lunedì, 20 Maggio 2024

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Il gatto (Le chat) – Prima edizione italiana

Il gatto (Le chat) – Prima edizione italiana

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Autore/i:  Georges Simenon

Tipologia:  Romanzo

Editore:  Mondadori, Collana "Scrittori italiani e stranieri"

Origine:  Milano

Anno:  1969 (giugno)

Edizione:  Prima italiana

Pagine:  192

Dimensioni:  cm. 20, 5 x 13,5

Caratteristiche:  Legatura in tela blu muta, sovraccoperta con disegno a colori di Ferruccio Bocca

Note: 

Prima edizione italiana di  Le chat, pubblicato in originale da Presses Cité nel 1967. Il romanzo è uno dei pochi titoli di Simenon  compresi nella prestigiosa collana mondadoriana Scrittori italiani e stranieriTraduzione di Gabriella Cioffi Raiti. Finito di stampare presso le Arti Grafiche delle Venezie di Vicenza nel giugno 1969.

Sinossi: 

Incipit: ” Aveva abbandonato il giornale che gli si era spiegato sulle ginocchia e poi era scivolato lentamente sul parquet lucido. Si sarebbe potuto credere che dormisse se, di tanto in tanto, non gli fosse apparsa tra le palpebre una sottile fessura. Sua moglie non era tanto ingenua da crederci. Sferruzzava nella sua poltrona bassa, dal’altro lato del camino. Non aveva mai l’aria di osservarlo, ma egli sapeva da tempo che niente le sfuggiva, neanche il trasalire appena percettibile di uno dei suoi muscoli. (…) Si osservavano a vicenda. Non avevano bisogno di guardarsi. Da anni si osservavano così., di soppiatto, aggiungendo al loro gioco astuzie sempre più raffinate. ”

Dalla nota nel risvolto di sopraccoperta: “Vi è vita oltre i confini del silenzio? Che nome prendono i sentimenti, quando si è perduta la capacità di esprimerli? Per Emile e Marguerite la risposta è dolorosamente ardua. (…) Inariditi al punto da non rivolgersi la parola, legati soltanto dal ricordo delle loro reciproche perfidie, sono incapaci di spezzare il vincolo che li unisce, di rinunciare l’uno all’altra. Si torturano per dividere il peso di una vita ancorata a un mondo che gradualmente si sfalda attorno a loro. (…) Nella miseria di un’esistenza nutrita solo di meschine preoccupazioni, estraniata da l mondo contemporaneo che essi non comprendono, la morte del gatto diviene, come in un dramma di Jonesco, il simbolo stesso della loro solitudine, della loro aridità. ”

Da  Georges Simenon – Alla scoperta di un protagonista del Novecento di Stanley G.Eskin, Venezia, Marsilio editore, 1996 : ” Il peggiore dei matrimoni -forse dell’intera opera simenoniana- è quello descritto in Le chat. «Non ho mai scritto nulla di più crudele», afferma lo stesso Simenon. (…) Georges s’ispira al matrimonio della madre con Joseph André verso la fine della loro vita in comune, quando tutto ormai precipita nell’assurdo: ognuno cucina separatamente per paura che l’altro lo avveleni, comunicando solo attraverso parole essenziali scritte in fretta su pezzi di carta. Nel romanzo, marito e moglie hanno un rapporto allucinante che li logora psicologicamente. Marguerite avvelena il gatto di Emile ed Emile si vendica di lei strappando tutte le penne al suo pappagallo (…). Formano una coppia assolutamente incompatibile: lui è scorbutico, volgare, brutale, ordinario, proletario; lei è pretenziosa, frigida, puritana, irritante, borghese. (…) L’azione è limitata a uno spazio circoscritto: Emile abbandona il domicilio coniugale per undici giorni che trascorre al Petit Sancerre, il caffè di un’amica prostituta, per sfuggire  all’ambiente soffocante della casa dove tuttavia ritorna, attratto da una forza maligna inesorabile, dalla patetica debolezza della moglie e dal suo disperato masochismo che utilizza come ultima arma. “

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