martedì, 1 dicembre 2020

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Palermo Ridens o La capitale mancata del comico in “Luci sulla città -Tutti i film girati a Palermo dalle origini al 2000″ – Associazione Culturale ASCinema-Archivio Siciliano del Cinema

Palermo Ridens o La capitale mancata del comico in “Luci sulla città -Tutti i film girati a Palermo dalle origini al 2000″ – Associazione Culturale ASCinema-Archivio Siciliano del Cinema

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Tipologia:  Saggio

Data/e:  Agosto 2020

Autore:  Umberto Cantone

Articolo: 

 

Che Palermo non sia stata la capitale della commedia alla siciliana, uno dei filoni peculiari della via popolare al made in Italy cinematografico nel secolo scorso, lo si rileva limitandosi a scorrere la catalogazione geografica delle sue location.

Non c’è dubbio, infatti, che durante il periodo produttivo su cui il presente libro indaga fermandosi alle soglie degli anni Duemila, il luogo Palermo, inteso come spazio scenico generatore di fiction, sia stato quasi sempre utilizzato come contenitore o fondale di trame e performance, anziché come paesaggio “in divenire”, simbolicamente eloquente e conduttore di quell’epica minore del quotidiano sulla cui rappresentazione si è fondata, nella storia del cinema italiano, l’efficacia demistificatrice della macchina comica.

E se lo stesso non può dirsi degli altri territori inclusi nella mappatura di quella che il critico palermitano Vittorio Albano definì una volta la Sicilia ridens cinematografica (a cominciare da Catania, la sua capitale elettiva), il merito va ascritto soprattutto all’influenza esercitata, in quel contesto, da una solida tradizione letteraria e teatrale novecentesca che, attraverso i suoi poliedrici protagonisti (da Pirandello a Martoglio, da Brancati a Patti), ha imparato a dialogare  efficacemente con i codici espressivi e i registri tematici del medium cinematografico.

Si deve dunque al funzionamento di questo mélange tra pratiche diverse il relativo successo del cinema comico (e di tutte le sue categorie) ambientato in Sicilia a partire dagli anni ’50.

Per quel che riguarda la nostra indagine su Palermo e la sua provincia, parliamo di un numero limitato di film girati e raramente prodotti nell’Isola.

Sono gli esemplari di un cinema di genere abituato a conformarsi, con alterni risultati, alle esigenze del mercato, costringendo i suoi artigiani ad abbandonare ogni ambizione o velleità “artistica” spesso a favore di una loffia medietà, e contribuendo a diffondere alcuni di quei cliché (primo tra tutti, l’uso e abuso di un dialetto siciliano stereotipato e improbabile) che nel tempo  hanno alimentato, edulcorandola, l’immagine della Sicilia e delle sue tante dimensioni e metafore identitarie, per altri versi esplorate dal cinema “d’autore”, che ha invece preferito preservare, di quell’immagine, il mistero e l’illeggibilità.

Non resta che prendere atto dell’inerzia, iconica prima che culturale, rilevabile nella maggioranza dei prodotti appartenenti al genere comico e alla commedia girati a Palermo durante il periodo preso in esame nel presente capitolo. Davvero sono pochi i film del nostro elenco che si sono mostrati all’altezza della connaturata intelligenza di quel cinema di serie votato alla “regionalizzazione”, che in qualche caso ha saputo ben nutrirsi delle cosiddette pratiche basse (il circo, l’avanspettacolo, il varietà).

E dire che la maniera del comico e della commedia “alla siciliana” ha riconosciuto come proprio modello testuale il magistrale dittico di Pietro Germi, Divorzio all’italiana e Sedotta e abbandonata.

 

(… )