lunedì, 1 maggio 2017

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La visita (Raccolta di racconti) di Carlo Cassola – Prima edizione

La visita (Raccolta di racconti) di Carlo Cassola – Prima edizione

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Autore/i:  Carlo Cassola

Tipologia:  Raccolta di racconti

Editore:  Parenti, Collana "Collezione di Letteratura-Romanzi e Racconti", n.42

Origine:  Firenze

Anno:  1942 (27 gennaio)

Edizione:  Prima

Pagine:  80

Dimensioni:  cm. 20 x 14,5

Caratteristiche:  Brossura in cartoncino di colore panna con titoli in nero e fregio editoriale di colore rosso. Copia numerata (n.190 su 305) su carta Doppio Guinea. Con all'interno 1 ritratto in nero di Carlo Cassola disegnato da Pericle Fazzini

Note: 

Prima edizione di La visita, raccolta di 16 racconti giovanili di Carlo Cassola, pubblicata dalla Parenti di Firenze per la sua  «Collezione di Letteratura» (n.42). Di questa edizione sono state stampate 305 copie numerate su carta Doppia Guinea + 50 non numerate su carta comune per la stampa. La copia in archivio è la n.190, finita di stampare il 27 gennaio 1942.

I 16 racconti di questa raccolta sono stati scritti tra il 1937 e il 1940.

Nello stesso 1942 un’altra raccolta di 7 racconti di Cassola fu pubblicata, col titolo Alla periferia, dalle Edizioni di Rivoluzione di Firenze (brossura, pp.80, cm.18,8 x 12,5) in 500 copie numerate.

Nel 1962 una riedizione di  La visita uscì nella collana dei «Supercoralli» Einaudi. Il volume raccoglie l’intera produzione giovanile di Carlo Cassola: i 16 racconti (+3)  di La visita, i 7 racconti di Alla periferia e altri 21 racconti (scritti tra il 1942 e il 1950) che costituiscono la parte terza intitolata La moglie del mercante. La raccolta è introdotta da Il film dell’impossibile, racconto scritto nel 1942 e rimasto inedito per 20 anni, in cui Cassola elabora la propria dichiarazione di poetica.

In archivio è presente una copia di questa edizione:

Carlo Cassola, La visita, Torino, Einaudi, «Supercoralli». Legatura tela di colore verde muta, sopraccoperta con riproduzione a colori di Lido:Forte dei Marmi, dipinto di Carlo Carrà (Collezione Marmont, Milano). Con un ritratto fotografico dell’autore al retro. Pp.112, cm.22,4 x 14. Finito di stampare il 25 ottobre 1962.

   

Sinossi: 

♦ LA VISITA (Edizione Parenti 1942)

INDICE

La visita / I due amici / Tempi memorabili / Ferrovia locale / Monte Mario / Il soldato / Il cacciatore / Dànoroel / Il ritorno dei marinai / Terra di Francia / Bandiera rossa / Sogno invernale / Studenti / Franceschino / Giorgio Gromo / Al polo

♦ LA VISITA (Edizione Einaudi 1962)

INDICE

Il film dell’impossibile

PARTE PRIMA - La visita:  La visita / Paura e tristezza / I due amici / Tempi memorabili / Ferrovia locale / Il soldato / Il cacciatore/ Monte Mario / Dànroel / La casa di campagna / La signora Rosa Boni a Roma / Il ritorno dei marinai / Terra di Francia / Bandiera rossa / Sogno invernale / Studenti / Franceschino / Giorgio Gromo / Al polo

PARTE SECONDA - Alla periferia:  Alla periferia / Il mio quartiere / Diario di campagna / Gli amici / Storia e geografia / La vedova del socialista / Ornitologia

PARTE TERZA - La moglie del mercante:  La moglie del mercante / I bei tempi sono finiti / Clerici / Romolo / Tricerri / L*C*/ Relazione di Giacomo sulla Svizzera / Discorsi di fine tavola / Incontro sullo stradale / Il settentrione / Il caporale Sbrana / Decadenza di «Jack» / Il congressista / Dopo la partita / Alla stazione / L’uomo e il cane / I poveri / Il caporale Müller / Aspettando la corriera / Gita domenicale / Scoperta di Joyce

« Quando alla fine del ’39 sulla rivista «Letteratura» apparvero La visita e altri due raccontini di Cassola, accadde un  fatto insolito: un critico li recensì, in una nota breve ma calorosa, come se si fosse trattato di un libro. Giansiro Ferrata, era lui il critico, aveva felicemente intuito la nascita di uno scrittore, già pienamente riconoscibile alla sua prima prova. In effetti i tre raccontini racchiudevano la poetica che Cassola avrebbe sviluppato in seguito e che ha trovato la sua più coerente espressione nel romanzo Un cuore arido.

Allora, come oggi, per Cassola raccontare significava niente altro che aderire con le parole più semplici, dirette e usuali all’esistenza quotidiana, ignorando ogni altro problema.

Ma a questo punto è bene chiarire un equivoco. Molti critici, anche tra quelli che più apprezzano Cassola, hanno visto nella sua opera il riflesso di un’ideologia pessimista propria di tanta letteratura del nostro tempo. Letteratura puramente esistenziale, si è detto, cioè priva di valori morali, sociali, storici, e quindi negativa. Ma Cassola (e questi racconti se letti senza paraocchi ne sono la splendida prova) non ha mai pensato che la pura esistenza sia di per sé un dato negativo. Al contrario, per un cuore aperto e sensibile che cosa ci può essere di più bello dell’esistere e anche (come nella prima parte de La visita) dell’essere esistiti? Quale altro valore, morale, religioso, ideologico, può stare alla pari dell’emozione pura di chi a ogni momento, come si vede nelle pagine di questo libro, è toccato dall’apparire “subliminare” (cioè sotto la soglia della coscienza pratica) delle cose?

Ecco perché Cassola no  ha bisogno di cercare il fatto eccezionale, il grande personaggio, una società interessante, dei casi. Forse che per un’anima “subliminare”, per un vero poeta cioè, un’esistenza qualunque non è abbastanza interessante? In questo senso, Cecina o Colle valgono Parigi o New York, Murchison o la signora Rosa Boni non hanno nulla da invidiare ai grandi personaggi della storia.

Non si potrebbe quindi fare peggiore torto a Cassola di vederlo in veste di moralista che rappresenta una realtà modesta, squallida, provinciale, indegna di essere vissuta. I personaggi di Cassola non sono dei poveri esclusi dal banchetto della vita, delle vittime, degli “alienati”. Essi sono al contrario pienamente liberi e felici. In questi racconti brevi ciò risulta con un’evidenza anche maggiore che nei racconti lunghi e nei romanzi. La visita è dunque una guida indispensabile per capire fino in fondo i libri che Cassola ha scritto in seguito ».  

(Italo CalvinoNota al risvolto dell’edizione Einaudi 1962)

♦  CASSOLA SU CASSOLA

Mi accade spesso di essere qualificato come uno scrittore toscano: e questo perché la maggior parte dei miei racconti sono ambientati in Toscana. in realtà io sono nato a Roma, nel 1917, e a Roma ho vissuto fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Mia madre era toscana, di Volterra, mio padre invece era di famiglia settentrionale. Ho avuto la mania di scrivere fin  da bambino; ma solo dopo i diciott’anni mi sono scoperto una vocazione letteraria. Lo scrittore che ha avuto una decisiva influenza sulla mia formazione è stato il Joyce di Dubliners e del Portrait of the artist as a young man. Nei primi anni scrissi solo racconti brevi, che furono pubblicati in due volumetti usciti nel ’42, La visita e Alla periferia. Il primo racconto lungo è del ’46: s’intitola Baba e s’ispira alle vicende della guerra partigiana, a cui avevo preso parte in Toscana. Il mio primo romanzo è del ’52: Fausto e Anna. In seguito ho alternato le due misure del romanzo e del racconto lungo, mentre non ho più ripreso a scrivere racconti brevi. Nel ’59 l’editore Einaudi ha raccolto in un unico volume tutti i miei racconti lunghi. La raccolta è stata intitolata Il taglio del bosco, da quello dei miei racconti che ha ottenuto maggiori consensi critici. Nel ’60, con La ragazza di Bube, ho vinto il Premio Strega e ho ottenuto un vasto successo di pubblico. Successo che si è ripetuto per il mio ultimo romanzo, Un cuore arido, uscito nel ’61. Per vivere ho fatto il professore e il giornalista. Non ho mai fatto parte di nessuna corrente letteraria. Da molti anni vivo a Grosseto, nella Toscana costiera.

(Carlo CassolaNota al risvolto dell’edizione Einaudi 1962)

   

 

 

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