martedì, 12 dicembre 2017

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Missione di morte (Cornered, Stati Uniti 1945) di Edward Dmytryk – Dvd della edizione italiana

Missione di morte (Cornered, Stati Uniti 1945) di Edward Dmytryk – Dvd della edizione italiana

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Regia:  Edward Dmytryk

Genere:  Drammatico, Noir

Origine:  Stati Uniti

Anno:  1945

Da vedere:  * * *

Sceneggiatura:  John Paxton

Cast:  Dick Powell, Walter Slezak, Micheline Cheirel, Nina Vale, Morris Carnovsky, Edgar Barriera, Steven Geray, Jack La Rue, Gregory Gaye, Luther Adler

Formato:  Dvd 1 disco. Video: 1.33:1 / Audio: Mono Dolby Digital

Edizione:  Prima in Dvd del 2008

Casa di produzione:  Sony Pictures Home Entertainment

Lingua:  Inglese, Italiano

Durata:  100 minuti

Sottotitoli:  Italiano

Direttore della fotografia:  Harry J. Wild

Colore/BN:  Bianco e Nero

Note: 

Prima edizione italiana in Dvd di  Missione di morte  (Cornered, Stati Uniti 1945) di Edward Dmytryk. Scritto da John Paxton con la supervisione di Ben Hecht è un cupo dramma ad alta tensione con qualche venatura noir ed espliciti riferimenti politici nella trama incentrata sulla caccia a un pericoloso neonazista. Qualche anno dopo l’uscita di Cornered, Dmytryk, insieme a Luther Adler (qui interprete dell’imprendibile criminale Jarnac) e al produttore del film Adrian Scott, finirono sulla lista nera di McCarthy.       

Sinossi: 

Alla fine della seconda guerra mondiale, l’aviatore canadese Laurence Gerard (ex prigioniero di guerra) torna in Francia per scoprire chi ha ordinato il massacro in cui è rimasta coinvolta la sua giovane sposa, membro della Resistenza francese, che lui aveva abbandonato per recarsi al fronte a venti giorni dalle nozze. Il padre di lei, Etienne Rougon, gli rivela che il nome del colpevole: Marcel Jarnac, un collaborazionista di Vichy ritenuto morto nel 1943. Gerard sospetta che l’uomo sia ancora vivo, nonostante il fatto che di lui non esistano foto o rapporti recenti. Nel rogo in cui è stato ucciso un collaboratore di Jarnac, Gerard trova la prima pagina parzialmente bruciata di un dossier sull’uomo e una busta indirizzata a una certa signora Jarnac, sua moglie. L’indirizzo del mittente sulla busta indirizza Gerard a Buenos Aires, dove forse potrà incontrare la vedova di colui che sta cercando .

Quando arriva all’aeroporto, prima di sistemarsi in un albergo che diventa la sua base operativa, Gerard è accolto da Melchior Incza, un tipo mellifluo che sembra sapere tutto di lui e che gli offre aiuto. Gerard si limita ad accettare da Incza un invito a una festa organizzata dal ricco e ambiguo uomo d’affari Tomas Camargo, una preziosa occasione per venire in contatto con l’ambiente sociale della vedova Jarnac. E infatti, egli la incontra proprio lì, insieme all’avvocato Manuel Santana, zio di Camargo. 

Gerard mette sotto torchio la donna, che però si rifiuta di collaborare mostrandosi impaurita. E allora egli comincia a seguirla con tale insistenza da attirare la riprovazione di Santana, il quale gli intima di desistere dall’impresa, adducendo ragioni misteriose. Più tardi, Gerard scopre nella sua stanza d’albergo Diego, un cameriere sospetto. Poi è la vedova Jarnac a farsi viva, impegnandosi a fornire informazioni preziose. Una lettera svela a Gerard che Jarnac, ancora vivo, sta per lasciare Buenos Aires e che egli deve seguire le tracce di tale Ernest Dubois per scoprire il luogo dove si nasconde il criminale.

Ma Gerard scopre ben presto di essere rimasto invischiato in un equivoco pericoloso. A convincerlo del fatto di trovarsi su una falsa pista sono l’avvocato Santana e il “cameriere” Diego: i due sono ex membri della resistenza intenzionati, insieme a Dubois, a sgominare Jarnac e la sua spietata organizzazione neo-nazista. In più, Gerard apprende che la vedova Jarnac è una ragazza innocente che è stata costretta a sposare un uomo mai visto per regalare a lui la cittadinanza argentina.   

Gerard si mette in testa d’ingannare il viscido Incza, facendogli credere di possedere un dossier completo (sottratto al rogo) su Jarnac. Per impossessarsene, Incza e alcuni suoi complici svaligiano inutilmente la cassaforte dell’hotel dove risiede Gerard.  

Rimasto a mani vuote, Incza indirizza Gerard a un finto incontro con Camargo, e poi comincia a rovistare nella camera dell’uomo alla ricerca del dossier. Quando viene sorpreso da Diego, ancora nei panni del cameriere, Incza lo uccide con un colpo di pistola a bruciapelo. Nel frattempo, Gerard è stato intrattenuto dalla seducente signora Camargo, che tenta di fargli dimenticare il ricordo di quella moglie troppo giovane e troppo magra sposata per soli venti giorni. Gerard sembra cedere alla tentazione della dark lady, ma poi si ritrae con un beffardo “Me ne vado perché qui mi annoio”.  

Tornando nella sua stanza dove giace il cadavere del povero Diego, Gerard è arrestato dalla polizia, già presente sul posto, con l’accusa di omicidio. A scagionarlo, con l’ausilio dell’avvocato Santana, è un anziano cameriere disposto a testimoniare che al momento del delitto egli si trovava nella stanza con la signora Camargo.Gerard viene rilasciato con l’imposizione, da parte delle autorità, di lasciare l’Argentina entro 48 ore.   

Quando Incza, ormai terrorizzato dal fatto di aver diffuso la notizia di un dossier che poi si è rivelato inesistente, gli confida che Jarnac in persona incontrerà Camargo nello stesso luogo dei loro precedenti appuntamenti clandestini, Gerard è deciso a tentare il tutto per tutto. Pur sospettando un inganno, egli decide di recarsi al bar indicatogli dalla vedova Jarnac che, una volta, aveva incontrato per caso lì Camargo in attesa di qualcuno.

Nonostante si rechi in anticipo all’incontro, Gerard viene catturato nel retrobottega del bar da Camargo e un suo scagnozzo. Ben presto si accorge della presenza di Jarmac. Finalmente il criminale svela il suo volto, ansioso di venire in possesso del compromettente dossier dalle mani di Incza. Durante l’attesa, Jarmac attacca un sermone in difesa dei valori del nazionalsocialismo e del metodo usato dai tedeschi per imporli al mondo, in contrapposizione alla debolezza morale dei governi “condannati” alla democrazia.

Una volta sopraggiunto, Incza svela l’inesistenza del tanto agognato dossier e viene ucciso con dei colpi di pistola al volto da Jarnac, intenzionato a partire dopo aver preparato una messinscena che lo libererà dai suoi inseguitori: il cadavere sfigurato di Incza dovrà essere scambiato per il suo, e colpevole dell’omicidio dovrà sembrare Gerard, mentre a Camargo spetterà il ruolo di  testimone autorevole del delitto. Camargo, però, si oppone al piano, implorando Jarmac di farlo partire con lui. Ma Jarmac, dopo averlo irriso, lo minaccia esibendo un documento che, svelando i loro loschi rapporti, potrebbe fare arrestare Camargo dalle autorità argentine come complice dell’organizzazione neonazista.

Approfittando della concitata discussione tra i due, Gerard aggredisce Jarnac, mentre Camargo scappa dopo la morte dello scagnozzo che lo accompagnava. La lotta è lunga ed estenuante, ma alla fine Gerard ha la meglio e comincia a colpire con i pugni nudi la faccia di Jarnac, fermato solo dall’arrivo dell’avvocato Santana e di Dubois. I due non possono che prendere atto della morte di Jarnac, per loro inutile e dannosa ai fini di una ricostruzione dei legami tra l’organizzazione neonazista e i suoi finanziatori occulti. Però Gerard mostra loro trionfante il documento sui rapporti tra il defunto Jarnac e l’influente Camargo, che da solo basta a rendere eloquente la pericolosità dell’organizzazione.      

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