzante. Mister Pyke, ispettore di Scotland Yard, segue come un’ombra il commissario, rivelandosi un buon compagno, attento e discreto nel porgere il suo aiuto.

 

69. MAIGRET E IL LETTONE (Pietr-le-Letton, Fayard 1931), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.1013 (Oscar Gialli, n.35), 6 agosto 1979. Brossura, pp.192, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: il vagone verde di un convoglio ferroviario sulle rotaie della stazione dal cui finestrino si affaccia Maigret con un cappello giallo in testa e la pipa in bocca).

La polizia segue Pietro il Lettone, famoso furfante, infilatosi in uno scompartimento dell’Espresso “Stella del Nord” sulla rotta Bruxelles-Parigi. Maigret vuole sapere se scenderà a la Gare du Nord e si reca in quella stazione. Il piano accuratamente studiato viene buttato all’aria. Torrance, fedele collaboratore del commissario, viene trovato cadavere in una stanza del Majestic. E Maigret deve pure vedersela col giudice istruttore che si preoccupa di una sfilza di stranieri facoltosi implicati nella vicenda.

 

70. LA RAGAZZA DI MAIGRET (Félicie est la, in Signé Picpus, Gallimard 1944), traduzione di Roberto Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 1041 (Oscar Gialli, n.41), 10 ottobre 1979. Brossura, pp.181 (11), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: sullo sfondo di una parete grigia e inquadrato di scorcio,  Maigret in abito azzurro osserva, davanti a una tavola gialla su cui sono posati una caffettiera azzurra e una tazzina bianca, una ragazza dalla carnagione rosa che indossa solo una sottana nera).

Nonostante abbia 24 anni, Félicie sembra una ragazzina irresponsabile coinvolta in una squallida situazione. E si diverte a ostacolare le indagini di Maigret sull’assassinio di Jules Lapie, detto Gamba di Legno, proprietario della villa dove Félicie lavora come domestica. Se il commissario non sapesse usare la propria autorità e non si rendesse conto che per “metter dentro” non bastano soltanto dei sospetti, la ragazza si troverebbe nei guai.

 

71. MAIGRET SI SBAGLIA (Maigret se trompe, Presses Cité 1953), traduzione di Bianca Tamassia Mazzarotto, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n. 1106 (Oscar Gialli, n.46), 26 ottobre 1976. Brossura, pp. 190, cm. 18,5 x 11. Titoli in giallo. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: piano americano dell’immagine sfumata in bianco di Maigret, con cappotto e cappello, mentre preme il pulsante di un ascensore di colore viola su cui è salito, sullo sfondo di una rampa di scale con pareti bianche e rosa).

Per la prima volta, Maigret batte una falsa pista cercando l’omicida di Lulù, una giovane e bella mondana assassinata con un colpo di pistola. Il commissario è veramente preoccupato: la pipa gli si spegne tra le labbra, i bicchieri di birra lo aspettano invano sul banco della Birreria Dauphine. Questa volta l’avversario da battere è molto forte, un personaggio importante quanto lui. Chi ne fa le spese, almeno per qualche giorno, è Pierrot, il sassofonista amico di Lulù.

 

72. MAIGRET È SOLO (Maigret chez le ministre, Presses Cité 1955), traduzione di Lidia Ballanti, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.1276 (Oscar Gialli, n.67), 29 ottobre 1980. Brossura, pp. 211 (12), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero e in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: stagliata su fondo bianco c’è l’immagine a figura intera di Maigret in vestaglia nera a scacchi bianchi che sta per calzare le pantofole marroni ancora ai suoi piedi, davanti a una poltrona grigia a strisce nere con alla base un bicchiere di porto).

A Maigret non piace la politica. Ed eccolo convocato, quasi di prepotenza, nell’appartamento privato di un ministro, al quale è stato sottratto un importantissimo documento. In questo losco affare sono coinvolti grossi nomi della finanza, perciò, se non si vuole compromettere la reputazione dell’onesto ministro, bisogna assolutamente risolvere l’intricata faccenda. Il peso della responsabilità è tutto sulle spalle del commissario.

 

73. MAIGRET E IL LADRO (Le voleur de Maigret, Presses Cité 1967), traduzione di Laura Guarino, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.1392 (Oscar Gialli, n.77), 3 agosto 1981. Brossura, pp. 196 (10), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su un foglio a quadretti e con una cornice rosa, la figura stilizzata di Maigret in giacca verde con una mano appesa alla maniglia di un autobus mentre subisce il furto del portafoglio giallo sottrattogli da una mano che irrompe al lato dalla cornice).

Maigret subisce la beffa di venire borseggiato in un autobus. Ma poi si vede restituire il portafogli intatto dal giovane François Ricain, abile ladro la cui piccante moglie, Sophie, viene trovata uccisa. Partire dal dato di fatto del portafogli rubato al poliziotto più famoso di Francia e giungere a un finale incredibilmente “logico”, lascia un po’ l’amaro in bocca anche al grande commissario.

 

74. L’INNAMORATO DELLA SIGNORA MAIGRET, racconti, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.1436 (Oscar Gialli, n.81), 18 novembre 1981. Brossura, pp. 192, cm. 18,5 x 11. Titoli in nero e in rosso. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su un fondo rosa emerge la figura di Maigret in giacca e cravatta nera che fa capolino a destra della composizione osservando l’uomo con completo nero e cappello riverso su una panchina marrone chiaro di un giardino pubblico mentre, attorno ai due, cadono foglie verdi). 

L’innamorato della signora Maigret (L’amoureux de Madame Maigret, 1937), traduzione di Elena Cantini

Un errore di Maigret (Une erreur de Maigret, 1936), traduzione di Elena Cantini

Vendita all’asta (Vente à la bougie, 1939), traduzione di Anna Ferraris

Il delitto di Bagatelle (L’homme dans la rue, 1939), traduzione di Anna Ferraris

Il lutto di Fonsine (Le deuil de Fonsine, 1945), traduzione di Elena Cantini

L’uomo con la barba (Nicolas ou L’homme à la barbe, 1945), traduzione di Elena Cantini

La spilla a ferro di cavallo (L’épingle en fer à cheval, 1941), traduzione di Elena Cantini

Il negro si è addormentato ( Le nègre s’est endormi, 1940), traduzione di Elena Cantini

La signora Maigret ha un innamorato, un fedelissimo uomo di mezza età che ogni giorno, per alcune ore, si siede su una panchina dei giardini pubblici di fronte alle finestre di casa Maigret. Ma un bel giorno il misterioso personaggio viene rinvenuto cadavere, colpito al cuore da una pallottola sparata da una finestra limitrofa. Si scopre poi che si tratta di un giovane con un trucco che lo faceva apparire più anziano. Il commissario apre un’indagine con l’ausilio della moglie che si sente parte in causa. A questo racconto ne seguono altri fra i più avvincenti del vastissimo repertorio di Simenon.

 

75. UNA CONFIDENZA DI MAIGRET (Une confidence de Maigret, Presses Cité 1959), traduzione di Elena Cantini, Milano, Mondadori, Gli Oscar, n.1611 (Oscar Gialli, n. 104), 10 dicembre 1982. Brossura, pp. 169 (5), cm. 18,5 x 11. Titoli in nero. Copertina di Ferenc Pintér (soggetto: su un fondo di color rosa,  la sagoma stilizzata di Maigret in camicia azzurra seduto in una poltrona nera con alle spalle il dottor Pardon in camicia bianca e bretelle intento a telefonare).

A cena dai Pardon con la moglie, Maigret confida al suo più caro amico lo sgomento provato di fronte al caso di Adrian Josset. Il quarantenne nato a Sète era stato accusato di aver assassinato la moglie con ventitré coltellate. Ma le cose stavano davvero così? Ma molto spesso il commissario ha paura che la verità gli scappi fra le mani rivelandosi un pazzesco gioco del caso.

 

NELLA GALLERY DI QUESTA SCHEDA SONO PRESENTI IMMAGINI DELLE COPERTINE REALIZZATE DA FERENC PINTÉR PER QUESTA COLLANA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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